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EDITORIALE – La Roma non sbaglia e non si ferma più. Nel posticpo domenicale, dopo il pareggio della Juventus, la vittoria di Inter e Lazio e l’inaspettata caduta csalinga del Napoli, piega per 3-1 un Verona gagliardo sotto il temporale abbattutosi sul Bentegodi. A decidere il match le reti di Kluivert, Perotti (su rigore) e il redivivo Mkhitaryan. Serve solo a mettere apprensione a Mancini e Smalling il momentaneo pareggio di Faraoni. I giallorossi si confermano quarti, a +3 su Atalanta e Cagliari con i sardi impegnati nel posticipo del lunedì contro la Sampdoria. Per Dzeko e compagni è la quarta vittoria nelle ultime cinque partite, la seconda di fila.

L’IMPORTANZA DELLA PANCHINA – La truppa di Paulo Fonseca è concreta e trova il vantaggio alla prima vera occasione, con Justin Kluivert sempre più calato nel ruolo di scheggia impazzita ammazza-difese. Subisce il ritorno del Verona, ma si difende con ordine, senza mai rinunciare a giocare come da indicazioni del portoghese da bordo campo. Se poi anche chi gioca meno, per scelta tecnica o infortuni, entra ed è decisivo, è il segnale che la Roma ha trovato la ricetta giusta. Esattamente quello che è accaduto sotto il balcone d Giulietta con Diego Perotti subentrato allo sfortunato Kluivert, che hha messo dentro con freddezza il rigore che ha riportato il risultato in vantaggio e poi nei minuti di recupero servito l’assist vincente per Mkhitaryan, assente dal campo da due mesi. L’armeno che gioca poco ma incide tanto, visto che ha preso parte a tre gol (due reti, un assist) in sole cinque presenze in questo campionato

PELLEGRINI DA INVIDIA – Ancora una straordinaria partita da parte di Lorenzo Pellegrini, che qualcuno ha già ribattezzato “tuttocampista”. Sforna assist a meraviglia, lega il gioco dei reparti, spinge in area di rigore alla ricerca del gol. Un giocatore sempre più completo a cui Fonseca non può proprio rinunciare, troppo importante nell’economia del suo gioco. Intelligente e cattivo, sa dosare e capire i tempi della squadra, lungimirante le sue letture delle giocate avversarie, infaticabile dal punto di vista fisico.

A SUON DI GOL – E’ una Roma che sa soffrire, ha le idee chiare, sa rischiare e sa segnare. Ha vinto cinque delle ultime sei gare in campionato, eccetto il ko di Parma, realizzando in media 2.3 gol a partita. Un dato su tutti ci dà la percezione di quanto sia cresciuta la squadra di Paulo Fonseca, è cioè che per la prima volta il Verona, che prima del fischio d’inizio era la difesa meno battuta della Serie A,  ha incassato più di una rete al Bentegodi in questo campionato.

Giulia Spiniello




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1 commento

  1. La verità è che la roma doveva avere almeno 4 punti in più.
    I regali di Jesus alla prima contro il Genoa , 2 tiri del Genoa totali.
    E il rigore regalato al Cagliari , Cagliari 1 tiro in porta totale.
    Con questi 4 punti stavamo a 32 punti, 5 punti dall Inter capolista dei record.
    La Sampdoria neanche la conto perché ci sta.
    Forza Roma sempre e comunque! Andiamo! Un saluto a manolas che si appresta a vincere tutto!! Ahahahahahahahah

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