CORRIERE DELLA SERA – Intervistato dal quotidiano romano, Luca Montuori, assessore all’Urbanistica del Campidoglio, arrivato per sostituire Paolo Berdini, uscito tempestosamente dalla giunta un anno e mezzo fa, ha commentato l’inchiesta “Rinascimento” nell’ambito dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Queste le sue parole:

Assessore, sono state pubblicate due mail che ha inviato a Luca Lanzalone. Sorpreso?
«No, perché le ho scritte e non me ne vergogno di certo, non c’è nulla di male. Certo, mi amareggia la strumentalizzazione».

Si fidava di Lanzalone?
«Sì, lo conoscevo come una persona esperta e capace in diritto amministrativo».

Però non aveva un incarico ufficiale. A che titolo gli inviava il progetto dello stadio?
«Guardi, sono stato tre mesi senza staff: prima che venisse formalizzato il contratto, gli ho scritto delle mail. Cosa dovevo fare, dare capocciate al muro? Tra poco diventerà un reato parlare alla moglie. Ce ne resteremo chiusi nella solitudine delle nostre case».

Lanzalone, però, metteva bocca su tutto. Non aveva un ruolo eccessivo?
«Non lo so, non direi. Sullo stadio ha svolto un ruolo prima che arrivassi. Poi, se non posso parlare con il segretariato o l’avvocatura capitolina. Ho letto che avrebbe sbloccato i mercati generali, sono stupidaggini. L’avrà detto a Parnasi per farsi bello».

E ora? Si va avanti con lo stadio?
«Cerchiamo di capire, vediamo se ci sono atti che inficiano. Non voglio commettere errori e mettere a repentaglio l’amministrazione. Troppo facile ritirare in autotutela le delibere. E se poi è tutto regolare? Chi li paga centinaia di milioni di penali? In passato chi ha governato ha sempre pensato che il problema fosse di chi arrivava dopo».

Lei ha fatto errori?
«Non mi pare. Ho mandato avanti una pratica sulla base di pareri. Se poi qualcuno ha scritto il falso, io non posso saperlo».

Cosa rispose Lanzalone?
«Mi disse, più o meno: mi sembra un atto confezionato bene, non ho nulla da dire».

L’inchiesta intanto va avanti.
«Sui giornali sembra una valanga. Poi leggi: aò, sto a lavorà gratis, quello non m’ha dato niente. Cose così».

Parnasi avrebbe innaffiato di soldi politici e funzionari, altro che gratis.
«Certo, quello infastidisce. Ci sono problemi di inopportunità e di illegittimità. Ma non bisogna fare confusione».

Come si fa ad andare avanti con lo stadio in queste condizioni?
«L’altro giorno leggevo il parere di un costituzionalista. Si poneva il quesito: se un uomo vuole costruire legittimamente un terrazzino e commette irregolarità, la moglie perde il diritto di fare il terrazzino? Ecco, per me no. Bisogna separare l’illecito amministrativo dalla corruzione».

L’altro giorno sullo stadio ha scherzato: «Aspettiamo, la salma è ancora calda».
«Una battuta ed è successo di tutto. Dovremmo tutti tacere ed aspettare. E invece poi finiamo per parlare e ci sono giornalisti senza scrupoli. Io sono architetto, anche la mia professione è ridotta alla disperazione, con persone senza scrupoli».

La giunta Raggi rischia?
«Vedo molti che esultano per le nostre difficoltà, gente felice perché aspetta il nostro fallimento. Invece dovrebbero essere preoccupati: se va male a noi, va male alla città. Ma io sono sereno e lavoro».

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