NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un articolo: buona lettura!

Coronavirus, il bollettino della Protezione Civile

Arriva il consueto bollettino giornaliero da parte della Protezione Civile sul virus. Sono complessivamente 98.273 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.396. Giovedì l’incremento era stato di 1.615. I decessi sono stati finora 18.849, 570 più di ieri mentre i guariti totali sono 30.455, di cui 1.985 solo oggi. In totale sono state 147.577 le persone risultate positive al coronavirus. Cala il numero dei ricoverati in terapia intensiva, 3497, -108 da ieri.

La conferenza stampa del Premier Conte

Giuseppe Conte, tramite i social, ha annunciato una nuova conferenza stampa nel pomeriggio. I temi all’ordine del giorno sono la posizione del Governo su MES ed altre importanti questioni che riguardano il Paese. L’inizio della conferenza stampa, inizialmente previsto per le 14, è slittato alle 19.30. Ecco le parole del Presidente del Consiglio: “Proroghiamo tutte le misure restrittive sino al 3 maggio. Decisione condivisa con tutte le categorie. Dal comitato tecnico scientifico indicazioni incoraggianti. Non possiamo vanificare dunque tutti i risultati positivi raggiunti. E’ una scelta difficile ma necessaria. Me ne assumo tutte le responsabilità. Cartolibrerie, librerie, negozi per bambini taglio dei boschi e attività forestali saranno riaperti dal 14 aprile. Il lavoro per la fase 2 è già cominciato. Ci auguriamo una ripartenza graduale dal 3 maggio, dipenderà dai nostri sforzi. Il Mes? esiste dal 2012, non è stato istituito ieri o attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente e’ stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre: guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza”.

L’intervista a Dzeko

Edin Dzeko ha parlato ai microfoni di Sky Sport della Roma, del futuro della Serie A e non solo. Queste le sue dichiarazioni.

Tante iniziative da parte di Roma Cares… questo ti fa capire che in estate hai fatto la scelta giusta?
“La scelta giusta l’ho fatta e non è stato difficile, ma adesso sono ancora più orgoglioso di fare parte di questa società che in questi momenti molto difficili fa cose importanti per i tifosi e per chi ha bisogno di aiuto. Noi giocatori siamo a disposizione della nostra società e cerchiamo di aiutare in tutti i modi possibili”.

Com’è essere padre a tempo pieno?
“Ovviamente non sono mai stato così tanto a casa, ma sono contento. Sono contento per i miei figli e tutta la famiglia che in questi momenti è l’unica cosa positiva. Vedo che i miei bambini sono contenti e quando li vedo così lo sono anche io”.

Il calcio vuole ripartire il 3 maggio… cosa ne pensi? E’ il momento giusto per ripartire?
“È una cosa molto delicata. Sicuramente la cosa più importante è la salute della gente, di tutti noi. In questo momento lo sport non è nella prima fila delle priorità, però io e tutti noi, amiamo lo sport ed è parte della nostra vita. Quando la situazione si calmerà e non ci sarà più pericolo per tutti, è giusto finire il campionato, è quello che facciamo tutti i giorni. E’ giusto per tutti”.

Una bella dichiarazione per Sarajevo. Quando non sei a Roma che cosa ti manca?
“Sarajevo è un amore infinito e sarà così per sempre. Di Roma mi mancherebbe casa nostra, dove abitiamo, anche perchè quando andiamo in vacanza a Sarajevo Una ci chiede “Quando torniamo a casa?” e questa è casa nostra gli diciamo. Lei ci dice casa nostra è a Roma”. Casa è dove i nostri figli crescono.

Sei capitano ora, ti sentivi già capitano da prima?
“La prima volta che sono stato capitano era negli ultimi mesi al Wolfsburg, poi sono andato al Manchester City. Sono capitano della Bosnia da 6 anni e sono orgoglioso. Farlo alla Roma dopo Totti e De Rossi è un grande orgoglio per me, essere capitano di una società meravigliosa. Mi sentivo anche prima come uno dei capitani. Tutte le squadre hanno più di un capitano che non sono solo quelli con la fascia, ma anche i leader fuori e dentro il campo”.

Le parole di Spinazzola

Dopo Nicolò Zaniolo e Gianluca Mancini, anche Leonardo Spinazzola si presenta all’appuntamento social con i tifosi. Oggi l’ex Juve ha risposto alle domande dei fan giallorossi in diretta sull’account Instagram ufficiale della Roma. Queste alcune delle sue parole.

La Roma sta cercando di essere vicina ai propri tifosi. Roma Cares ha lanciato il progetto “ASSIEME”. L’ultima è quella delle maglie speciali in vendita.
“È molto bello. Sono onorato di far parte di questa società. Lo sapevo che era già grandissima, ma questo mese si è dimostrata davvero una grande società. Questo contributo è importante, non è da tutti, non lo hanno fatto tutte le altre società”.

Qual è la partita che ti è piaciuta di più quest’anno?
“Quest’anno abbiamo fatto grandi partite. Forse con il Borussia in Europa League abbiamo fatto una bella partita. Abbiamo preso solamente un punto all’andata, ma era grande. Ne abbiamo fatte altre, ma loro erano forti e ci hanno stupito”.

Come ti trovi ad allenarti a casa?
“Abbastanza bene: faccio i miei lavori, quelli che mi servono di più. Da due settimane mi alleno in videochiamata con i miei amici di Foligno, ci divertiamo. Mi diverto più di loro a vedere loro che soffrono. È bellissimo che non reggono dieci addominali. Almeno ci divertiamo a distanza. Mi alleno 5 volte a settimana, con riposo solamente giovedì e domenica, e lo faccio spesso con mia moglie”.

Il gol in Europa?
“C’è stata un po’ di fortuna… Incredibile. Mai visto un gol così. Intanto è uno a zero, poi si vede (ride, ndr)”.

Cosa hai provato dopo il gol-autogol contro il Genoa?
“Era alla fine di una settimana particolare. Come ho detto dopo la partita: mi si può dire che secondo alcuni sono scarso, ma dire ad un giocatore che gioca, che ha fatto 22 partite più la Nazionale, che è infortunato o zoppo no. Solamente questo. Da quella settimana sono cambiato anche mentalmente. Prima mi buttavo molto più giù nei sei mesi precedenti, non è da me. Dopo quella settimana mi sono ricreduto dei miei mezzi. Ho ritrovato me stesso”.

Serie A, il piano per ripartire

Continua il lockdown in Italia. Come annunciato in serata dal Premier Giuseppe Conte, le misure restrittive saranno prolungate fino al 3 maggio con l’eccezione per alcune attività commerciali che potranno riaprire dal 14 aprile. La decisione comporta anche un prolungamento dello stop agli allenamenti di altre tre settimane e, come annunciato dal ministro Spadafora, il 4 maggio è la data più probabile per la ripresa dell’attività calcistica sul campo. La Lega Serie A, secondo quanto riporta Repubblica.it, ha già in mente un piano preciso: ripresa degli allenamenti, appunto, il 4 maggio e nuovo inizio del campionato sabato 30 maggio (o al più tardi il 6 giugno) per completare la stagione con le restanti 12 giornate più 4 recuperi. In questo modo la Serie A terminerebbe il 2 agosto, giocando tre volte alla settimana alle 21 ovviamente con stadi a porte chiuse.

Senti chi parla…alle radio

Ecco alcuni interventi di speaker e opinionisti sulle frequenze radio giallorosse. Questo il pensiero di Xavier Jacobelli a Radio Radio Mattino: “L’ambito sportivo è strettamente legato a quello sanitario. Secondo le previsioni più ottimistiche l’attività agonistica potrebbe riprendere entro la fine di maggio. Ciò che la Uefa ha chiesto alle Federazioni è di arrivare ad agosto chiudendo coppe e campionati.” Questo invece l’intervento di Antonio Felici a Centro Suono Sport: “Sono terrorizzato, anche se ho già metabolizzato questo terrore. E’ chiaro che la prossima stagione ci troveremo ancora con Pallotta e significa ancora una volta ridimensionamento, non si lotterà per la zona Champions. Se vuole liberarsi della Roma Pallotta non potrà più fare plusvalenze e accettare di aver perso dei soldi. Già è tanto se troverà qualcuno che si farà carico dei debiti”.

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