Analisi tattica: una Roma in debito d’ossigeno, mantiene il vantaggio grazie al possesso palla

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ANALISI TATTICA, ROMA EMPOLI – I resti della Roma sono sufficienti a Ranieri per raggiungere i primi 3 punti della sua gestione, in un match difficile che fino al fischio finale ha tenuto col fiato sospeso l encomiabile drappello dei 30mila dell’Olimpico, in un lunedì sera ventoso e piovoso. L’attestato di fiducia mostrato dai presenti ha trovato riscontro nella volontà e negli atteggiamenti dei giocatori giallorossi, in debito d’ossigeno nel finale, ma capaci di soffrire per mantenere il vantaggio conseguito, e voluto fortemente.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Il nuovo corso del tecnico testaccino è un 4-2-3-1 nel segno di continuità col predecessore, ma sono gli atteggiamenti e le consegne dei giocatori ad interpretarlo come un 4-4-2 molto compassato negli sviluppi di gioco meno fraseggiati e più diretti verso la profondità. Zaniolo dietro Schick, con Kluivert a strappare a destra ed El Shaarawy a cucire dall’esterno verso il centro, con Cristante e Nzonzi a dettare i tempi in mezzo abbassandosi a turno, mentre i due centrali difensivi di piede mancino(Marcano e Jesus) provano una coesistenza inedita, e non facile ; Iachini non cerca di stupire,e il suo 5-3-1-1 é molto abbottonato, con Farias e Caputo primi portatori di pressing, con una mediana a 3 solida che sviluppa intorno alle geometrie di Bennacer, con Acquah e Krunic corazzieri ai suoi lati, mentre Pasqual e De Lorenzo allargano il campo.

LA ROMA TROVA DIFFICOLTÀ DI PALLEGGIO INIZIALMENTE – Con i due attaccanti che schermano le linee di passaggio verso i 2 mediani giallorossi, con le mezzali Acquah e Krunic che escono sui terzini giallorossi Florenzi e Santon, gli uomini di Iachini hanno ben chiara l’importanza di non fare prendere quota al palleggio tecnicamente superiore degli avversari, mentre una volta perso campo i toscani mantengono gli esterni molto bassi e con i 3 centrocampisti molto stretti centralmente si compattano puntando sul recupero basso, e successiva ripartenza sulla velocità delle due punte. Il ritmo lento del possesso palla giallorosso agevola inizialmente i toscani, con poca qualità e linee di passaggio poco ficcanti, ma emerge la prima differenza con la precedente guida tecnica.

IL GIOCO DELLA ROMA DI RANIERI – La Roma di Ranieri non fa pressione alta, tutti rientrano sottopalla, il recupero della stessa è affidato molto all’intercetto sulle linee di passaggio verso il centro del campo, mentre esternamente i giallorossi faticheranno sempre a scivolare in tempo, concedendo per tutti i 90 minuti più di un traversone, fortunatamente senza esito favorevole agli avversari. Il baricentro dei giallorossi è medio-basso e la linea difensiva non concede profondità significative agli uomini di Iachini, che di fatto non si renderanno quasi mai pericolosi nei 90 minuti. Quando la Roma si alza e perde palla Caputo e Farias riescono talvolta a trovare il corridoio centrale alle spalle dei mediani giallorossi, ma il lavoro dei terzini (che spingono il minimo indispensabile) in ripiegamento è puntuale e permette di compattarsi coi centrali lavorando correttamente di reparto. Il risultato dei primi 15 minuti si sviluppa intorno al rapido botta e risposta tra il gol di El Shaarawy (dall’esultanza decisamente troppo eloquente, quando sarebbe stato preferibile vedere una gestualità rabbiosa, visti i momenti difficili), al quale risponde la malaugurata deviazione di Jesus, e se il vantaggio aveva opportunamente indirizzato la gara,il pari poteva avere effetti devastanti sulla psicologia di un gruppo in emergenza, rimaneggiato, e fragile.

DOPO IL PARI ROMA STATICA – Le difficoltà nella parte centrale del primo tempo sono legate alla mancanza di palleggio veloce e di qualità a terra (i rari momenti in cui i giallorossi lo fanno trovano la conclusione a rete) e all’alzare troppo la palla, cercando gli attaccanti con rilanci prevedibili e preda dei 3 centrali difensivi toscani, che si gestiscono senza problemi Schick, e Zaniolo, che quando non gli gira intorno si tira fuori per cercare spazi praticabili, specie esternamente. El Shaarawy viene molto dentro al campo per cui Santon dovrebbe allargare sempre il campo stesso, ma ci vuole uno stacco prepotente di Schick (in seguito a un calcio di punizione laterale), che salta esternamente fuori dal presidio dei 3 centrali e sovrasta Pasqual che non è alto e meno difensore mestierante degli altri, per riportare il vantaggio in casa Roma. Il vantaggio nuovamente conseguito ristabilisce i valori in campo tra le due squadre, e sul 2-1 diventa importante per la Roma evitare che l Empoli ritorni in partita. Le prime indicazioni sono Zaniolo e Schick che attenzionano e circondano Bennacer, l’unico in grado di potere fare prendere quota al gioco avversario.

RIPRESA DI SOFFERENZA – Si riparte uguale a come era terminato il primo tempo e ora gli strappi di Kluivert diventano importanti per cercare di allentare il ritorno dei toscani. Quando l’Empoli palleggia da dietro (nonostante il 3 contro 2) i 3 centrali contro i 2 attaccanti giallorossi che schermano Bennacer, non entrano nel campo con i centrali esterni, ma scaricano palla, agevolando la fase difensiva giallorossa. Con Perotti per l’infortunato Zaniolo va El Shaarawy trequartista e l’argentino a sinistra, e il possesso palla migliora soprattutto nel tenere palla.

I 120 MINUTI DI OPORTO SI FANNO SENTIRE – La Roma entra nell’ultimo quarto di gara in apnea, con la spia della riserva accesa e il tutto acuito dall’inferiorità numerica per l espulsione di Florenzi. Il sottopalla in troppi momenti diventa di posizione ma poco aggressivo, troppo passivi in fase di non possesso, con grande difficoltà a scivolare in tempo sui quinti dell Empoli, che trovano spazi e tempi per mettere più di un traversone insidioso. Iachini serra i tempi per il finale di gara con Brighi per Acquah (che era ammonito) e con Oberlin per Farias. Ranieri inserisce Karsdorp, esce Kluivert, alto a destra va El Shaarawy, e quando il fare passivo potrebbe rivelarsi fatale, il tecnico toscano va con Ucan al 4-3-1-2, con Dell’Orco terzino sinistro, e il turco alle spalle delle due punte, perdendo ampiezza sul campo e intasando gli spazi centrali, dove la Roma finisce per rischiare poco o nulla (il pari di Krunic é nettamente irregolare) e il finale di gara serve per vedere all opera in campo uno dei tanti prodotti della fucina di Trigoria che nella serata hanno popolato la panchina giallorossa. Celar rileva Schick, e il compito richiesto di lottare, fare salire la squadra, prendere qualche fallo, attaccare profondità, viene espletato fino al fischio finale.

Maurizio Rafaiani

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4 Commenti

  1. Senza un Juan Jesue da campionato dilettanti, uno Nzonzi inutile, banale e lento ed un Cristante pasticcione, la Roma avrebbe sofferto meno e fatto giocare meno l’Empoli. Mi sono piaciuti Santon e Marcano attenti, Kluivert e Schick vogliosi. El Sharaawy credo sia il top playar della Roma, oggi.
    Credo che Ranieri difficilmente riuscirà a dare un gioco, il problema sono gli interpreti, finché aremo un centrocampo del genere ed una difesa spesso inopportuna per la serie A , neanche Guardiola o altri riuscirebbero a dare un gioco a questa squadra.
    Proviamo ad inserire Riccardi e Coric, credo farebbero meglio di Cristante e Nzonzi .

  2. LA stagione delle plusvalenze si avvicina, Pallotta ha premuto il bottone “autodistruzione” come già fatto tante volte in questi anni, così a giugno si potrà scatenare a piacimento vendendo tutti. Tutto già visto… seguire il campo, la tattica, la classifica ha perso di significato, tanto gira gira e l’orologio si rifermerà, tra circa un paio di anni, per l’ennesimo “Pallottageddon”

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