La A.S. Roma rimane alla famiglia Sensi. Per il momento. A conferma di ciò sono arrivate, stamattina, le dichiarazioni di Michele Baldi, membro del CdA della società giallorossa. «Se ci fosse stata la minima offerta, sarebbe stata immediatamente presentata al mercato, così come correttezza e regolamenti vogliono. Se non è stato fatto è perchè offerte non ce ne sono state». Il New York Post, comunque, ha parlato ancora una volta di un imminente acquisizione del club giallorosso da parte di Tacopina, operazione che avverrebbe con i soldi di Soros. Niente di più sbagliato, anche secondo l’Unicredit. Nel pomeriggio, infatti, Alessandro Cataldo, a.d. di Unicredit Banca di Roma,  ha preso la parola in merito alla vicenda, assicurando che, da parte del gruppo presieduto da Profumo, «non c’è nessun pressing sulla famiglia, con la quale ci sono degli ottimi rapporti». Ma soprattutto che «non è stata individuata una eventuale priorità nella cessione degli asset». Tra le fitte trame di questa lunga telenovela societaria, prendono corpo le parole di Luciano Spalletti. «Ho grande rispetto verso la proprietà – ammette a Romauno – Soros? Io mi attengo ai comunicati anche perchè più di quello non so, però se dovessi scegliere porterei, a Roma, Eto’o e Zambrotta». Dichiarazioni che fanno riflettere, dunque. Anche perché espresse da un tecnico notoriamente restio a pronunciare i nomi di calciatori di scuderie diverse da quella di Trigoria. Una cosa è certa: oggi Joe Tacopina – che secondo qualcuno non farebbe parte dei professionisti che lavorano al “Giallo di Perugia”  – ha fatto perdere le sue tracce. È introvabile. Appare estremamente remota, quindi, l’ipotesi di un contatto con Villa Pacelli. Ma la Procura di Roma vuole rendere meno sgranata l’immagine. Infatti, anche se non ci sarebbe alcun fascicolo processuale aperto, sono state chieste alla Consob informazioni sulle oscillazioni del titolo della A.S. Roma, visto che, dall’inizio dell’anno, è più che raddoppiato. Oggi, però, a Piazza Affari non è stata una giornata felice per le azioni giallorosse, che hanno chiuso con un calo del 3,66%, attestandosi a 1,3150 euro; 4.807.652, invece, sono stati i pezzi scambiati. Non pochi, in ogni caso. Per fortuna, da Villa Pacelli, è giunta la notizia di un miglioramento della posizione finanziaria del club giallorosso, che risulta positiva, al 30 aprile scorso, per 19,9 milioni di euro, e in crescita di 9,5 milioni rispetto allo stesso mese del 2007. Con la telenovela Soros arrivata al capolinea e con i Sensi saldi al comando del vascello giallorosso, sembrerebbe poco possibile trovare nuovi imprenditori  o rispolverarne di vecchi – vedi Fisher – disposti ad investire nella società giallorossa. Anche se, con la Inner Circle Sports, nulla può essere dato per certo.
 
Benedetto Saccà

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