3 DOMANDE A… – Nuovo appuntamento con la rubrica di Romanews.eu che raccoglierà gli interventi dei più prestigiosi addetti ai lavori in casa Roma sul tema della settimana. Con “3 domande a…” analizzeremo l’universo giallorosso attraverso le parole degli esperti in materia, per un appuntamento che si ripeterà due volte nel corso della settimana (in caso di turno infrasettimanale saranno possibili degli slittamenti e/o delle aggiunte). Oggi risponde alle nostre domande Giorgia Ferrajolo, giornalista sportiva di Mediaset.

Walter Sabatini questa mattina è tornato sulla partita con il Milan ed ha detto che la Roma, nonostante la sconfitta, ha fatto delle cose importanti. Lei è d’accordo con il pensiero del direttore sportivo?
“Penso di sì. E’ chiaro che il processo il processo di costruzione della squadra ad alcuni può apparire lento. È un progetto a lungo termine, quindi bisogna avere pazienza. Ci sono degli aspetti positivi, ho visto una crescita della squadra. Ma ci sono anche delle lacune, come la difesa che spesso sembra fragile ed il problema del gol. Sabato, però, è emersa la voglia di lottare della squadra e la volontà di crederci sempre e comunque. La Roma paga l’inesperienza di un gruppo molto giovane che di fronte ad una squadra più matura e navigata come il Milan, è uscito certamente ridimensionata. Anche io non butterei via tutto della Roma vista sabato”.

Franco Baldini oggi ha, invece, definito il progetto Roma “ambiziosetto”. Ma lo ha anche appellato come “presuntuosetto” in riferimento all’attacco schierato nella trasferta di Genova, composto da un giocatore del ’90 e uno del ’91. E’ una velata critica a Luis Enrique?
“Non mi piace vivisezionare le parole e le frasi pronunciate dagli addetti ai lavori. Potrebbe esserci qualche messaggio dietro questo “presuntuosetto”, ma non so cosa volesse dire Baldini. Certamente Luis Enrique è un allenatore giovane ma anche molto rampante, che ha voglia di portare avanti le sue idee, e non ha paura di niente e di nessuno. Non si pone problemi sulle scelte da fare, non si fa scrupoli a schierare una formazione diversa per ogni partita. Lui ha le sue idee e le porta avanti, conscio del fatto che un domani potrebbero anche mandarlo via, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare del tutto. Luis Enrique è stato preso perché la nuova società voleva fare un calcio nuovo, diverso e giovane. Lui sta facendo quello che gli era stato chiesto di fare, al di là delle critiche che gli sono arrivate e che ancora gli potranno arrivare”.

Cosa potrebbe accadere se con il Novara non dovesse arrivare il risultato?
“I tifosi, che fino ad oggi sono stati molto dolci con Luis Enrique, perché qualcosa di buono in questa Roma hanno visto, potrebbero non essere più così calmi e tranquilli. Da parte della società non credo cambi molto. In questo momento non penso abbia intenzione di fare ribaltoni. Hanno sempre chiesto di avere pazienza e hanno chiarito che la Roma non avrebbe fatto un campionato per vincere lo scudetto. Sarà un anno di transizione e di assestamento, perché hanno rifondato e rivoluzionato tutto, a partire dall’allenatore. Poi bisognerà vedere come si perde: si può perdere malissimo o perdere lasciando delle tracce positive. Ritengo che il tecnico sarà confermato anche in caso di sconfitta, ma nel corso delle gare le valutazioni della società potrebbero cambiare”.

Giulia Spiniello

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