ROMANEWS WEB RADIO – Torna l’appuntamento con la rassegna stampa sulla Web Radio di Romanews.eu. Si riparte con “Non Rassegniamoci”. Dalle 7.30 alle 10.30, Alessandro Tagliaboschi e Luca Loghi vi terranno compagnia con la lettura dei principali quotidiani sportivi, ma non solo: commenti, notizie, esclusive, collegamenti con giornalisti e aggiornamenti sulla Roma, rigorosamente in diretta.

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I COLLEGAMENTI – Prima parte di trasmissione dedicata alla rassegna stampa con la lettura dei principali quotidiani sportivi. Alle ore 8.30 via ai collegamenti: si parte con la caporedattrice di Romanews.eu, Giulia Spiniello, e la rubrica “La bionda al comando”. Alle 9.15 ci sarà il collegamento con Luca Manes, esperto di calcio inglese e autore di numerosi libri sulla Premier League. Alle 9.30 sarà il turno di Matteo Ciampani, fondatore del Roma Club London. Alle 10.00 scocca l’ora di Marco Piccari, voce di Premium Sport, collaboratore del Corriere dello Sport ed autore del libro “In viaggio con la tribù del calcio”. Nel corso della puntata sono previsti collegamenti con Gian Marco Torre, inviato di Romanews.eu al seguito della squadra a Londra.

LE PAROLE DI MANES – “La Premier è stato il primo campionato che ha pensato in grande. Tutto è legato ad un discorso di diritti televisivi, valorizzati al massimo ed è un discorso che è già stato intrapreso negli anni 90 per permettere anche alle piccole squadre di avere incassi importanti. Proprio da quegli anni, anche grazie agli stadi c’è stata la svolta.

Marketing e biglietteria fanno un’altra parte importante, proventi economici che in Italia facciamo fatica a considerare come importanti. Il Chelsea viene definito ‘il club che non ha storia’. Basti pensare che è nato prima lo stadio e poi il club, il vecchio Stamford Bridge era una sorta di Stadio Olimpico, ovvero polifunzionale. Provarono a trasferire il Fulham che volle rimanere però nella sua casa a Craven Cottage, ed è stato creato un club col nome Chelsea che è subito entrato nel gotha della lega senza però mai raggiungere grandi risultati. La tifoseria è sempre stata molto focosa e turbolenta. Anche se con gli anni sono stati alzati i prezzi di Stamford Bridge e quindi i tifosi del Chelsea sono stati ribatizzati ‘plastic fans’ perché non sarebbero così vicini alle sorti della squadra. Vengono visti come tifosi imborghesiti.

Giocare in Premier vuol dire giocare in un campionato fisico, di alto livello. L’ultima della classe in Inghilterra, non sarà mai l’ultima anche in altri campionato. E’ difficile contestare che la Premier sia al di sopra di Liga, Bundesliga e Serie A. Ci sono sempre quattro o cinque squadre che possono vincere il titolo.

Leicester? Un misto tra una strana congiunzione astrale di big che calano, un Ranieri perfetto ed un gruppo di ragazzi che aveva voglia di rivalsa. Kanté è un giocatore che sposta gli equilibri e stasera non essendoci la Roma avrà un bel vantaggio. Il mercato del Chelsea non è stato quello sperato, basti pensare che i giornali inglesi si sono divertiti a fare una lista di giocatori che sarebbero dovuti arrivare ma poi non si sono visti a Stamford Bridge. E’ stato venduto Matic, un vero e proprio pilastro del centrocampo. E’ stato preso Rudiger che però non è stato accolto bene dalla tifoseria e non è il tipo di terzino che vuole Conte. E’ un centrale fondamentalmente e a breve verrà riutilizzato lì. Il problema di Conte è che questo mal di pancia pare sia reciproco, con entrambe le parti che non sono più sicure di stare insieme.

Totti in Inghilterra è popolare e strapopolare e la Roma in Inghilterra veniva vista come la squadra di Totti, uno dei più grandi calciatori della storia del calcio italiano, un’icona mondiale. Loro hanno un po’ di paura, viene vista come una partita equilibrata. Il Chelsea però vuole vincere per assicurarsi la vittoria del girone. Mi aspettavo un Morata così, perché è un giocatore con mezzi tecnici notevolissimi, anche se non ha mai giocato in Premier, ha giocato in Italia dove il campionato è più fisico che in Spagna”.

L’INTERVENTO DI CIAMPANI – “Noi come club non siamo vecchissimi, perché siamo nati nel 2013 una stagione con più dolori che gioie, basti citare il 26 maggio. Ci siamo uniti in primavera, tutti ragazzi giovanissimi, in cerca di lavoro e di speranza, che ha trovato un gruppo molto unito di tifosi romanisti. Ci vedevamo nei bar e nei pub ed abbiamo deciso di unirci. Siamo un gruppo veramente molto largo. E’ difficile dare un numero, Londra è una città molto mobile, gente che viene e che va, turisti, uomini e donne in cerca di lavoro. Siamo diverse centinaia di persone, calcolando chi ha la tessera e chi invece viene qui quando ha bisogno. La sede è vicino al centro di Londra, a St. Paul sotto la cattedrale che ha questo cupolone che rimanda a quello romano che ci fa sentire più vicini a casa.

In generale qui c’è molto rispetto per la Roma, è una squadra che ha molto credito in Inghilterra, anche se la Serie A viene seguita come un campionato minore. Loro vorrebbero avere alcuni giocatori della Roma nella loro squadra, come ad esempio Nainggolan ed altri che rispettano per la loro storia in Premier come Dzeko e Kolarov. Restano comunque fiduciosi, si credono più forti e pensano di poterla spuntare. I tifosi del Chelsea non sono i più appassionati d’Inghilterra. Qui i più focosi sono quelli del West Ham e del Milwall.

Sono stato in diversi stadi inglesi e mi è capitato anche spesso di stare all’Olimpico. La differenza è enorme: innanzitutto, sono stati costruiti per il calcio, per vivere il calcio. La viabilità è perfetta, con fermate metro ed autobus che ti permettono di arrivare davanti allo stadio. Forze dell’ordine e steward che fanno un servizio importante. Il prezzo dei biglietti è più alto, ma va bene perché è come se vendessero un pacchetto premium, non vendono la partita ma l’esperienza totale di vedere la partita, un clima che in altre parti del mondo è difficile da trovare.

Il programma di oggi? Per questa partita siamo stati sommersi di messaggi, sin dal momento in cui Totti ha estratto le partite. La difficoltà maggiore nasce da due cose nell’organizzazione: la partita è infrasettimanale ed in tanti lavorano e bisognerà anche entrare presto. La seconda difficoltà è che bisogna organizzarsi per tempo con i mezzi. Abbiamo cercato di venire incontro a tutti, appuntamento a tutti alle 16 da St. Paul, anche ad altri Roma Club, prenderemo la metro e ci fermeremo qualche fermata prima dello stadio per muoversi insieme alzando i colori più belli del mondo”.

LE PAROLE DI PICCARI – “Il libro? L’idea nasce dal programma a cui ho partecipato, ‘La Tribù del calcio’, in cui vengo catapultato grazie al Bologna, dopo che feci un Dvd per il centenario del club per il Corriere dello Sport. Da lì inizia un’avventura stupenda, in cui ho intervistato 50 ex calciatori, ma anche calciatori di attualità della Serie A.

Nel libro non c’è la riproposizione delle interviste, mi sembrava scontato, io ho legato ad ogni personaggio, alcune mie storie che si intrecciavano con loro, perché mi ricollegavo a me, giovane ragazzo adolescente appassionato di calcio che muove i suoi primi passi in questi sport. Ad esempio Pruzzo mi ricorda i miei vicini di casa tifosissimi della Roma. Oppure le lunghe chiacchierato con mio zio, che mi parlava di Falcao, perché adorava quel calciatore.

Tanti ricordi dei calciatori, che si intrecciano con i miei e con tutti quelli degli appassionati di calcio. Penso che tutti noi abbiamo degli attimi di vita che si ricollegano con il calcio. Ci sono momenti del libro molto belli, con momenti di forte emozioni di vita privata del calciatori. Un viaggio tra ricordi ed emozioni.

Chelsea-Roma? Quella della Roma è una partita molto affascinante. Il Chelsea al Wanda Metropolitano ha fatto una partita impressionante. Non starà andando bene in campionato, ma i giallorossi sono chiamati ad un match difficilissimo. La Roma è nella strada giusta per fare un processo di crescita. Ho una grande fiducia in Di Francesco, sono convinto che questo ragazzo, se fatto lavorare può fare bene. Un bilancio di queste prime partite? Conoscete la piazza romana, si passa dal pessimismo all’ottimismo con un attimo. Sta lavorando, cercando di dare un’idea diversa, non potendo lavorare con molti giocatori a causa degli infortuni.

Schick? Fatico a farmi un’idea. Ha una tecnica fuori discussione, ma il campionato è iniziato da due mesi e non se ne sa nulla. A me piace tantissimo, non si può dire nulla, ma è chiaro che bisogna vedere in campo, anche perché voglio capire come Di Francesco ridisegnerà la squadra con lui in campo. Aspettiamo a dare giudizi in una piazza, che sale e scende con gli umori in un attimo”. 

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