Foto Tedeschi

FERRETTI INTERVISTA INFORTUNIO ZANIOLO – Intervenuto in diretta ai microfoni di Teleradiostereo, il medico della Nazionale, il prof. Andrea Ferretti, ha rilasciato queste dichiarazioni sull’infortunio di Nicolò Zaniolo.

L’intervista al prof. Ferretti

Che sensazioni ha avuto lei?
“Come ho avuto modo di dire ieri sera, nonostante la valutazione della stabilità del ginocchio fosse un po’ resa difficile dal fatto che il ginocchio controlaterale era stato operato e quindi non fosse un punto di riferimento attendibile, la sensazione immediata è stata quella di una lesione legamentosa con perdita della stabilità articolare a carico del crociato anteriore. Era ovvio che poi bisognava aspettare gli esiti di ulteriori accertamenti che sono stati fatti stamani e che hanno confermato la diagnosi clinica immediata”.

L’illusione di vederlo camminare, come nell’uscita dal campo purtroppo è un elemento che purtroppo non conta e non da alcuna indicazione.
“Quando c’è una lesione del crociato anteriore senza un importante coinvolgimento delle altre strutture legamentose, il ginocchio nella deambulazione in linea retta rimane perfettamente stabile. Perde stabilità nelle sollecitazioni rotatorie. Per cui se non c’è un collegamento di altri legamenti allora il paziente, in questo caso l’atleta, era perfettamente in grado di camminare il linea retta. Non è un elemento diagnostico”.

Si può dare una spiegazione oppure è solo un fatto di casualità?
“Penso che sia casualità. Non c’è dubbio che oggi anche grazie alle migliorate capacità diagnostiche, la lesione del crociato si evidenzia subito. Quindi si può avere anche una falsa immagine di quelli che sono i numeri reali, però non credo a cose particolari come la sfortuna. magari poi nei prossimi 5 anni non ce ne sarà più nessuno, perché la statistica è impietosa, prima o poi ci si allinea. Gli atleti sono esseri umani a tutti gli effetti. Non ho elementi che ci siano delle causalità diverse dalla sfortuna e dagli eventi”.

Quanto capita che chi si infortuna al ginocchio poi si faccia male all’altro?
“La frequenza non è bassa, parliamo del 20-25% della lesione controlaterale. Stamani ho parlato con il ragazzo dopo che aveva fatto la risonanza e gli ho ricordato un precedente illustre, parliamo degli albori della chirurgia del ginocchio e mi riferisco a Carlo Ancelotti. Inizio anni 80, prima un crociato, poi dopo poco che era tornato in campo si è rifatto l’altro. Poi il giocatore è tornato ai massimi livelli, tornando in Nazionale e vincendo tutto quello che un giocatore può vincere”.

Come stava moralmente il ragazzo?
“Stamani si era un pochino ripreso, ieri sera era fortemente abbattuto. Oggi però l’ho sentito più risollevato. Bisogna essere più ottimisti, per la società e per la famiglia, sono cose che possono capitare purtroppo in questo sport”.

Tanti giocatori negli ultimi anni si sono infortunati da soli, è possibile che i legamenti e i tendini vengano sollecitati tanto nel momento in cui si crea una massa muscolare importante a questi giocatori?
“Normalmente la massa muscolare è un elemento di protezione del ginocchio quindi dovrebbe essere esattamente il contrario. L’articolazione è più sensibile al trauma quando non è sostenuta da una massa muscolare adeguata. Zaniolo dal punto di vista della struttura fisica è uno di quelli che dovrebbe essere più protetto. Questo non vale per Zaniolo, per un discorso puramente statistico, si pensa a una predisposizione che possa favorire questa possibilità per un ragazzo così giovane. Anche perché la medicina si fa sui grandi numeri, non su un singolo caso. La parola sfortuna almeno per il crociato di Zaniolo possa essere finita. Dobbiamo essere ottimisti per il giocatore”.

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