EDITORIALE – La Roma torna a respirare, tiene vivo il sogno Europa e interrompe la striscia negativa di tre sconfitte di fila con una vittoria in rimonta. Dzeko e compagni superano all’Olimpico il Parma (2-1) raccogliendo tre punti pesanti, che gli consentono di stare al passo del Napoli, con entrambe le squadre appaiate al quinto posto.

Roma ufficio complicazioni

E dire che le cose si erano complicate subito in avvio con il gol dello svantaggio propiziato da un errore di Cristante: il centrocampista reinventato per l’occasione da Fonseca come libero difensivo, pronti partenza via, è piuttosto impacciato, stende Cornelius e dopo il ricorso al Var, l’arbitro Fabbri decide di punire l’intervento con il rigore trasformato da Kucka.

Deficit di concretezza

E’ qui che cambia la gara della Roma: il gruppo reagisce con determinazione, gestisce con lucidità il momento complicato, raggiunge il pareggio e ribalta il match. Potrebbe chiuderla con un risultato largamente più ampio, ma fallisce almeno tre occasioni nitide. E’ proprio qui che Fonseca dovrà lavorare, per ritrovare quella concretezza che aveva contraddistinto la sua creatura da agosto scorso in avanti.

Mkhitaryan e Veretout sugli scudi

L’armeno e il francese sono stati l’anima della squadra. Con Dzeko in apnea, sono stati loro a prendere per mano la Roma. Mkhitaryan che ha pareggiato il gol di Kucka, con i suoi 1400 minuti giocati, 8 gol, 5 assist, una media di 0.51 reti ogni 90 minuti, e di 0.84 gol+assist ogni 90 minuti è finora il migliore dei giallorossi. Se la Magica fa bene per 75’ minuti contro i Ducali, tiene botta a un inizio da film horror, mette ordine e riparte, lo deve al talento di Veretout che ha trovato molta libertà per attaccare e trovare un gol capolavoro.

GSpin

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1 commento

  1. Purtroppo stavolta hanno ragione al 2000×1000, il rigore c’è e non è possibile negarlo, l’unica attenuante che FORSE si può concedere all’arbitro è che il primo rgore si poteva tranquillamente non dare visto che nonostante l’azione incrininata sia stat fatta vdere e rivedere non si è riuascito a dare una versione esaatta e defeinitiva della’azione visto che la si poteva interpretare in 2 modi …è vero che la palla non viene toccATA DUNQUE sarebbe rigore ma è anche vero che palla FORSE non viene toccata perchè è il parmense che impedisce al romanista di toccarla con un possibile spostamento dellla gamba dell’aversario son un calcetto o un ancata …impossibile stabilirlo

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