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Foto Getty

INTERVISTA MKHITARYAN – L’emergenza Coronavirus lo ha fermato sul più bello. Mkhitaryan, tra gennaio e febbraio, era diventato uno dei leader tecnici della rosa giallorossa e per Fonseca una pedina inamovibile. L’armeno ha parlato della sua esperienza alla Roma, della situazione legata all’arrivo del Covid-19 e del futuro.

Sul Coronavirus

Il primo pensiero va al tecnico dell’Arsenal Arteta, risultato positivo al Coronavirus: “È stato molto triste sentirlo. Spero che queste persone possano essere forti e uscire da questa situazione. Non c’è solo lui, ma anche tanti altri giocatori in tutto il mondo. Non solo nel calcio, anche nel basket e in altri sport alcune persone sono state infettate”. E non poteva mancare l’augurio di pronta guarigione: “Vorrei per loro solo una pronta guarigione e che rimanessero forti, perché possono essere un esempio per tutti di come è possibile combattere contro questo virus.”

Intervista a Mkhitaryan: “Orgoglioso della Roma”

Calcio ma non solo. Mkhitaryan ha voluto sottolineare l’importante funzione sociale del club giallorosso: “Non è la prima volta che il club mostra interesse nell’aiutare le persone”, ha detto l’armeno. “Sono molto orgoglioso dell’impegno che ci sta mettendo la società, perché sta aiutando diversi ospedali qui in Italia e anche i nostri sostenitori si stanno unendo alla nostra campagna di raccolta fondi. Penso che sia una cosa meravigliosa”. Il rimpianto è per essersi fermato quando le cose stavano andando veramente bene: “Quando sei in forma, con la squadra che gioca bene e vince è un peccato che tutto si fermi. Non sappiamo quando si ricomincerà a giocare e se riusciremo a riprendere la giusta forma. L’importante è comunque rimanere in allenamento e fare tutto quello che ci ha chiesto il club”.

Intervista a Mkhitaryan: le parole sul futuro

Nei prossimi mesi Roma e Arsenal dovranno parlarsi per decidere quale sarà il futuro di Mkhitaryan: “Rispetto a quello che mi chiede Fonseca, l’allenatore dell’Arsenal voleva un altro tipo di gioco. Con Paulo mi trovo meglio perché giochiamo un calcio più propositivo che rispecchia meglio le mie caratteristiche“. Su ciò che succederà, però, preferisce non sbilanciarsi: “Non posso dire niente al momento perché è tutto fermo. Non so quando torneremo a giocare e cosa succederà quest’estate. Nel calcio tutto cambia velocemente, un giorno sei qui e un altro sei da un’altra parte ancora, non sai mai cosa può capitare nel tuo futuro”.

La quarantena

Impossibile non raccontare come sta vivendo questi giorni di quarantena: “Ci stiamo provando, ma non è facile. In questo momento non puoi fare molte cose. Puoi stare solamente a casa e aspettare che tutto si risolva”. L’armeno descrive anche la sua giornata tipo: “Mi sveglio, faccio colazione, parlo con i miei familiari di diverse cose, dal virus alla vita, passando per il futuro e il passato. Poi la sera sto provando a guardare qualche film con la famiglia o delle volte da solo. Oltre a questo, abbiamo il programma dello staff per l’allenamento a casa, quindi sto cercando di mantenermi in forma”.

Intervista a Mkhitaryan: “Ecco il mio allenamento a casa”

Infine, l’armeno ha provato a spiegare il lavoro che sta svolgendo a casa per tenersi in forma: ““Sto cercando di mescolare tutto insieme: la palla, usare una bici e altri esercizi con i manubri. Sto cercando di fare tutto ciò che il club mi ha inserito nel programma d’allenamento. Non è facile perché ovviamente hai uno spazio limitato e ci sono alcune cose che non hai a casa, ma stiamo provando a trarne i migliori benefici”. L’aspetto più complesso, vista l’assenza dai campi, resta il feeling con la palla. “Ovviamente non è la soluzione migliore calciare in giro per l’appartamento, perché hai i vicini che a volte ti danno fastidio. Al momento sto provando a fare tutto senza palla, perché è più importante essere in forma fisicamente che tecnicamente”.

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