NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un articolo: buona lettura!

Emergenza Coronavirus

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a 2972 unità (ieri erano stati 2886). Oggi sono ricoverati in terapia intensiva 3977 persone. Nonostante sia ancora un numero alto, diminuiscono i deceduti che sono 525. I guariti restano sugli stessi livelli e raggiungono quota 21.815, per un aumento in 24 ore di 819 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1238 persone). Netto l’aumento dei guariti negli ultimi giorni e come tendenza.

Il calcio studia come ripartire

Mentre l’emergenza Coronavirus è ancora nel vivo in tutta Europa, il calcio pensa a come portare a termine la stagione 2019/20. Secondo i massimi organismi calcistici italiani ed europei, infatti, finire l’annata sarebbe l’unico modo per evitare ingenti perdite a livello economico. Il presidente della FIGC Gravina è già all’opera per definire un piano di ripartenza: venerdì ha chiesto alla commissione medica interna di redigere una sorta di guida, da far seguire alla lettera quando i club torneranno a lavorare sul campo. L’idea è quella di tornare ad allenarsi, probabilmente in ritiro, prima in gruppi ristretti e poi tutti insieme. Possibile anche che alcune partite si giochino in campo neutro per evitare rischi. Per quanto riguarda invece il calendario, la prima data utile potrebbe essere il 20 maggio per recuperare i match rinviati. Intanto, l’Uefa, tramite una nota ufficiale, ha voluto chiarire la posizioni sulla ripresa delle competizioni dopo le parole rilasciate dal presidente Ceferin alla tv tedesca ZDF: “E’ stato riportato che il presidente dell’Uefa avrebbe detto a Zdf in Germania che la Champions League sarebbe dovuta finire entro il 3 agosto. Questo non è vero. Il presidente è stato molto chiaro nel non fissare date precise per il termine della stagione. L’Uefa al momento sta valutando tutte le opzioni per portare a termine i campionati nazionali e le competizioni europee con l’Eca e le Leghe europee presenti nel gruppo organizzato lo scorso 17 marzo. La priorità principale di tutti i membri è quello di preservare la salute pubblica. A partire da quella, si cerca di trovare una soluzione per il calendario di tutte le competizione. Si sta sta valutando di giocare delle partire a luglio e agosto, se necessario, in base alle date della ripartenza e al permesso delle rispettive autorità nazionali”.

In serata, però, il presidente della FIGC Gravina ha lanciato un’altra possibilità: “E’ un’ipotesi terminare la Serie A a settembre-ottobre. Potrebbe permetterci di non compromettere la stagione 2019-20 e anche la successiva”.

Le parole di Fonseca

Dopo le parole di ieri a Sky, Paulo Fonseca si è concesso una lunga intervista tra passato, presente e futuro al quotidiano portoghese O Jogo. Il tecnico della Roma è voluto ritornare sul passaggio dallo Shakhtar alla capitale: “Ho sempre pensato che l’Italia fosse una grande sfida per gli allenatori, soprattutto per quelli che vengono fuori dal paese. Ho sempre avuto l’ambizione di allenare nei migliori campionati europei, in Italia c’è un campionato molto difficile, se non il più difficile dal punto di vista tattico. Ero emozionato quando il mio manager, Marco Abreu, mi ha detto delle diverse disponibilità e che tra quelle c’era la Roma. Chiaramente mi sono focalizzato sul diventare l’allenatore della Roma. Un anno prima ci giocai contro (con o Shakhtar in Champions) e ho visto l’ambiente dell’Olimpico e il modo appassionato in cui i tifosi vivono il club. La città era qualcosa che mi attraeva. Una serie di cose si sono unite e mi hanno portato a scegliere Roma. E non il problema finanziario. C’erano proposte più allettanti dal punto di vista finanziario”. Sulla stagione in corso il portoghese ha sottolineato il peso che gli infortuni hanno avuto sul rendimento della squadra: “Quest’anno ho vissuto qualcosa senza precedenti con così tante lesioni traumatiche. Non mi era mai successo in carriera. È quasi inspiegabile. Non sono lesioni che possiamo controllare. Non solo quella di Zaniolo, che è arrivata in un grande momento. Diawara era importante, Mkhitaryan è stato fuori due o tre mesi. In più Pellegrini, Cristante, Zappacosta, Dzeko, Perotti, Pastore, Kluivert, Under… Non sono mai stati tutti disponibili contemporaneamente. Quindi è stato difficile trovare stabilità nella squadra con così tanti infortuni, ci sono stati momenti difficili, non avevamo giocatori per una psicosi del genere. Ma la squadra ha mostrato carattere, si è unita e ha lottato contro questa difficoltà. Ho un gruppo di lavoro molto solidale, è stato importante in questo momento difficile”. Sulla strada da seguire in futuro, Fonseca ha le idee molto chiare: “La Roma sta seguendo una strada per il futuro. Siamo la squadra più giovane del campionato. Abbiamo Mancini, Pellegrini, Diawara, Kluivert, Under e Villar, che siamo andati a prendere dalla seconda divisione spagnola, abbiamo Perez, che è arrivato dal Barcellona. In questo momento la Roma, per vincere, deve avere giocatori decisivi. E questi sono più esperti. La Roma non vuole pensare solo al futuro, ma deve tornare alla vittoria. Smalling? Se fosse possibile io vorrei che restasse”.

Stadio della Roma: Vitek può uscire di scena

L’emergenza Coronavirus ha messo in stand-by le trattative tra Pallotta e Friedkin per il passaggio di proprietà del club giallorosso e ora si teme anche per lo stadio. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, ora il magnate ceco Vitek potrebbe rinunciare all’acquisizione dei terreni di Tor di Valle e uscire definitivamente di scena. Bisognerà però attendere la fine della pandemia per capire meglio cosa potrebbe succedere.

Torna a parlare De Rossi

Torna a parlare Daniele De Rossi. Lo storico numero 16, infatti, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dove ha raccontato la sua esperienza in Argentina con la maglia del Boca Juniors: “Ho bisogno di una quarantena intera per spiegare sei mesi di emozioni. L’Argentina è simile all’Italia, vive di passioni. I calciatori non tirano mai indietro la gamba, il calore dei tifosi è puro, come quello di una volta. La cosa più bella è quella che vedi sugli spalti, è una cosa che in Italia non si vede quasi più. La Bombonera è lo stadio più clamoroso del mondo, è un posto unico. Auguro a tutti gli appassionati di visitarlo almeno una volta. Quando ti ritrovi a fare riscaldamento in 5 metri quadrati, o fai lo schizzinoso e dici io qui non gioco o ti lasci trasportare dall’ubriacatura degli argentini per questo gioco”.

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