Il
destino spesso si diverte a giocare brutti scherzi. Così lo scorso
aprile capitò che la Roma impegnata a Manchester, nei quarti di finale
di Champions League, dovesse far a meno di uno dei suoi primi attori,
Simone Perrotta. Per colpa di un beffardo cartellino giallo rimediato
nella gara di andata, il numero 20 giallorosso si trovò costretto a
saltare l’attesissimo match dell’Old Trafford. Un vero colpo basso, per
la Roma e per lui stesso, che tante volte aveva sognato da bambino un
ritorno da protagonista nella sua Terra natia. Già, perché Simone
Perrotta, a dispetto delle sue origini calabresi, è nato ad Ashton
under-Lyne, nella contea inglese di Greater Manchester. La sua famiglia
infatti, proveniente da un piccolo paese del cosentino – Cerisano – si
era trasferita anni prima in Inghilterra. Fu così che Simone trascorse
i suoi primi cinque anni in Inghilterra, per poi rientrare con tutta la
sua famiglia in Italia.Da sempre legato alle sue origini (come
dimostra la festa di Cerisano organizzata in suo onore al termine dei
Mondiali), Perrotta per niente al mondo avrebbe voluto perdere la gara
di Manchester, soprattutto per poter dare così un’immensa soddisfazione
ai suoi familiari, che con trepidazione attendevano un suo ritorno, da
campione del mondo, in Inghilterra.Se quella volta – da una parte –
la sorte tolse qualcosa al centrocampista giallorosso, dall’altra – ora
– la dea bendata ha voluto restituire il maltolto. Sia alla Roma che a
Perrotta. Per l’undici di Spalletti è arrivato il momento di
risollevarsi, di dimostrare che il divario di sei gol con il Manchester
non corrisponde a realtà. A Supersimo, invece, è stata data
l’opportunità di guidare la riscossa della Roma nella sua Inghilterra,
nel luogo dove è nato. Una seconda chance che in tanti aspettavano e si
auguravano, e che, ora che si è concretizzata – inutile dirlo – non
dovrà essere fallita. Correndo con le sue micidiali incursioni nel
catino del “Teatro dei sogni”, Perrotta avrà così la possibilità di
regalare nuove emozioni ai tifosi romanisti, ma soprattutto potrà
coronare il sogno di suo papà – da sempre appassionato dei red devils –
di veder suo figlio giocare nella magnifica cornice dello stadio dello
United.

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