IL SINDACO DA’ I NUMERI – Era stato accolto a Roma con molta diffidenza. I numeri del suo passato non lo aiutavano molto, specialmente per quanto fatto in Italia prima di trasferirsi in Spagna. Pian piano, però, Pablo Daniel Osvaldo ha saputo convincere tutti a suon di gol e di prestazioni più che soddisfacenti. In 10 gare giocate, il centravanti italo-argentino ha messo a segno 5 reti: il suo miglior avvio di stagione da quando è arrivato in Europa dall’Argentina. A questi numeri non è rimasto indifferente il ct Cesare Prandelli, che lo ha richiamato in Nazionale in vista del doppio impegno degli azzurri che fermerà il campionato per un turno. Andiamo ad analizzare nel dettaglio tutti gli inizi di stagione di Osvaldo da quando è  approdato nel Vecchio Continente.

L’ARRIVO IN ITALIA – Pablo Daniel Osvaldo arriva in Europa nel corso della stagione 2005-06. A portarlo in Italia è l’Atalanta che in quell’anno disputa il campionato cadetto; il centravanti italo argentino arriva a stagione inoltrata e gioca solo 3 gare (la prima alla trentaseiesima giornata) segnando un gol alla quarantunesima contro il Pescara.

ALLA CORTE DI ZEMAN – Per Osvaldo inizia la prima vera stagione in Italia e a dargli fiducia, questa volta con la maglia del Lecce, sarà l’allenatore boemo Zdenek Zeman. La fiducia avuta del suo nuovo Mister, Pablo Daniel la ripaga subito con un gol all’Albinoleffe nell’esordio alla prima giornata del campionato di Serie B. Nelle prime 10 gare, gioca in tutto 9 volte segnando anche un altro gol al Mantova, alla terza giornata. Alla fine di quella stagione, per lui 31 presenze ed 8 gol.

IL DEBUTTO IN SERIE A– Osvaldo fa le valige, lascia il Salento e arriva a Firenze, passando per l’Atalanta che nel frattempo lo ha riscattato a titolo definitivo. In maglia viola, nelle prime 10 gare di Campionato, gioca solo 2 volte, segnando una doppietta al suo esordio nel derby di Livorno, alla sesta giornata. Nonostante la discreta partenza, la Fiorentina non sembra credere in lui e, a fine stagione, le sue presenze saranno 13 in tutto, con 5 gol segnati.

L’APPRODO AL BOLOGNA –  La stagione 2008-09 comincia a Firenze e si conclude a Bologna. Con la Fiorentina, Osvaldo gioca 5 delle prime 10 gare di campionato (in tutto saranno 8 in maglia viola) senza mai riuscire a segnare. A gennaio si trasferirà a Bologna dove giocherà altre 13 partite rimanendo a zero, però, in fatto di reti segnate.

IL TRASFERIMENTO A BARCELLONA –  Il campionato inizia questa volta da Bologna e sarà una partenza col botto per Osvaldo. L’esordio e il primo gol, arriveranno per lui alla prima giornata di campionato proprio contro la Fiorentina. Osvaldo si ripeterà ancora contro la Sampdoria alla nona giornata e contro il Siena alla decima. Dopo 13 gare con gli emiliani, l’attaccante prenderà la strada di Barcellona per vestire la maglia dell’Espanyol dove giocherà il finale di quella stagione che si chiude con 20 presenze nel campionato spagnolo e 7 reti. Numeri buoni per guadagnarsi la fiducia del club catalano per la stagione successiva.

ALL’ESPANYOL LA MIGLIORE STAGIONE – Dopo il convincente finale di campionato 2009-10, Osvaldo si cala nella “Liga”, per quella che sarà la stagione più brillante, fino a questo momento, nella sua carriera. Partenza brillante con la doppietta al Getafe nell’esordio in campionato; ma nelle altre sei partite, l’italo-argentino non conoscerà più la gioia di una rete. Ritroverà la via del gol solo alla dodicesima giornata contro l’Hercules, e finirà la stagione con 24 presenze e 13 gol in campionato.

LA NUOVA VITA A ROMA – Quello che sta vivendo a Roma, è sicuramente per Osvaldo, il miglior avvio di stagione della sua carriera. Non soltanto per i 5 gol nelle prime 10 giornate, ma anche per la continuità di rendimento che ha trovato con Luis Enrique, il tecnico che lo ha fortemente voluto a Roma. Oggi, Osvaldo, non solo è il giocatore più prolifico della squadra giallorossa, ma è anche quello che, insieme a De Rossi e Burdisso, ha giocato il maggior numero di partite in campionato. Luis Enrique crede molto in lui, così come stanno cominciando a credere in lui i tifosi. E se il buon giorno si vede dal mattino, quello di Osvaldo è un mattino roseo, che lascia ben sperare per il proseguo della stagione.

                                                                                                                                             Marco Schiacca

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