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EDITORIALE – In una strana domenica con la testa tutta al coronavirus che ora in Italia è diventa emergenza vera, con i primi effetti sulle vite delle persone e sulle passioni dei tifosi di calcio con ben 4 partite di Serie A rinviate a data da destinarsi, la Roma ritrova il sorriso. Dopo tre sconfitte consecutive e oltre un mese senza successi, torna a vincere in campionato superando il Lecce per 4-0. La seconda affermazione consecutiva in tre giorni se includiamo anche l’1-0 al Gent in Europa League.

IL BUONGIORNO SI VEDE DALL’APPROCCIO  – All’Olimpico decidono le reti di Under, Mkhitaryan, Dzeko e Kolarov. Che può essere la domenica del ritorno alla vittoria lo si può intuire da buon approccio al match dei giallorossi di casa: un avvio determinato e propositivo, che spaventa gli ospiti in almeno due occasioni importanti, prima di trovare il vantaggio con un  Under ispirato. Davanti a Vigorito si rivede anche Mkhitaryan che non sbaglia, cme si spesso gli capita quando si trova dinanzi ai portieri avversari.  Un Dzeko sugli scudi, con una gara partecipata e generosa, regala assist e si regala il gol numero 102 con la maglia della Roma. C’è spazio anche per il redivivo Kolarov che confeziona anche lui prima un assist e poi il gol del 4-0.

LA PRIMA VOLTA DELL’ANNO – Per la prima volta nel 2020, la Roma è riuscita a tenere la porta inviolata. Un dato che la dice lunga sul momentaccio che stava vivendo la squadra di Fonseca, e speriamo di poter lasciare il verbo al passato. Due mesi senza vincere in casa sono un’eternità, un trend da squadra che naviga in zona retrocessione.  Tornare a chiudere la saracinesca di Pau Lopez servirà da iniezione di fiducia, da tonificante  per continuare a sperare a un posizionamento in zona Champions. Ci mancava la Roma che sbrigava le pratiche producendo azioni belle, fluide e soprattutto concretizzate dal gol. Dzeko e compagni sono apparsi più sgombri mentalmente, in fiducia dopo la vittoria pur con convincente dal punto di vista della prestazione, contro i belgi. Se la Roma si è definitivamente lasciata la crisi alle spalle, saranno i prossimi impegni con Gent in coppa e Cagliari in campionato a dirlo.

Giulia Spiniello


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1 commento

  1. La fortuna ci ha assistito: se azzeccavano i contropiede prima che noi segnassimo, (come hanno fatto altre squadre), adesso non brinderemmo. Non si può giocare come all’oratorio, otto avanti e portiere e due cristi a reggere il mondo. L’intercalare “però” non è elegante, ma lo dico ugualmente: però, meglio vincere così che perdere giocando male, finché dura

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