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Foto Tedeschi

ROMA UDINESE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del giallorosso Antonio Mirante in occasione di Roma-Udinese, match valido per la 29esima giornata di Serie A.

MIRANTE A ROMA TV

Che idea ti sei fatto sul trend negativo della Roma?
In questo momento è molto difficile analizzare le partite, potrebbe esserci la componente fisica, giocare ogni tre giorni. Ma non mi va di cercare alibi perché le altre squadre hanno gli stessi impegni. Sicuramente oggi non abbiamo iniziato bene, non abbiamo avuto la cattiveria di una squadra che ha voglia di reagire dopo una brutta sconfitta. Il gol dalla ripartenza poi l’espulsione ha complicato le cose. In 11 contro 10 abbiamo giocato meglio. Negli ultimi 15 minuti i miei compagni erano stanchi, ma i primi 20 minuti hanno inciso molto sul risultato.

Ora bisogna ritrovarsi, vi siete già parlati nello spogliatoio?
Non bisogna staccare, dobbiamo fare più punti possibile, avere la fame e l’ambizione di vincerle tutte. Dobbiamo ritrovare la consapevolezza di essere una grande squadra, questa è una cosa che ora forse viene un po’ meno, Soprattutto tra i giovani, sta a noi ‘vecchi’ farlo capire. Ci vuole cattiveria, grinta, fame, tante cose che possano buttare dietro questo periodo. In 4 giorni e due partiti si può capovolgere tutto, dobbiamo reagire. Contro il Napoli è uno scontro diretto per ribaltare l’umore.

Dovete fare di più voi leader? Cosa non sta funzionando? Non ci credete?
Quando si parla di leader non per forza i più vecchi devono richiamare i giovani, anche noi abbiamo dei grandi demeriti. La Roma è da alta classifica e questo deve essere un pensiero comune, non solo per il nome ma per le nostre qualità. In campo bisogna dimostrarlo credendoci. Devi far capire che sei più forte qualitativamente dell’Udinese, non solo sulla carta.

E’ mancata cattiveria, perché?
Non è mancata, ma ci vuole. Dopo una partita del genere è difficile parlare di un atteggiamento positivo della squadra all’inizio. Dopo Milano la squadra doveva impattare diversamente la partita. Siamo andati sotto, siamo rimasti in 10, ma abbiamo avuto sempre il pallino del gioco e creato occasioni. Dobbiamo aggrapparci alle nostre qualità e metterci vicino qualcosa di umano. Poi devono venire fuori le qualità dei singoli che ora ci possono dare una mano.

In questo momento della stagione c’è ancora tempo per migliorare la condizione fisica?
Non credo che oggi abbiamo corso poco. La condizione fisica passa in secondo piano. Oggi abbiamo reagito e dobbiamo agire in questo tipo di partite. La nostra condizione fisica è difficoltosa come per tutte le squadre. L’entusiasmo e i risultati utili possono fare la differenza, danno determinazione. E’ evidente che tutto questo va ribaltato e cercheremo di farlo a Napoli.

MIRANTE A SKY SPORT

Che succede e come se ne esce da una situazione così difficile?
Vorrei avere la ricetta per capirlo. Non è facile in questo momento giocando ogni tre giorni, soprattutto in un momento complicato non è semplice preparare le partite. Ma dobbiamo essere uomini e coraggiosi, cioè dobbiamo mettere più di quello che abbiamo. In questo momento dobbiamo tirare fuori più degli altri. Non abbiamo approcciato bene, poi l’espulsione ha complicato tutto. In dieci uomini abbiamo fatto più che in 11. Negli ultimi minuti la squadra era cotta e abbiamo preso il secondo gol.

Nelle settimane prima della ripresa, quando era ancora in bilico, nel vostro spogliatoio quanto era forte il desiderio di ricominciare?
Non c’era lo spogliatoio, e non era facile carpire l’opinione di tutti. Un giorno c’era la sensazione che si potesse riprendere e poi no, questo creava una serie di umori l’uno diverso dall’altro. Questo ha creato polemiche ed opinioni diverse, ma quando si decide di giocare allora non si devono trovare scuse. Tutti abbiamo le stesse difficoltà, non è giusto appellarci a queste cose e non serve.

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Claudia Belli
"Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio". Datemi, poi, anche carta e penna per poterlo raccontare e allora sì che sarà tutto perfetto. Laureata in Mediazione Linguistica e Interculturale a La Sapienza, mi piace viaggiare per il mondo parlando più lingue possibili. Per il momento ne conosco 4: italiano, inglese, spagnolo e portoghese (anche la variante brasiliana), ma spero di poter ampliare il mio bagaglio linguistico il più presto possibile.

3 Commenti

  1. Mirante la vuoi la ricetta? Si deve rifondare questa società fantasma, impalpabile e strafottente da zero e rimpiazzarla con Uomini con la U maiuscola e che abbiano un attaccamento alla maglia! Questa è l’unica ricetta…

  2. Siete una grande squadra? Peccato che questo pensiero esista solo sulla vostra bocca ma non realmente nella vostra mentalità e nelle vostre azioni… e intanto noi tifosi ci intossichiamo soltanto il fegato…

    • Sottoscrivo.
      Sono convinto che Mirante (peraltro gran portiere, persona equilibrata e professionista serio) in realtà volesse dire:
      “Dobbiamo ritrovare la consapevolezza di NON essere una grande squadra”.

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