Getty Images

ROMA GENOVA RANIERI CHAMPIONS – Reduci da una sola vittoria nelle ultime tre gare di campionato, quattro considerando anche l’Europa League, i giallorossi di Fonseca sono a caccia del riscatto. Sulla loro strada, domenica, la Roma troverà la Sampdoria, che sfiderà nella sua tana, il Luigi Ferraris. Proprio nello stadio dove l’anno scorso sono prima sorte e poi tramontate le speranze capitoline di raggiungere la Champions League.
Tuttavia, le differenze rispetto l’ultima sfida sono numerose. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, entrambe le squadre hanno vissuto stravolgimenti che hanno interessato sia il campo sia la struttura societaria.
Oltre lo stillicidio del cambio di proprietà, ora sfumato, in poco tempo i blucerchiati hanno vissuto due avvicendamenti della guida tecnica. L’ultimo dei quali rappresentato dal succedere di Ranieri sulla panchina di Di Francesco, ripetendo un copione già recitato nella Capitale l’anno scorso.

La sfida che riaccese le speranze…

Nella passata stagione, è stato infatti il tecnico testaccino a guidare la Roma in entrambe le trasferte genovesi, contro Sampdoria e Genoa. Il capoluogo ligure ha rappresentato un crocevia fondamentale per il destino europeo dei giallorossi, nel bene e nel male.
La prima delle due gare, quella contro i doriani di Giampaolo, sfidati in aprile, è stato quasi uno scontro diretto in ottica europea, essendo le squadre separate da soli tre punti. Nonostante una gara tirata e indirizzata verso un pareggio che avrebbe definitivamente spento i loro sogni Champions, i capitolini sono comunque riusciti ad ottenere il trionfo grazie al loro capitano.
Fu De Rossi a tirare fuori gli artigli, realizzando, con una zampata da lupo, la rete del trionfo romanista. Con quella che non poteva immaginare essere la sua ultima rete in giallorosso, la bandiera della Roma mantenne a galla la malridotta imbarcazione di Ranieri.

… e quella che le spense

Il fato, tuttavia, ha voluto che l’obiettivo europeo sfumasse sullo stesso campo, ad appena un mese di distanza, quando la Roma fronteggiò il Genoa di Prandelli. Anche la sfida contro il Grifone fu decisa nell’ultimo quarto d’ora di gara, seppure alla fine le cose non andarono come sperato dai romanisti. Infatti, al gol di El Sharaawy rispose il colpo di testa di Romero, che di fatto calò il sipario sulle speranze europee della Roma.
Anche per il Faraone quella realizzata al Marassi fu l’ultima rete in giallorosso, essendo destinato a salutare Roma poche settimane dopo De Rossi e Ranieri.

Una nuova Roma al Ferraris

La Roma si ripresenta al Ferraris. I giallorossi inseguono ancora, così come l’anno scorso, il quarto posto, tuttavia la squadra è radicalmente cambiata rispetto quella che fallì l’obiettivo l’anno scorso. Ranieri ora si trova dall’altra parte della barricata, condottiero proprio del club che nel 2010 lo privò della gioia di festeggiare lo scudetto con la Roma, sua squadra del cuore, al termine di un fantastico campionato poi conquistato dall’Inter di Mourinho. Quest’anno, invece, è la panchina giallorossa a parlare portoghese. Giunto nella Capitale dopo l’addio di Ranieri, Fonseca è determinato a riuscire laddove il testaccino ha fallito, cioè a portare la Roma in Champions League. Per raggiungere l’obiettivo serve un successo che cancelli le ultime opache prestazioni, ma questa volta i giallorossi non potranno contare su De Rossi. Essendosi ormai consumato il divorzio tra la Roma e il suo baluardo, saranno altri a dover issare la bandiera giallorossa al Luigi Ferraris blucerchiato, sotto gli occhi, forse lucidi, di Ranieri.




Print Friendly, PDF & Email