NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un articolo: buona lettura!

Emergenza Coronavirus

Un’altra giornata di dati positivi per l’Italia nell’emergenza Coronavirus. Ad oggi, infatti, si sono registrati 2667 contagi in più di ieri, quando erano saliti di 2.972 unità: la crescita oggi è dell’1.6%). Di queste, 21.645 sono decedute (+578, +2.7%: ieri erano stati 602) e 38.092 (+962, +2.6) sono state dimesse. Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 105.418 (il conto sale a 165.155 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia). I pazienti ricoverati con sintomi sono 27.643; 3.079 sono in terapia intensiva (-107, -3.4%: ieri la diminuzione era stata di 74 posti letto, e questo è un dato molto importante), mentre 74.696 sono in isolamento domiciliare fiduciario.

Intanto, il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha ricevuto dal governo italiano l’incarico di avviare la procedura pubblica per la ricerca e l’acquisto dei test seriologici, che dovranno rispondere a una serie di caratteristiche individuate dal Ministero della Salute. Sarà somministrato a un campione di 150mila persone individuate su scala nazionale e suddivise per profilo lavorativo, genere e sei fasce di età.

Figc, stilato il protocollo medico per la ripresa

Continuano gli studi della Figc sui metodi di ripresa degli allenamenti per il prossimo 4 maggio. Stamattina, la riunione in videoconferenza della Commissione medica della Federazione ha rimandato alla settimana prossima la data per la definizione finale del protocollo sanitario da seguire. Il focus principale del documento è sui controlli da fare prima della ripartenza: “Il lavoro della Commissione raccomanda il ritiro chiuso almeno per il primo periodo di allenamento (modello preparazione estiva), propedeutico alla piena ripresa dell’attività e con la sorveglianza del medico sociale e/o del medico di squadra. Il ritiro sarà preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il ‘gruppo squadra’. Tali indagini prevedono, oltre all’esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sarà indicata dalle autorità competenti), un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue”. La precedenza verrà data alla Serie A, per poi passare alle altre leghe.

E torna a parlare Gravina

Poco prima dell stesura del protocollo medico per la ripresa è tornato a parlare il presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero uno del calcio italiano non ha dubbi sulla ripresa della Serie A: “Lavoriamo sul come, non sul quando. Quando il Paese tornerà a vivere, quando ci saranno le condizioni per altri settori, tornerà anche il calcio. Lo dico una volta per tutte: il campionato va portato a termine. C’è tempo. Lo stop definitivo darebbe inizio a una serie di contenziosi. Sul mio tavolo ci sono già le diffide di alcune società. E chi mi chiede di non ripartire non ha poi idea di come risolvere queste criticità. La Fifa ha tracciato la via: non comincerà la nuova stagione senza aver concluso prima questa. Andremo di pari passo con gli altri campionati europei”. Si lavora anche sulla prossima stagione: “Valutiamo tutte le ipotesi. Una è organizzare le competizioni su anno solare, ma, ripeto, serve il coordinamento con tutte le federazioni europee. Altrimenti, dovremo chiudere la stagione a maggio prima dell’Europeo. Il campionato 2021 si potrebbe disputare in 5 mesi. Ci sono delle idee sul tavolo, ad esempio una formula con due o più gironi e poi play-off e play-out. Misure eccezionali, solo per una stagione. Ritiro dei club in una città? Non si possono giocare 10 partite sullo stesso campo in un week-end e servirebbero 20 centri d’allenamento. Sarà comunque difficile giocare a Bergamo alla ripresa, così come a Milano, Brescia e Cremona. Un campionato senza partite al Nord è una possibilità”.

Le parole di Santon

“Mi manca tutto: il campo, i compagni, l’atmosfera dello stadio, i tifosi. Non vedo l’ora di poter tornare a giocare”. Parole di Davide Santon che oggi si è intrattenuto in una lunga intervista con il canale Instagram di Roma Tv: “Se vogliamo trovare il lato positivo, è bello poter stare così tanto insieme alla propria famiglia. Di solito non abbiamo questa possibilità, quindi cerchiamo di goderci almeno questo aspetto”. La voglia di tornare in campo, però, è tanta e il terzino ha chiaro gli obiettivi per il futuro: “Siamo in Europa League e in corsa per il quarto posto. Ovvio che nei prossimi anni spero di vincere anche qualche trofeo. Ne ho troppa voglia. Sarebbe un sogno”. Poi le parole di stima per Paulo Fonseca: “Ho un ottimo rapporto con lui, mi dice sempre quello che pensa, dove devo migliorare e dove invece sto facendo bene. Trovo che sia un aspetto fondamentale per un allenatore”. Sul bilancio della stagione Santon si dice positivo: “Sì, sono soddisfatto. La stagione non è iniziata benissimo, per via delle tante voci di mercato. Io però ho sempre voluto restare a Roma. Qui la mia famiglia sta bene, ho un bel rapporto con i compagni. E poi sono riuscito a prendermi un po’ di spazio, giocando anche alcune buone prestazioni”. Chiude con la prestazione nel derby: “Mi esalto, perché l’atmosfera è magica. Nell’ultimo derby che abbiamo fatto avevo la pelle d’oca durante il riscaldamento. E’ una partita che si prepara da sola, basta vedere quanto è importante per la gente”.

Di Francesco racconta l’ultimo anno alla Roma

Torna a parlare Eusebio Di Francesco. E stavolta decide di confessare le sue verità e raccontare l’ultimo anno alla Roma, quello che lo ha portato lasciare la capitale. “Sul calciomercato sono state fatte scelte non corrette – il peccato originale secondo il tecnico -. A cominciare da quella che rimpiango più di tutte, le partenze di Strootman e Nainggolan. Strootman è un giocatore straordinario, con la sua partenza abbiamo perso personalità e lo abbiamo pagato in continuità di risultati. Ho il rimpianto di non aver insistito a farlo restare, ho assecondato la sua decisione. I risultati altalenanti del secondo anno non ci furono nel primo, nonostante il caos con il mercato di gennaio, Dzeko in bilico, stava per andare al Chelsea. I giovani andavano aspettati, ho dovuto rivedere il sistema di gioco per adattarlo alle caratteristiche di certi giocatori”. Un rapporto che non è mai sbocciato è quello con Javier Pastore: “Non voglio attribuire responsabilità a nessuno. Anche quest’anno si è visto che il problema principale è il fisico. Non abbiamo avuto un buon rapporto, ma non riesco ad avere rancore per certe sue dichiarazioni. Non è riuscito a render come ci si aspettava, ho visto che anche quest; anno aveva grande voglia ma non gioca da mesi. La qualità non è in discussione”. Arriva poi il racconto degli ultimi giorni a Trigoria, i più difficili: “L’esonero è stato un insieme di situazioni al di là dei risultati. C’era un po’ di malcontento che ci ha portato a quell’epilogo. Era un momento particolare, avevamo perso il derby. A Oporto siamo stati sfortunati per l’arbitraggio. Meritavamo i quarti”. E sul rapporto con i ‘capitani’ chiarisce: “Sono state dette tante cose sbagliate. Il fatto che sia stato Totti a scegliere Ranieri ha fatto pensare che non fosse vicino a me. Non è stato così. Era l’uomo della società e l’amico dell’allenatore, mi ha sempre sostenuto, fino alla fine. Poi ha dovuto scegliere Ranieri, perché faceva parte del suo ruolo. Qualcuno ci ha speculato, ma i nostri rapporti sono tuttora buoni. Daniele è uno di quelli che ha chiamato il presidente per evitare il mio esonero. Io dico sempre che l’allenatore è un uomo solo, ribadisco nessuno ha mai giocato contro. La Roma di Pallotta ha raggiunto il massimo con me in panchina”.

La Roma prepara la ripartenza: ecco come

Il calcio italiano è fermo ormai da diverse settimane a causa dell’emergenza Coronavirus. Uno stallo che però sembra destinato a finire presto. Per questo la Roma sta già studiando un piano per far tornare i giocatori ad allenarsi a Trigoria in sicurezza, senza mettere a rischio la propria salute. Come riporta La Gazzetta dello Sport, una volta ripresa la stagione, i giocatori giallorossi useranno pochissimo lo spogliatoio. Gli allenamenti saranno a piccoli gruppi di sei o sette calciatori, mentre per la doccia i giocatori useranno quelle delle camere di Trigoria. Piatti e bicchieri saranno usa e getta, gli asciugamani e le borracce ancora più personalizzati rispetto a prima. Addio anche al pranzo tutti insieme, una delle novità che Fonseca aveva preteso dall’inizio per cementare l’unione tra squadra e staff tecnico. Il centro sportivo è stato già sanificato e tutti indosseranno guanti e mascherine. La temperatura di tutti sarà costantemente monitorata, seguendo tutte le direttive dei protocolli di sicurezza. La preparazione avrà un focus esclusivamente fisico per le prime due settimane.

Igor Zaniolo: “Pronto tra luglio e agosto, ama visceralmente la Roma”

Igor Zaniolo, papà di Nicolò, è intervenuto a Centro Suono Sport per parlare delle condizioni fisiche del figlio e delle voci sul possibile nuovo rinnovo di contratto: “Nicolò sta bene, sta riprendendo bene, sta lavorando a casa, con l’ausilio dei preparatori in video conferenza, tutto prosegue secondo l’iter, ovviamente sarebbe stato meglio stare a Trigoria, ma comunque sta lavorando sodo a casa, seguendo il protocollo di recupero. La Roma gli ha fornito tutti i macchinari e gli attrezzi utili. Per un crociato ci vogliono 6 mesi, sempre meglio con una struttura come quella di Nicolò andarci cauti. Io penso che tra luglio e agosto sarà a posto. Il rinnovo? Nicolò non ha mai chiesto nulla, ha un contratto fino al 2024, sta alla grande a Roma e spera di continuare il più possibile, poi se la Roma volesse corrispondergli un adeguamento ci sediamo volentieri, ma al momento non c’è nulla di concreto. Credo che la società ci possa pensare, per blindarlo ulteriormente e farlo sentire parte integrante di un grande progetto come quello giallorosso”. Sul legame con la Roma, Igor è chiaro: “Nicolò ama questa maglia, ama in maniera viscerale questa piazza, guai a toccargli la Roma”.

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