ROMA BENEVENTO ANALISI TATTICA – Un Benevento sfrontato e sbarazzino, una Roma volitiva e ispirata, e anche la seconda vittoria in campionato è in archivio. Giallorossi sempre padroni del gioco, eccetto i primi 10 minuti al rientro nella ripresa, e abili a sfruttare gli spazi in campo aperto che per tutta la gara gli uomini di Inzaghi hanno concesso, sacrificando sull’altare del gioco arioso e propositivo gli equilibri di squadra. Giallorossi superiori in termini di possesso palla ,supremazia territoriale e indice di pericolosità, con Pedro ancora un volta dominatore assoluto della scena coi suoi guizzi e cambi di passo letali, e con alcune individualità (specie nei subentranti) finalmente decisive e puntuali nel cogliere l’occasione concessa dal tecnico.

Moduli e sviluppi di gioco


Fonseca ritorna all’antico, un 4-2-3-1 che rappresenta la sua memoria storica, ben disegnato sul campo in ampiezza e nello scaglionamento in verticale, con Cristante in mediana vicino a Veretout e Pellegrini vertice alto del triangolo di centrocampo che agisce alle spalle di Dzeko. Le catene esterne sono ariose e ispirate intorno ai due fuoriclasse (oltre a Dzeko) della rosa, Pedro e Mkhitaryan in costante superiorità numerica negli spazi in ampiezza sul campo. Inzaghi se la gioca con grande personalità perché il suo 4-3-2-1 ad albero di Natale è sempre pronto a distendersi sul campo relegando a pochi momenti il concetto di marcature preventive, laddove ogni giocatore dopo avere giocato palla si ripropone immediatamente con grande capacità e movimento di smarcamento senza palla specie tra le linee. Dietro a Lapadula agiscono a piede invertito i due ex della serata Caprari e Iago Falque, mentre in mezzo è Schiattarella a dare tempi e geometrie risolute, e senza ricami, agli sviluppi di gioco dei campani, con Ionita e Dabo a sostegno dell’azione offensiva.

Roma padrona del campo. Il Benevento accetta la sfida alla pari

La Roma trova continuità degli sviluppi di gioco da subito e il Benevento, nonostante una condotta di gara sfrontata e mai speculativa, raccoglie esclusivamente nei pochi momenti in cui i giallorossi regalano situazioni propizie, come in occasione delle due segnature ospiti. Il vantaggio del Benevento giunge inaspettato, perché il primo tempo dei giallorossi é un continuo e sistematico disporre delle corsie esterni, spazi che i campani faticano a presidiare, scivolando sempre in ritardo e concedendo la linea di fondo ad ogni giocatore che provi a guadagnarla. Le catene esterne dei giallorossi sono ispirate e Spinazzola e Santon si esaltano negli spazi, coadiuvati dalla qualità di fraseggio e visione di gioco risolutiva di Pedro e Mkhitaryan, con la possibilità di rifinitura centrale che nella prima parte pecca solo bella scelta finale dell’ultimo passaggio, con il Benevento che difende molto bene sulle linee di passaggio centrali. Ma non appena la Roma risolve tale criticità serve il sorpasso agli uomini di Inzaghi, sempre molto propositivi e pronti nell’accompagnare la transizione con le mezzali ed entrambi i terzini, concedendo ripartenze in campo aperto ai giallorossi, con i due centrali difensivi Glik (che soffre tale aspetto tattico) e Caldirola in frequente parità se non inferiorità numerica. Roma sempre in forcing, fasce battute costantemente, Benevento che riparte con grande presenza nella metà campo giallorossa alzando anche i terzini contemporaneamente, e spazi di ripartenza evidenti. E’ questo il copione del primo tempo e della gara in generale. Gara con 7 gol, con il vantaggio campano figlio della poca reattività dei centrali giallorossi nell’opposizione alla puntata centrale di Caprari palla al piede, e di Mirante, goffo e pesante nell’intervento e con i giallorossi capaci di ribaltare azioni e risultato in ogni ripartenza in campo aperto, cosi come ogni qualvolta la linea di fondo viene raggiunta, per poi assistere in mezzo o a sostegno. Nel primo tempo da segnalare anche Mirante che si riscatta con un assist verticale proprio su una ripartenza giallorossa.

Inizio ripresa complicato, ma il copione non cambia

Si riparte con Fonseca che conferma gli 11, mentre Inzaghi inserisce il guizzante Insigne per il fumoso Falque. Il Benevento tende sempre a scoprirsi, non specula sul risultato e sfrutta un errore di disimpegno di Veretout, abbassatosi tra i due centrali, per impattare il risultato, salvo riconsegnarsi concedendo gli spazi arretrati alla qualità dei giallorossi che banchettano a tutto campo. Nella girandola dei cambi della ripresa finalmente Fonseca dimostra apertura, ma soprattutto riceve risposte dai subentranti, con Villar per Veretout che inciderà sulla ripartenza decisiva, con un Bruno Peres ficcante al posto di Santon, e con il passaggio al 3-4-2-1 con Cristante che scala tra i due centrali difensivi, mentre Villar si allinea con Pellegrini in mediana. Spazio anche per Kumbulla (fuori Ibanez), ma questo alternare i due moduli istituzionali nel corso della gara diventa esercizio utile nella lettura dei momenti stessi della partita, con Carles Perez (esce Pedro) subito reattivo e determinato, e il Benevento che risponde con Sau per Lapadula, ed Hetemaj per Schiattarella. Nel finale manca solo di vedere all’opera l’ultimo arrivato, e Borja Mayoral rileva Dzeko giusto in tempo per valutarne bontà ed inserimento nel progetto 20/21 della società giallorossa.

Maurizio Rafaiani

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4 Commenti

  1. Maurizio Raiafani sei un genio .. vedi benissimo le partite e le descrivi perfettamente .. sei l’ unico giornalista, o uno dei pochi, ad aver “capito” che la Roma ha giocato con la difesa a 4 e con un centrocampo, STAVOLTA ARRICCHITO di un Cristante in spolvero .. bravo sempre e sempre di piu’ .. al mio modesto parere ..

    • Si, pero`, come i politici usano il politichese, cosi`il Rafaiani usa il “calcese” per definire situazioni in campo che si potrebbero raccontare in modo molto piu`semplice e comprensibile.

  2. Confesso che leggendo la formazione avevo immaginato il ritorno alla difesa a 4. Va detto che però nella fase di non possesso eravamo troppo lunghi tra i reparti e non perfettamente posizionati , sopratutto per recuperare le seconde palle . Vecchio nostro limite. Molta troppa imprecisione nei passaggi , soprattutto in quelli brevi. Per il resto ottima analisi .

  3. NON condivido. Persino contro il misero benevento presi due gol molto evitabili. E ancora una volta due clamorose occasioni gol fallite. Vedremo con squadre piu’ forti. L’ importante e’ che gli inzaghini abbiano ricevuto una magnifica duplice sconfitta !

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