NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un articolo: buona lettura!

Emergenza Coronavirus

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile riportano un calo delle persone ricoverate. In terapia intensiva si trovano oggi 572 persone, 23 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 8695 persone, 262 meno di ieri. In isolamento domiciliare 48485 persone (-1285 rispetto a ieri). Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 119 persone (ieri le vittime erano state 130), arrivando a un totale di decessi 32735. I guariti raggiungono quota 138840, per un aumento in 24 ore di 2120 unità (ieri erano state dichiarate guarite 2160 persone). Il calo dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 1570 unità (ieri erano stati 1638) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 669 (ieri 652).

Trigoria, oggi il primo allenamento collettivo

Dopo l’ok al protocollo per le attività di squadra da parte del Comitato Tecnico Scientifico e gli adeguamenti sul ritiro in caso di nuove positività (determinato dal Consiglio Federale), la Roma oggi ha fatto un altro passo verso la nuova normalità. Oggi a Trigoria, infatti, è andato in scena la prima seduta di allenamenti di gruppo del post-coronavirus dopo oltre due mesi, senza dimenticare, però, di rispettare le prescrizioni sulla distanza di sicurezza. Ora sarà fondamentale la data del 28 maggio: giorno in cui il governo deciderà se e quando far ripartire la Serie A. Tutto porta a segnare il 20 giugno come il giorno giusto per tornare a gustare una partita di calcio, ma non sono da escludere sorprese.

Le parole di Smalling

Chris Smalling si racconta in una lunga intervista al giornale inglese Times. Il calciatore si è aperto a 360° dai suoi primi calci al pallone fino all’avventura con la maglia della Roma: “Molti bambini vogliono diventare calciatori, ma la mia realizzazione non è mai arrivata fino a quando non avevo 19, 20. Quando cresci, molti sogni possono essere infranti”, dice riguardo il percorso per diventare un calciatore professionista. Impossibile poi non parlare dell’emergenza Coronavirus e del lockdown vissuto nella Capitale: “Il lockdown può sicuramente portare le sue sfide. Conosco molte persone che non sono in grado di trascorrere del tempo con la propria famiglia. Da questo punto di vista sono stato benedetto. Sono stato fortunato a poter trascorrere del tempo con la mia famiglia e avere avuto la possibilità di vedere Leo crescere, fare i suoi primi passi, vedere il suo primo dentino”. La pandemia ha messo l’Italia a dura prova e la Roma si è sempre mostrata in prima fila per aiutare la comunità in un momento così difficile: “La Roma ha un cuore molto grande. L’ho notato rapidamente qui. Ha aiutato molto le persone, senza limiti. È fantastico. Hanno davvero dato l’esempio e altri club ne hanno preso spunto per fare lo stesso. Sono molto orgoglioso di essere associato alla Roma grazie a tutte le loro iniziative”. Conclude sul perché della scelta di arrivare in giallorosso: “La Roma ha un cuore molto grande. L’ho notato rapidamente qui. Ha aiutato molto le persone, senza limiti. È fantastico. Hanno davvero dato l’esempio e altri club ne hanno preso spunto per fare lo stesso. Sono molto orgoglioso di essere associato alla Roma grazie a tutte le loro iniziative”.

Veretout: “Playoff, perché no?”

Veretout ha le idee chiare sulla fine del campionato: “La soluzione migliore sarebbe quella di andare fino in fondo alla competizione e di giocare le ultime 12 gare. I playoff? Perché no. Ci adegueremo”. Questo il pensiero del centrocampista della Roma in una lunga intervista a Le Parisien, dove non ha risparmiato critiche a chi ha permesso di disputare Atalanta-Valencia a porte aperte: “Il virus potrebbe essersi diffuso rapidamente in Lombardia. È tutt’altro che un caso che la città di Bergamo si sia ritrovata nel cuore della pandemia con un drammatico numero di morti. È stata una follia permettere al pubblico di assistere a questo incontro”. E per Veretout vedere Roma durante la quarantena non è stato semplice: “Roma è una città sempre affollata, vivace e felice. Durante questo periodo era quasi morta. Congelata. Sembrava un film catastrofico. Ora si sta riprendendo. Si vede già dal mio quartiere. Di solito c’è sempre rumore e vita. A marzo e aprile, quando ero in giardino con le mie figlie, c’era una sensazione di vuoto, di niente. Era strano, ma ci dovevamo convivere. Ora, c’è di nuovo movimento, le persone tornano a passeggiare. Sono felice persino di vedere ripassare le macchine. Fa bene al morale”. Sul futuro il francese ha pochi dubbi: “La Nazionale rimane un obiettivo. E’ sempre presente in uno spazio della mia testa. Ho già passato le preselezioni. Sono fortunato a giocare in uno dei più grandi club italiani. Devo continuare a fare bene per sperare di essere chiamato un giorno. C’è ancora molta strada da fare, ma perché no. Se dovessi essere convocato, sarebbe uno dei giorni più felici della mia vita da calciatore”.

Intanto, secondo il portale alfredopedullà.com, il desiderio del difensore inglese continua a essere quello di restare nella capitale e questo potrebbe aiutare molto i giallorossi nella trattativa con il Manchester United, che chiede ancora una cifra pari a circa 20 milioni per il riscatto. Il giocatore è finito nel mirino di molti club inglesi, ma la società giallorossa non si arrende: presto si metterà nuovamente al lavoro per trovare un accordo con i Red Devils.

Calciomercato: il piano salva-Zaniolo, Gotze via dal Dortmund

Mentre le società sono in attesa di capire e scoprire se e quando ripartirà la stagione, intanto si programma la prossima sessione di mercato. Sul fronte entrate la Roma continua a guardare alle possibilità a parametro zero: Vertonghen è sempre più lontano dal rinnovo col Tottenham, Bonaventura continua a interessare ma manca ancora l’offerta e oggi il direttore sportivo del Borussia Dortmund ha ufficializzato l’addio di Gotze a fine stagione. Il primo obiettivo di Petrachi è quello di non cedere i due gioielli giallorossi Zaniolo e Pellegrini. La strategia del ds è chiara: cercare di piazzare tutti i calciatori ritenuti sacrificabili. Under e Kluivert, corteggiati dall’Arsenal, potrebbero fare le valigie e qualora il Lipsia decidesse di non riscattare Schick, anche per lui si cercherebbe una sistemazione in Premier. Nzonzi rimarrà in prestito al Rennes dopo lo stop della Ligue 1, per Pastore invece resta l’opzione Inter Miami. Perotti starebbe valutando diverse offerte, Juan Jesus sarebbe invece intenzionato a restare. Si riflette ancora anche sul futuro di Florenzi, che ormai sembra lontano dalla capitale, e su quello di Karsdorp, Olsen e Coric. Gonalons e Defrel dovrebbero invece essere presto riscattati rispettivamente da Granada e Sassuolo.

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