Foto Tedeschi

EDITORIALE – Dopo il pasticcio di Verona, il mancato passaggio di Edin Dzeko in bianconero, arriva il primo punto ufficiale dell’AS Roma (ricorso per la sconfitta a tavolino permettendo). Una doppietta per parte riportano regalano una gara gradevole e qualche sorriso, per lo più in casa giallorossa. Sul terreno di gioco pesante dell’Olimpico, a causa delle forti e prolungate piogge cadute nelle ultime ore sulla Capitale, le squadre di Fonseca e Pirlo in avvio danno vita a una partita molto tattica, con i 22 protagonisti particolarmente attenti fino al gol sblocca match di Veretout. I giallorossi rischiano pochissimo contro un attacco bianconero nel complesso poco pungente. La retroguardia di Fonseca è brava a disinnescare il neoacquisto Morata, non altrettanto efficace a bloccare Ronaldo, mister 450 gol nei cinque maggiori campionato europei. E così il Cristiano portoghese infila anche la sua personalissima doppietta. Finisce 2-2 con i padroni di casa due volte in vantaggio, grazie a Veretout a segno su rigore al 30′ e al 46′ del primo tempo, al quale risponde Ronaldo in gol al 43′ dal dischetto e al 69′. La Juventus ha giocato dal 17′ della ripresa in dieci uomini per l’espulsione di Rabiot per doppia ammonizione.

Roma a testa alta

Veretout e Ronaldo, un rigore a testa e una doppietta a testa. Ma mentre i gol del portoghese hanno di fatto salvato una brutta Juve e il suo allenatore dalla prima sconfitta stagionale, i sigilli del francese romanista sono figli di un’ottima prestazione della compagine di Fonseca. L’11 in campo ha dato segnali di crescita rispetto a Verona, ha giocato una gara a viso aperto mettendo da parte i mille e più problemi che stanno attanagliando squadra e club in questo inizio di stagione. Sempre cortissima, la compagine di Fonseca è stata brava a intasare gli spazi e sfruttare le ripartenze grazie a Dzeko e Mkhitaryan e al nuovo arrivato Pedro, alla sua prima presenza all’Olimpico.  Si è vista organizzazione e collaborazione tra i reparti. E se Mirante è ancora lì che aspetta di toccare un pallone,  Szczesny è stato probabilmente il migliore in campo tra i bianconeri.

Dzeko il più atteso

E’ stata una delle gare più delicate della sua carriera. In campo per la prima volta in questo campionato, aveva puntati su di sé i fari di chi si era rassegnato a una sua partenza e di chi pregustava già di vederlo con la maglia bianconera. La tensione sul suo volto innegabile. Con il passare dei minuti è entrato nel vivo del gioco. E’ lui a inventarsi il contropiede perfetto che innesca Mkhitaryan e lancia Veretout a beffare Szczesny per la seconda volta. Ma non è tranquillo, sbaglia un gol colossale davanti alla porta spalancata dell’ex portiere giallorosso. Un errore non da Dzeko. Passano pochi minuti e manca un’altra occasione, meno clamorosa della precedente ma ugualmente irritante da suscitare i primi mugugni dei mille fortunati presenti in tribuna. Due chance che peseranno come un macigno sul risultato finale, visto che poco dopo Ronaldo pareggerà i conti.

Lo sbarco dei mille

All’Olimpico si sono rivisti circa mille tifosi che, quantomeno, hanno restituito il sonoro e una parvenza di normalità. L’ultimo incontro in questo stadio con il pubblico sugli spalti, nel “mondo pre-Covid” risale al 23 febbraio scorso, in occasione di Roma-Lecce (4-0, reti di Under, Mkhitaryan, Dzeko, Kolarov). Presenti allo stadio, dopo la prima trasferta a Verona, anche i nuovi proprietari giallorossi, Dan e Ryan Friedkin, per il loro esordio ufficiale casalingo. Per vedere la Curva Sud popolata dovremmo aspettare ancora un bel po’, viste le ultime pronunce del CTS, il Comitato tecnico-scientifico, e l’andamento della pandemia. Nel frattempo si farà di necessità virtù con la Roma che ha rinunciato alla vendita dei tagliandi al botteghino e smistato i biglietti ai suoi partner commerciali e agli operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19. Sugli spalti anche Nicolò Zaniolo e compagna, e il commissario tecnico azzurro, Roberto Mancini.

GSpin

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità