LA REPUBBLICA (E. GAMBA) – Finalmente anche la serie A ci ha messo lo zampino: la punizione saettante nel sette di Kolarov con cui la Serbiaha battuto il Costarica è stato il primo gol “ italiano” della Coppa del Mondo. E ha una certa logica che ne abbia tratto giovamento una nazionale che pesca molto nel nostro campionato, visto che ieri c’erano ben 4 titolari ( Ljajic, Milinkovic- Savic, Milenkovic e appunto Kolarov) di italica provenienza. Croazia e Uruguay ne hanno schierati tre ma la Polonia, che in rosa ne ha addirittura sette, potrebbe anche arrivare a metterne cinque tutti assieme, in base a certe ipotesi di formazione.

Quello di Kolarov è stato un pezzo di bravura a cui Navas non ha potuto opporsi, ma in generale la Serbia ha sempre avuto in pugno la situazione, senza patire il consueto atteggiamento iper- difensivo del Costarica, che questa volta non ha pagato, al contrario di quattro anni fa in Brasile quando i Ticos arrivarono fino ai quarti di finale. Siccome però il centravanti Mitrovic ha sprecato gol in serie, per risolvere la faccenda è stato necessario un calcio piazzato. «Ma è uno dei nostri punti di forza ed era tutto preparato» , ha assicurato Kolarov. D’altronde è già la quinta volta che succede, in questa Coppa: tra punizioni dirette o indirette, corner e calci di rigore, le azioni a palla ferma hanno già fissato il risultato di sei partite, decidendo anche Iran- Marocco, Uruguay- Egitto, Portogallo-Spagna, Croazia-Nigeria e Brasile-Svizzera segnando di fatto una tendenza che sta funzionando anche in senso opposto, visto che i rigori sbagliati da Messi ( Argentina- Islanda 1- 1) e da Cueva ( Perù- Daninarca 0- 1) hanno avuto un’incidenza determinante. Chi ha Kolarov o Ronaldo, insomma, parte in vantaggio.

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