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Foto Tedeschi

EDITORIALE – La Roma ribalta la partita in 5 minuti e lo fa con i gioielli della sua rosa, Pedro e Dzeko. Gli 11 di Fonseca si fanno prendere di sorpresa da un Benevento ben organizzato da Pippo Inzaghi che parte con l’intenzione di far sudare i padroni di casa con tanta pressione e un atteggiamento sempre arcigno ed efficace. L’ex goleador di Juventus e Milan ha messo su un bel gruppo, razionale e pragmatico, che riesce a rimanere corto, ordinato e veloce. Insomma, una bella gatta da pelare, difficile da affrontare. Così succede che l’ex di turno ti faccia veder le stelle. Caprari controlla un pallone al limite, si gira e calcia di destro: la palla, deviata con un piede dallo sfortunato Ibanez, s’impenna e scavalca Mirante con una parabola beffarda per l’1-0 degli ospiti.

Dzeko supera Volk

La grandezza della Roma, però, è tutta nella reazione di squadra. Ha saputo rialzarsi con destrezza dopo il gol dei sanniti proprio nel momento in cui il vento poteva piegarla.  I 1000 dell’Olimpico hanno potuto così applaudire la prima vittoria interna della stagione, e concedere la standing ovation per i talenti di Pedro (che “Chi ha messo del suo”) e del redivivo Dzeko. Già Dzeko, quello che quando vede una matricola gli prudono i piedi e un gol lo deve sempre fare. Con 23 reti in 28 presenze in Serie A contro formazioni neopromosse si conferma bomber ammazza-matricole.  La doppietta al Benevento gli è valso il gol numero 80 in Serie A con la maglia della Roma che gli fa superare Rodolfo Volk, quinto tra i migliori marcatori giallorossi nel massimo campionato. Se questi due gol avranno aiutato Edin a lasciarsi alle spalle le paturnie del mercato estivo lo diranno solo le prossime prestazioni. Intanto ci riprendiamo il suo sorriso e quel saluto non banale ai tifosi dell’Olimpico.

Mirante alla Totti

Dopo la bella prova con i campani possiamo dire che quella di Mirante è scommessa vinta da Fonseca. Il portiere è stato infatti uno dei protagonisti del 5-2 al Benevento. Innanzitutto con il bellissimo ed efficace assist con cui serve Mkhitaryan che dà il via al gol del 2-1 di Dzeko. Un lancione alla Totti, come solo il capitano dei capitani sapeva fare. Antonio imita Francesco, vede liberi gli attaccanti e come già altri illustri colleghi – leggi Alisson, Ospina, Audero, Rafael – dalla sua metà campo riesce a far partire l’azione vincente. La sua serietà e costanza di rendimento meriterebbero di più, ad esempio che la parata sul rigore calciato da Lapadula al 55’ fosse stata definitiva. E invece il portiere di Castellammare di Stabia intuisce e respinge ma l’attaccante del Benevento piomba di nuovo sul pallone e lo infila in porta. Se avesse bloccato la sfera sarebbe venuto giù lo stadio, anche se mezzo vuoto.

Grande contributo dai cambi

Fonseca non ha sbagliato un colpo nella quarta uscita di campionato. Nemmeno i cambi. Anzi, dai subentrati è arrivato un grande apporto. Se l’unica nota stonata è arrivata da un Veretout non in grande giornata  – pur se gli va dato merito di essersi fatto perdonare dopo l’errore che ha regalato il 2-2 alla truppa di Inzaghi, trasformando il rigore del 3-2 (a proposito, ha concretizzato 14 penalty su 16 in Serie A, numeri non scontati) – la Roma può invece sorridere per la varietà della sua rosa. Nel finale di gara infatti la compagine giallorossa ha chiuso i conti con il sigillo del neo entrato Carles Perez, che ha realizza il bel gol del definitivo 5-2. Una bellissima azione dello spagnolo che fa sognare i sostenitori della Magica sull’onda della staffetta tutta spagnola con Pedro. I capitolini salgono ora a 7 punti, in attesa del big match di lunedì prossimo con il Milan capolista.

Gspin

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3 Commenti

  1. L’impostazione iniziale della difesa non mi ha convinto. Lo schema era un 4-2-3-1 ma Cristante in quel ruolo lo puoi mettere contro una neo promossa, non con il Milan, l’Inter, la Juve o il Napoli. Comunque dopo l’autorete, (la sfiga con noi ci vede benissimo), con un pallonetto che solo Totti si sarebba potuto inventare, la partita la Roma l’ha dominata, anche dopo il 2 a 2. Come ripartiva dava l’idea di poter andare a fare gol in qualsiasi momento.Ripeto la domanda che ieri sera Rizzitelli ha fatto a Fonseca: perchè tra le big tutti mettono Juve, Inter (giustamente) Napoli, Milan e Atalanta (meno giustamente per me…) e la Roma NON vien mai citata???

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