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PAOLO MALDINI CORONAVIRUS – Paolo Maldini ha contratto il Coronavirus e ha deciso di rilasciare un’intervista al Corriere della Sera in cui ha cercato di raccontare la malattia. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni.

La malattia, cosa si prova

“Il peggio è passato. Ho ancora un po’ di tosse. Secca, come sente. Ho perso gusto e olfatto, speriamo tornino. È stata come un’influenza un po’ più brutta. Ma non è una normale influenza. Un atleta conosce se stesso. I dolori sono particolarmente forti. E poi senti come una stretta al petto… È un virus nuovo. Il fisico combatte contro un nemico che non conosce”.

Il calcio doveva fermarsi prima?

“Sì.Già giocare a porte chiuse è una violenza, per i tifosi e per i calciatori. Giocare a porte aperte Liverpool-Atletico, con 4 mila tifosi madrileni sugli spalti, quando già si sapeva che Madrid era un focolaio, è stata una follia. Quando si è giocata Atalanta-Valencia l’allarme non era ancora scattato, ma ora sappiamo che quella serata è una delle cause del focolaio di Bergamo”.

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