Per Francesco Tavano, quello di domenica contro la Roma, non sarà un
match come gli altri. Ritroverà il suo recente passato e gli
scorrerà davanti il film di quei sei mesi in cui non è
riuscito a dimostrare a pieno le sue qualità. Ora che le
esperienze di Valencia e Roma sono definitivamente alle spalle, però, il
fantasista sta rinascendo. La piazza amaranto, inizialmente
diffidente, sta cominciando ad apprezzare le sue doti. E lui è
pronto per ripartire dalle prodezze di Empoli, da quelle giocate che
gli erano valse i tributi di tutta Europa. Dribbling ubriacanti e gol
preziosi erano il suo marchio di fabbrica. In questi prossimi mesi
peserà sulle sue spalle il compito di dimostrare che l’anno
scorso si è trattato soltanto di un incidente di percorso.L’avventura spagnola – Tavano era giunto
nella Liga con le massime credenziali. I 38 gol in due stagioni con
la maglia dell’Empoli avevano indotto il Valencia ad acquistarlo per
10 milioni di euro, battendo l’agguerrita concorrenza dell’Inter. La
Spagna per Tavano doveva rappresentare il salto di qualità, da
ottimo giocatore di provincia a calciatore completo ed importante
anche tra le big d’Europa. Bastò poco tempo, però, per
intuire che per l’attaccante di Caserta l’esperienza nella Liga non
sarebbe stata semplicissima. L’allenatore Quique Flores sembrava non
“vederlo”, lasciandolo troppo spesso ai margini della squadra. In
realtà Tavano si trovò ad essere la vittima sacrificale
del conflitto intestino tra il tecnico spagnolo ed il ds Amedeo
Carboni. Quest’ultimo aveva spinto molto per l’acquisto dell’ex
empolese, facendo spendere per il suo cartellino l’importante cifra
di 10 milioni. A causa dei tanti dissidi e dei non buoni rapporti tra
l’allenatore ed il direttore sportivo, quasi per ripicca Quique
Flores non concesse neanche un’opportunità a Tavano, che da
settembre a dicembre riuscì a collezionare a malapena 3
presenze. Il difficile inserimento nel Valencia fu in parte anche
dovuto al suo carattere taciturno e riservato. Legò poco anche
con i compagni di squadra, spesso rimaneva nella sua abitazione con
le serrande abbassate tutto il giorno, e la nostalgia della sua
fidanzata e dell’Italia non tardò a farsi sentire. Alla
riapertura del calciomercato di gennaio si materializzò una
vera e propria asta intorno al nome di Tavano, con Roma, Palermo e
Torino pronte a rilanciare le aspirazioni dell’attaccante in cerca di
riscatto dopo il tempo perso in Spagna. La squadra di Spalletti gli
sembrò l’occasione migliore per tornare ai livelli di Empoli.
Così ai primi, di gennaio, il club di Sensi lo acquistò
con la formula del prestito. E per Tavano l’avventura di Valencia si
concluse con molti rimpianti per non aver avuto la chance che
aspettava e che meritava.Il periodo in giallorosso – Arrivato nella
Capitale nei primi giorni del 2006, la Roma doveva rappresentare la
svolta della sua carriera. Quel salto di qualità che non era
riuscito a compiere a Valencia Tavano sperava potesse avvenire con la
squadra giallorossa. Il prato dell’Olimpico sarebbe dovuto essere il
nuovo teatro delle sue prodezze. Ben presto, però, si capì
che la sua avventura nella Capitale non sarebbe stata tutta rosa e
fiori. Le sue maggiori difficoltà furono recuperare la miglior
condizione fisica ed inserirsi nei già collaudati schemi di
Spalletti. Il suo esordio in campionato con la maglia della Roma
avvenne proprio a Livorno, la squadra che ora sta credendo in lui. Il
suo bilancio personale, al termine della stagione, non fu molto
positivo. Solo 14 apparizioni, di cui appena 7 da titolare, per un
totale di 653 minuti totali. Tra le poche gioie i due gol realizzati
contro la Reggina (3-0 il finale) e nella trasferta sul neutro di
Lecce col Catania (0-2). L’esperienza romana si concluse, quindi, con
più ombre che luci, e la società di Trigoria decise di
non esercitare il diritto di riscatto del cartellino, che comunque
era fissato intorno ai 10 milioni. Le sue maggiori recriminazioni
furono il non aver svolto l’intera preparazione con Spalletti e
l’essersi trovato in una squadra che già aveva i suoi
equilibri ben definiti.Il rilancio a Livorno – Dopo i mesi poco
felici di Valencia e Roma per Tavano era giunto il tempo delle
scelte. Una squadra che realmente credesse in lui e dove potesse
esprimersi al meglio. L’occasione migliore per il suo rilancio non
poteva che essere la Toscana, regione dove Tavano non ha mai deluso
le aspettative. Fiorentina, Pisa, Rondinella ed Empoli sono state le
tappe della sua carriera prima di Valencia. Ognuna di queste squadre
conserva ottimi ricordi del fantasista casertano. Così, nella
scorsa estate, il Livorno acquistatò a titolo definitivo il
cartellino di Tavano, che pensò alla Toscana come un
trampolino di (ri)lancio nel calcio che conta. Le prime giornate non
sono state facili, e l’attaccante è incappato nella crisi
complessiva della squadre amaranto. Il pubblico del Picchi è
stato anche ingeneroso, ed in qualche occasione lo ha fischiato,
imputandogli di non essere all”altezza del precedente numero dieci
livornese, Igor Protti. Dopo l’avvicendamento in panchina tra Orsi e
Camolese, Tavano sembra essere rinato. Per il momento ha totalizzato
11 presenze e siglato già 6 gol. Il Livorno non può
prescindere dalle sue giocate e Camolese sa bene che l’ottimo periodo
della sua squadra è dovuto in gran parte alle prodezze di
Ciccio. Domenica all’Armando Picchi sarà di scena la Roma, in
una partita che si preannuncia molto combattuta. Tavano avrà
sicuramente qualche stimolo in più. Oltre a conquistare punti
importanti per la salvezza del Livorno, vorrà far ricredere
anche chi, a Trigoria, non ha creduto in lui.

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here