Il Parma che la Roma affronterà domenica al Tardini è una formazione profondamente diversa da quella che i giallorossi avevano battuto due volte la scorsa stagione. La squadra è cambiata negli uomini,nella mentalità nell’allenatore, negli schemi: insomma c’è stata una piccola rivoluzione. Sono stati diversi gli eroi di quella salvezza impossibile che hanno lasciato l’Emilia: da Ranieri,ora alla Juve, al baby talento Rossi emigrato in Spagna al Villareal; dall’ex capitano Grella a Muslimovic e Contini. Il nuovo capitolo gialloblù ha segnato l’arrivo sulla panchina del Parma di Di Carlo, a cui vanno aggiunte le novità di Corradi, Reginaldo, Matteini, Zenoni e la carrellata dei soliti giovani promettenti che ogni anno lo straordinario settore giovanile riesce a sfornare.Il modo di giocare della squadra risente chiaramente delle direttive del nuovo allenatore: si è passati da un 4-4-2 con due punte abbastanza mobili e capaci di puntare l’uomo e andare al tiro come Budan (ora infortunato) e Rossi, ad un 4-3-3 (che in realtà è un 4 5 1) che “vive” e muore con le prestazioni del perno centrale in attacco, ovvero Bernardo Corradi. L’ex City e Lazio, infatti, ha il compito fondamentale di far salire la squadra grazie alla sua fisicità in area, e di lanciare con sponde di testa (ma anche di piede) le incursioni da dietro di giocatori velocissimi come Reginaldo, Pisano o Gasbarroni, nonchè di trasformare in gol i tanti cross provenienti dalla corsie esterne. Il Parma, dunque, è in grado di alternare azioni in velocità a soluzioni “in the box”, per dirla all’inglese: lunghi traversoni, dunque, per sfruttare le doti aeree del suo ariete. In certi frangenti, la formazione ducale assomiglia in maniera sospetta ad una squadra scozzese anni 80, dove l’unico schema conosciuto è il famoso “palla lunga e pedalare”.Di Carlo cura moltissimo la fase difensiva e l’equilibrio della squadra, tanto da ricorrere in certi casi alle marcature individuali,sopratutto sulle fonti di gioco avversarie: nella partita pareggiata uno a uno a San Siro con il Milan, Pirlo era braccato costantemente da Reginaldo o Pisano che si sacrificavano a turno nella marcatura. Per non sbilanciare la squadra, il pressing viene effettuaro dagli esterni che, dotati di ottima corsa, sono in gradoanche di ripartire in contropiede. Uno tra Pizarro e De Rossi, potrebbe essere oggetto di queste attenzioni particolari: la Roma, dunque, dovrà tenere un ritmo piuttosto alto e dovrà far girare molto la palla. Fondamentale sarà inoltre attaccare la difesa in velocità: i centrali Paci e Couto non offrono molte garanzie in questo senso e gli esterni Castellini e Zenoni (mancherà il titolare Coly) non essendo dei fulmini di guerra, andrebbero attaccati in continuazione. La Roma dovrà principalmente prestare attenzione alla generosità del Parma, che ha giocatori instancabili come Morrone e Cigarini. L’uomo da temere, tuttavia, è Reginaldo: esterno in grado di saltare l’uomo e di andare spesso alla conclusione.

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