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KOLAROV ROMA LAZIO – Dal possibile addio in estate ad una carriera che si tinge sempre più di giallorosso. Mai come oggi, Aleksander Kolarov è il leader, insieme a Edin Dzeko, del nuovo corso della Roma targata Fonseca e domani se scenderà in campo contro il Mönchengladbach, o al contrario, domenica contro il Parma, il serbo potrebbe raggiungere un altro importante traguardo. Il numero 11, infatti, alla prossima apparizione arriverà a 105 presenze con la Roma, che diventerà così la seconda maglia più vestita della sua carriera, superando la Lazio con cui è sceso sul terreno da gioco per 104 volte.

I NUMERI – In 105 occasioni – solo tre partite saltate per scelta tecnica – con la maglia giallorossa, Kolarov si è dimostrato un calciatore carismatico e decisivo. I numeri, d’altronde, parlano per lui: 16 gol e 17 assist in poco più di due anni, statistiche strabilianti per un terzino. Ancor più importanti se vengono messe a confronto con quanto fatto con la Lazio, dove finì la sua avventura con ‘solo’ 11 reti e 9 assist in 104 presenze. Difficile, però, eguagliare quanto fatto con il Manchester City: una permanenza lunga 7 anni, con la divisa dei ‘Citizens’ vestita 247 volte. Ma con un Kolarov così dare questo per scontato potrebbe essere un grave errore.

IL FUTURO – Il serbo, infatti, sembra essere ben lontano dal famoso ‘canto del cigno’. Da quando è a Roma nonostante qualche periodo di appannamento, nessun allenatore ha saputo rinunciare a lui: da Di Francesco, passando per Ranieri, fino a arrivare a Fonseca. Tutti conquistati dalla sapienza tattica e leadership di Aleksandar. E anche Petrachi una volta arrivato nella capitale ha avuto pochi dubbi. Il suo contratto scade tra sette mesi, ma la sua carriera in giallorosso non sembra essere arrivata ai titoli di coda. Presto, infatti, potrebbe arrivare il rinnovo, che sancirebbe ancora di più l’importanza e la centralità del serbo nel nuovo progetto Roma. Oltre ovviamente a rafforzare il suo legame con la piazza e i colori giallorossi. E poi chissà, superare il numero di presenze fatte col City. E’ difficile, se non impossibile, ma ai ritmi di questo Kolarov e con due o tre anni davanti a sé perché escluderlo?

Alessandro Tagliaboschi

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