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INTERVISTA GANDINI ROMA MILAN – Umberto Gandini ora è l’ad della Lega Basket, ma è impossibile dimenticare il suo passato nel calcio diviso tra Milan e Roma. In rossonero è rimasto 23 anni, chiudendo come direttore dell’area sportiva, in giallorosso solo due, come amministratore delegato. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il dirigente ha parlato delle due società, avversarie nel prossimo turno di Serie A. Queste le sue parole:

La differenza tra Roma e Milano

“Per prima cosa il legame che unisce il tifo giallorosso alla squadra. Solo in pochi posti al mondo l’ho riscontrato a questi livelli. In rossonero, una cosa del genere non c’è stato neppure negli anni d’oro. E forse è vero che questo tipo di pressione fa sì che nella Capitale sia più difficile vincere. Poi c’è un altro aspetto: pur nella rivalità, fra Milan e Inter c’è collaborazione – guardate l’esempio dello stadio – e questo rende più facile avere un peso politico maggiore anche in Lega. Tra Roma e Lazio, invece, è un rapporto che ha più alti e bassi, anche se ora c’è più comunanza d’interessi”.

I due presidenti: Pallotta e Berlusconi. Conta molto la presenza fisica?

“Berlusconi nel 1994 è diventato Presidente del Consiglio, perciò – pur non facendoci mai mancare il suo supporto – il vero punto di riferimento è stato Galliani. Ma guardi che Pallotta, oltre ad avere investito tanto, ha sempre avuto un forte desiderio di vincere. Non c’è riuscito, ma non l’ho mai sentito assente“.

I cambi al vertice e Baldini

“Non mi permetto mai di giudicare le azioni della proprietà. Di sicuro, però, la stabilità è una delle condizioni che aiuta a portare avanti un progetto. Baldini? Franco ha fatto molto bene. Il buon lavoro svolto porta la sua firma. Può avere sbagliato qualche scelta. ma è facile misconoscere a posteriori tante cose. Penso anche a quanto di positivo hanno fatto, ad esempio, Di Francesco e lo stesso Monchi“.

Un pronostico e il giudizio su Fonseca e Pioli

“Non faccio pronostici ma, non potendo ammirare Zaniolo, mi godrò Dzeko e Bonaventura. Jack è uno dei giocatori più incisivi e, soprattutto, incarna lo spirito Milan che conosco. Il milanista ha fatto molto bene, mi pare che i risultati con la sua gestione parlino per lui. Perciò prima di fare un nuovo cambio, sarei attento. Il portoghese sta lavorando in modo efficace. Magari la squadra in difesa non è irreprensibile, però sviluppa tanto in attacco”.

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