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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Checco Oddo Casano a Centro Suono Sport: “Trovo allucinante che un direttore sportivo, che finalmente si fa rispettare all’interno di un gruppo di lavoro, che ha legittimamente alzato la voce per riprendere una squadra in caduta libera, sia costretto a tre giorni dal match più importante della stagione, a parlare in conferenza stampe per difendere la sua figura professionale. Ho visto un uomo ferito, che avrà magari commesso degli errori, ma qui tutto ciò che dovrebbe essere normale, diventa anormale e viceversa. E’ ingiusto addebitare a Petrachi le responsabilità di un ridimensionamento tecnico iniziato da almeno due stagioni. La Roma ha trovato finalmente un uomo di campo, che sta a contatto con la squadra, che sa comprendere i momenti e che cerca di portare una certa filosofia e che si fa? Lo si cancella mediaticamente per arrivare a cosa? All’ennesima rivoluzione? Tre direttori sportivi e 4 allenatori in tre anni, ma non vi siete stufati?”.

Max Leggeri a Centro Suono Sport: “Da anni sostengo che il male endemico della Roma sia lo ‘stocazzismo’, cioè quell’insostenibile leggerezza di sentirsi ‘sto ca…o’, che ha sempre pervaso quasi tutti i tesserati di questo club negli ultimi anni. Non conosco Petrachi, avrà certamente commesso degli errori sul mercato pur non avendo mezzi eccezionali, ma finalmente abbiamo un dirigente che alza la voce dentro lo spogliatoio, che sa irreggimentare il gruppo, che vuole portare senso d’appartenenza e abnegazione alla causa e che succede? Petrachi viene demolito sistematicamente da diversi quotidiani, compreso un media partner. E’ assurdo! E’ sciacallaggio mediatico! Se ciò accade è perchè si ricevono ordini di scuderia… Sto tutta la vita con Gianluca Petrachi, al netto degli errori commessi sul mercato, perchè io non voglio fare il tifo per una Rometta, ma per una grande squadra”.

Furio Focolari a Radio Radio Pomeriggio: “Credo che la Roma possa fare a meno di questo Petrachi. Sta continuando ad andare oltre le sue mansioni, l’ho visto come un attacco a Fonseca, magari non direttamente. E’ stata un’entrata a piedi uniti del direttore sportivo, ha detto cose sconvolgenti. L’Atalanta è un avversario che non ci voleva per la Roma. Sarebbero servite partite più semplici per ritrovarsi. Attenzione però, perché la Dea in casa ha avuto numerosi problemi“.

Luigi Ferrajolo a Radio Radio Pomeriggio: “Mi sono sempre chiesto quale fosse il motivo per cui Petrachi sia stato scelto come diesse a Roma. Non l’ho visto come un attacco a Fonseca, ma più un autogol involontario. Personalmente preferisco un altro tipo di direttore sportivo, che sappia stare al suo ruolo. Parla da presidente, non da diesse“.

Alessandro Vocalelli a Radio Radio Pomeriggio: “Mi colpisce come dopo dieci anni di Torino dove si sentiva pochissimo, adesso invece Petrachi è diventato colui che nella Roma parla di più. Non credo sia stato un attacco a Fonseca, ma credo che abbia voluto ribadire il suo ruolo e difendersi. Sul campo Fonseca deve capire come organizzare una fase difensiva decisiva. Dalla parte di Kolarov è quasi un colabrodo, Mancini è in un momento negativo e Smalling è disorientato“.

Marione a Centro Suono Sport: “Questo fatto di Friedkin ci sta un po’ bloccando, guardiamo al campo ma anche a lui. C’è una partita importante, ma… Noi abbiamo già parlato di Capello, qualcuno ha scritto anche di Paratici oggi. De Rossi allenatore? Sì, mi piacerebbe”.

Furio Focolari a Radio Radio Mattino: “La base solida della Roma è il tifo. Riportare Totti e De Rossi alla Roma sarebbe la prima cosa. Capello si intende di calcio, ma su Paratici ho dei dubbi, ci andrei molto cauto”.

Roberto Renga a Radio Radio Mattino: “Capello sarebbe l’ideale, sarei contentissimo. Ha personalità e prestigio, non si accontenta. Paratici ha fatto bene, ha delle idee. Non so come si sposerebbe con Capello, ma sono due eccellenze, due persone di altissima qualità. La Roma deve andare a vincere, deve giocarsi tutto”.

Daniele Lo Monaco a Tele Radio Stereo: “L’Atalanta ha più 30 di differenza reti, ha subito di più della Roma, ma ha anche segnato il doppio. E’ impressionante, a volte attacca in sette e si dimentica di difendere. Sono tutte squadre complicate. L’Atalanta è una squadra che ti fa male, ti fa paura e ti stimola a fare sempre meglio. Fonseca non si aspettava una difficoltà di questo tipo in campionato. Si è reso conto che vai a giocare contro Spal, Genoa e Lecce e te la devi sudare fino all’ultimo minuto”.

Ilario Di Giovambattista a Radio Radio Mattino: “Prima va chiusa la cessione, ma Dan Friedkin vuole fare delle cose importanti. Potrebbe lavorare molto anche sull’assetto societario, a livello sportivo potrebbe cambiare molto. Vorrebbe portare Paratici alla Roma, punterebbe al top. A Capello andrebbero le chiavi di Trigoria come vice presidente, ma con un ruolo operativo”.

Nando Orsi a Radio Radio Mattino: “Friedkin prende la Roma anche senza il quarto posto, conosce questa possibilità e deve avere un piano economico. Cambiamenti? Non serve chissà cosa, un’idea se l’è fatta”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio Mattino: “Devi cambiare marcia, le ultime partite sono state molto deludenti, dopo il derby non te lo aspettavi. Contro l’Atalanta è l’occasione giusta, è veramente una partita da attenzionare molto sin da subito altrimenti può succedere di tutto. L’Atalanta non ti regala niente. Paratici e Capello? Concentrerei tutte le energie sulla prossima partita”.

Roberta Pedrelli a Centro Suono Sport: “Dopo le critiche che ci sono state da parte di molti tifosi, per alcune pubblicazioni sui social dei giocatori della Roma, pare che la società voglia iniziare a monitorare le pagine social degli stessi. In particolare, la bufera è nata dopo le storie Instagram in discoteca di Carles Perez. E’ assolutamente normale, e non ci stupiamo, che un ragazzo di venti anni o poco più, trascorra una serata in discoteca, ma, da che mondo è mondo, i giocatori si sono fatti vedere in giro alla conclusione dell’anno calcistico o di una serie di vittorie e, forse, non era il caso, dato l’andamento della Roma in questo periodo, trascorrere la serata in discoteca piuttosto che focalizzarsi sulla prestazione calcistica. Quello su cui non concordo sono state, invece, le critiche negative nei confronti, ad esempio, di un Mancini che è stato molto criticato per una foto social di un pranzo al mare con la moglie. In questo caso, parliamo di azioni normali, di una vita normale che non implicano il non pensare o il non preoccuparsi della prestazione della Roma”.

Claudio Capuano a Centro Suono Sport: “Ciò che critico io, invece, per quanto riguarda il mondo social, non sono tanto questi momenti di vita reale che vengono pubblicati, come è stato per Perez o Mancini, ma alcune interazioni tra i calciatori sui social. Un esempio è quello del like alla foto di Pjanic nel 2017 da parte di tre giocatori della Roma: Rudiger, Nainggolan ed Emerson. Parliamo, ce lo ricordiamo bene, di una foto di Pjanic all’interno degli spogliatoi della Juventus in cui festeggiava per aver raggiunto la finale di Coppa Italia, competizione da cui la Roma era appena uscita. Ora, io capisco che ci troviamo all’interno di una cerchia di persone che frequentano lo stesso mondo, spesso sono ex compagni di squadra e, di conseguenza, hanno rapporti, spesso anche di amicizia, tra di loro, ma un evento del genere è, per me, irrispettoso nei confronti dei tifosi giallorossi. Quando sei un personaggio pubblico e molto seguito, scegliere di pubblicare sui social sia il personale che il pubblico resta una scelta propria e privata, ma è chiaro che questo può portare critiche e polemiche. Tuttavia, essere monitorati da parte della società mi sembra una presa di posizione un po’ esagerata, considerando che lo stesso presidente giallorosso è un leone da tastiera: Pallotta, infatti, non si è mai risparmiato dal commentare sui social, sia positivamente che negativamente”.

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8 Commenti

  1. E pensare che la partita con l’Atalanta è la partita dell’anno….manco fossimo il Sassuolo. Dirigenti,D.S. e allenatore+giocatori fate le valigie e annatevene,di voi nessuna stima. P.V.

  2. Petrachi ha confermato che la rometta rimane rometta almeno una persona della as roma che ammette l’interesse economico e non sportivo di vincere trofei. Tutto il resto a nulla serve . allora così si può tifare la squadra senza alcuna speranza. meglio così.
    cordialmente a tutti

  3. A me fanno ride questi che dicono “Friedkin fara’ questo”, “Friedkin portera’ quello”…
    Friedkin non ha mai parlato, non c’e’ neanche certezza che Pallotta accetti l’offerta (che ancora non e’ stata fatta ufficialmente…), ma qui basta che uno pensa a voce alta “a me piacerebbe rivedere Capello in un ruolo dirigenziale” e per magia l’ha detto Friedkin.

  4. Vabbè apprezzo la sincerità di Petrachi o perlomeno gli riconosco una certa onestà intellettuale. Per quanto riguarda la società: daje fatece sognà col record di plusvalenze e i piazzamenti Champions (Atalanta permettendo). Forza Roma con la calcolatrice in mano¡

  5. Purtroppo hanno sempre pensato al futuro immediato, vendendo i migliori giocatori alla fine della prima stagione degna di nota.
    Non si è mai voluto creare un ciclo di stessi giocatori e allenatore per due o tre anni consecutivi per cercare di vincere o quantomeno tentare di farlo (vedi Napoli di Sarri o le attuali Atalanta e Lazio).
    Finché si penserà alla plusvalenza e al mero piazzamento,chiunque si sentirà di passaggio e non sarà obbligato a dare il 100%.
    La vera Rivoluzione deve essere quella di creare un gruppo con calciatori funzionali al gioco dell’allenatore e solamente dopo 3 anni tracciare una linea e tirare le somme.

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