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Foto Tedeschi

JUVENTUS ROMA ANALISI TATTICA – La tre giorni piemontese in quel di Torino conclude il campionato con la più irrilevante vittoria, storica, della Roma che in 10 anni allo Stadium aveva saputo collezionare solo sconfitte,ma la settima vittoria nelle ultime 8 partite con la quale i giallorossi chiudono la stagione suona come un viatico beneaugurante per l’Europa League imminente. Una Roma che chiude a 70 punti, 13 in meno della Juventus campione e aumentano i rimpianti per la stagione in chiaroscuro che poteva e doveva essere meno altalenante.

Moduli e sviluppi di gioco

Nella gara delle riserve Fonseca schiera il 3-4-2-1 rivelazione degli ultimi tempi con il tributo a quella che potrebbe essere l’ultima gara di Smalling in giallorosso, che si sistema al centro con Fazio e Ibanez ai lati, mentre Zappacosta e l’esordiente Calafiori, prodotto del prolifico vivaio di Trigoria, a battere le corsie esterne dando ampiezza agli sbocchi laterali. In mezzo Cristante e un Villar eccellente dettano i tempi ruotando nella costruzione bassa (uno va a cucire, l’altro a dare la linea di passaggio verticale dentro al campo), con un sontuoso Zaniolo e Perotti di raccordo dietro al riferimento avanzato Kalinic. Anche Sarri attinge al turnover,con un 4-3-3 naif negli interpreti, con 3 primavera per reparto, Frabotta sulla linea difensiva, Muratore in mezzo al campo, Zanimacchia punta esterna di sinistra, con i decani Bonucci, Matuidi e Higuain a comandare i reparti di riferimento.

Gara sciolta: squadre senza tensione e libere di testa

Senza pubblico e più nulla in palio per entrambe, le squadre giocano una gara aperta, senza tensioni e tatticismi, con la Roma molto aggressiva da subito nella fase del primo palleggio bianconero, pronta a scalare in avanti senza farsi colpire alle spalle quando il fondamentale riesce alla Juventus. I bianconeri in fase di possesso cercano di andare a giocare dietro le linee alle spalle dei due mediani giallorossi Villar e Cristante che lavorano molto bene sugli interscambi sulla catena esterna terzino-mezzala-punta esterna. La Juventus è meno aggressiva sul primo palleggio degli uomini di Fonseca e la Roma trova spazi e tempi di gioco sugli esterni dove Zappacosta e Calafiori giocano una gara tatticamente perfetta in entrambe le fasi, con il giovanotto di Alberto De Rossi che entra in maniera mai banale nella partita. Nonostante lo svantaggio iniziale, scaturito da un corner, evidenzi ancora una vulnerabilità in occasione di tale fondamentale su palla inattiva, la Roma prima la impatta con Kalinic e poi sigla il sorpasso con un rigore procurato proprio dall’intraprendente Calafiori, al quale Rocchi aveva negato poco prima la gioia del gol all’esordio. Nel momento in cui i bianconeri col suo palleggio reiterato mettono i giallorossi nei suoi 30 metri finali, la squadra di Fonseca dimostra di saper soffrire, ma soprattutto di leggere le situazioni di transizione positiva, con Zaniolo che ribalta in maniera prepotente ogni recupero palla di squadra, portando più di un pericolo così come portando a spasso gli avversari nel tentativo vano di fermarlo. Una prova di forza nell’ora di gioco di autonomia che il ragazzo può garantire al momento, che fa ben sperare per l’imminente ottavo di finale europeo, che unito alla voglia di fare parte del progetto dimostrata in serata da tutti quelli chiamati in causa testimonia la voglia di essere protagonisti nel mini torneo di 4 gare che si svolgerà in Germania. La speranza è che il soggiorno si dimostri propizio.

Maurizio Rafaiani

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3 Commenti

  1. volevo fare un commento ma dice tutto M. Rafaiani che, anzi, la racconta meglio di come avrei fatto io .. bravo Maurizio .. Smalling sara’ una gravissima perdita ..

  2. Abbiamo dei talenti in casa che tutti ci invidiano ,a cominciare da Calafiori che dovremmo far giocare di più adesso che à guarito dal brutto incidente . Un mancino d’oro .Per non parlare di Zaniolo che non si discute e che deve rimanere a Roma con noi .

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