Analisi tattica, il pressing alto non funziona: Modric tra le linee permette al Real di trovare gli spazi per colpire

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ANALISI TATTICA – La Roma chiude la pratica qualificazione per vie traverse, allorquando la buona notizia arriva poco prima di entrare in campo, con gli Ottavi di finale acquisiti matematicamente grazie alla mancata vittoria del CSKA, e se ci si trovasse di fronte ad un contesto normale i motivi per guardare al futuro con fiducia sarebbero anche normale conseguenza. Ma la Roma 2028/19 ha deciso da tempo di rendere la sua stagione un calvario che periodicamente sfocia in prestazioni ora sconcertanti, ora contrastanti anche nel corso della gara stessa, ora scoraggianti anche per il più ottimista dei sostenitori, con una galleria di orrori tecnico-tattici-comportamentali che collocano il gruppo guidato da Di Francesco in una posizione difficilmente difendibile.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Solari ha tra le mani forse il peggior Real Madrid degli ultimi 10 anni, orfano di Cristiano Ronaldo, e con Casemiro out, dove l’acerbo Llorente affianca i sublimi Modric e Kross, nel tentativo di cucire gioco con i due velocisti Bale e Vazquez, e con Benzema riferimento centrale. Un Real Madrid senza particolari sussulti,che non forza mai ritmi ma si affida alla qualità del suo palleggio superiore negli interpreti,rispetto ai giallorossi. Di Francesco ha le scelte obbligate, dovendo gestire un’emergenza scientificamente maligna, che la priva dei giocatori più funzionali per i suoi sviluppi di gioco attuali, e con un età media in campo che la dice lunga sulle velleità presunte. Le catene, in realtà, sono anche armoniose, perché sia Kolarov che Florenzi sono puntuali e intraprendenti, ma la mole di palloni recapitati dalle corsie esterne non trovano facile cittadinanza in area di rigore.

EQUILIBRIO INIZIALE, LA ROMA È IN PARTITA, MA IL REAL GESTISCE – Si parte con la Roma che, quando sente la musichetta Champions, ritrova automatismi perduti o scemati negli ultimi mesi, come la pressione molto alta che inizialmente le consente di prendere campo e mantenere iniziativa e possesso palla, con Zaniolo che porta qualche movimento a pendolo ruotando in alcuni frangenti il modulo verso un 433 dinamico. I blancos cercano di ruotare i mediani, che si alternano in regia ruotando e gestendo a turno il primo palleggio inibito inizialmente dalla pressione giallorossa. La Roma dimostra anche una efficace fase difensiva, compatta nel ripiegamento, e mettendo bene pressione, mentre la fase difensiva spagnola è prevalentemente di posizione,invitando esternamente gli sviluppi di gioco dei giallorossi, tanto che diventa importante per gli uomini di Di Francesco giocare velocemente palla dentro attraverso il movimento da fuori a dentro per trovare linee di passaggio più pericolose.

IL REAL RISOLVE LA PRESSIONE ALTA, E SI MANIFESTANO LE PRIME IMPIETOSE DIFFERENZE TRA LE DUE SQUADRE – Ma ben presto, nonostante la pressione alta dei giallorossi, ci pensa Modric a farsi trovare bene tra le linee permettendo ai suoi di uscire puliti saltando il primo pressing di El Shaarawy su Carvajal, Schick su Ramos, Zaniolo sul secondo centrale, e con Under a cercare di tenere basso Marcelo. L’uscita dalla prima pressione consente spesso ai blancos di distendersi negli spazi, e i giallorossi devono compattarsi con grande disciplina tattica per non subire le combinazioni finali dei galacticos rimasti in campo nel nuovo corso merengue, e di contro il divario con il palleggio degli spagnoli diventa evidente. Perché è evidente come il palleggio degli uomini di Di Francesco sia senza linee di passaggio ficcanti, quando il Real fa passare palla in 30 centimetri, mentre ai giallorossi spesso non basta neanche una imbucata di 2 metri; e il pensiero va alla cerimonia nel pre-gara dove la passerella di Francesco Totti nella Hall of fame ricorda a tutti cosa significhi qualità nel calcio, e quanto siano lontani i momenti in cui questo giocatore inventava calcio.

ESCE EL SHAARAWY, KLUIVERT EVIDENZIA A TUTTI COSA SIGNIFICANO LE CATEGORIE NEL CALCIOKluivert rileva a sinistra l’infortunato El Shaarawy, e subito la corsia sinistra si rianima, sul grande movimento da prima punta di Schick, sul cross di Kolarov, dimostrandosi come sempre senza qualità e cattiveria nella conclusione,sinistra costante delle stagioni giallorosse. La galleria degli orrori continua, con Kluivert che davanti a due occasioni propizie si scontra con un evidente ansia da prestazione, che di manifesta in conclusioni affrettate e imprecise. Il Real regala più di un vantaggio, con una fase difensiva talvolta approssimativa, nonostante Zaniolo sia fuori dal gioco, e non riesca ad aiutare Schick andandogli a giocare vicino. Diventa importante che soprattutto Under attacchi Marcelo mettendogli pressione, cosi come faccia altrettanto Kluivert su Carvajal sulla corsia opposta, attaccando in velocità con convinzione la linea difensiva, ma i due giovani attaccanti esterni lavorano poco sul contromovimento corto/lungo. Dall’esterno la Roma trova qualche finalizzazione importante e Schick dimostra tutti i limiti giallorossi in fase conclusiva.

UNDER CERTIFICA DEFINITIVAMENTE COSA SONO I LIVELLI NEL CALCIO – Nella fase finale del primo tempo Zaniolo si scuote ed entra in partita, rubando una palla importante e assistendo Under a centro area, e sull’errore incredibile del giovane turco si capisce ancora di più lo spessore che manca ai giocatori della Roma, in troppi dentro qualcosa più grande di loro, con 5 giocatori sui 10 di movimento, pressoché ventenni, al cospetto di una squadra di campioni dal pedigree e spessore conclamati. Si va al riposo, e se è vero che Under sarebbe da sostituire, perché un errore cosi ammazza un giovane,ma diventa inopportuno farlo perché si finirebbe per devastarlo, cosicché nel secondo tempo diventa inevitabile per la Roma giocare in 10 e “regalare” lo smarrito e sfiduciato ragazzino turco agli avversari.

L’ERRORE DI UNDER APRE UFFICIALMENTE LA CRISI DI GARA, FAZIO LA DILATA CON CINICO AUTOLESIONISMO – Se l’intervallo viene vissuto sotto shock emotivo per l’errore incredibile di Under l’inizio di ripresa ricorda come al peggio non ci sia mai fine, perché Fazio pensa bene di esibire nella sua, fin qui balorda stagione, un altra recita horror con un harakiri sotto forma di retropassaggio suicida per Bale, che sblocca il risultato, completando l’opera più tardi quando fa da spettatore sulla sponda aerea che consente a Vazquez di chiudere indisturbato la contesa. Sui nervi, più che per spirito di rivalsa, la Roma trova alcune ripartenze, fallite nelle scelte dai giovani giallorossi, che ancora una volta evidenziano tutta la loro dimensione di non essere ancora in grado e all’altezza per certi palcoscenici. Perché è impensabile andare a giocare contro il Real Madrid, con Nzonzi più i 4 difensori in età matura in campo,e impiegare sul fronte avanzato 5 ragazzini, dei quali è possibile solo apprezzare l’impegno, ma null’altro. Al minuto 76′ ancora un esempio con Kluivert, che anziché puntare Carvajal non vede l’ora di liberarsi del pallone tirando subito. 90 minuti di gara che di tattico non hanno nulla, da entrambe le parti,ma che evidenziano come esistano i livelli del calcio, e come sia impensabile affrontare i campioni d Europa in carica con 5 ventenni (che diventano 6 con l’ingresso nel finale di Coric) e riporre speranze in un gruppo troppo giovane, labile mentalmente, e con troppe incognite che condizioneranno irrimediabilmente la stagione, mercato invernale permettendo.

Maurizio Rafaiani

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