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Foto Tedeschi

MONDELLINI FRIEDKIN INTERVISTA – La trattativa tra Dan Friedkin e James Pallotta non si è mai conclusa, anzi. Il magnate texano spera di poter chiudere l’affare alle sue condizioni. Ai microfoni di Centro Suono Sport è intervenuto Luciano Mondellini, giornalista di Milano-Finanza che sta seguendo l’evoluzione della trattativa. Queste le sue parole.

Com’è la situazione tra Friedkin e Pallotta?
“Friedkin ancora c’è ma è fermo alla sua offerta. È fermo sulla sua posizione perché ritiene la sua un’offerta congrua, soprattutto dopo aver approfondito i conti. Friedkin sa che Pallotta e i suoi advisor stanno cercando altri acquirenti, ma lui ritenendo la sua offerta più che congrua, pensa che difficilmente si troverà un’offerta migliore della sua. La ciambella di salvataggio di Pallotta in questo momento è l’Europa League: vista la posizione in campionato, la Roma la Champions la può raggiungere solo attraverso la vittoria della coppa”.

Cosa sa del gruppo uruguaiano interessato al club?
“Non lo conosco, sono sincero; ieri in redazione ragionavo che forse l’uruguaiano più ricco è Suarez. Una volta l’Uruguay era la “Svizzera del Sud America”, ora ha perso anche questa posizione in favore di San Paolo in Brasile. Non mi vengono in mente grandi nomi di gruppi industriali uruguaiani, a meno che non siano uruguaiani travestiti: magari hanno una società con sede lì ma i proprietari sono di un’altra nazionalità.

Qual è il portfolio dei clienti di Pallotta?
“Domanda molto interessante che mi sono fatto anche io. Le società in Delaware servono perché il Delaware è uno dei pochi stati, se non l’unico, che non mette ‘notizie’ online, puoi solo recarti lì e anche in questo caso non dicono nulla. Non è illegale eh, sia chiaro, è la lecita concorrenza che si fanno tra loro gli stati americani per attrarre capitali”.

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