VOTI STAGIONE ROMA – Il campionato ha abbassato la saracinesca una settimana fa. La Roma ha chiuso nel modo peggiore mancando la qualifcazione in Champinos League, dando l’addio a De Rossi, e con il gossip in salsa Suburra dell’articolo al veleno del quotidiano La Repubblica. Si salvano in pochi nella stagione orribile della Roma: bene il capocannoniere El Shaarawy e il portiere Mirante rispolverato dalla naftalina al posto dello sfiduciato Olsen. Molto male Karsdorp, Schick e Di Francesco, traghettatore romanista fino a marzo.

Spiniello-Tagliaboschi

DIFESA

ROBIN OLSEN 5. La sua avventura nella capitale parte con un compito arduo e che mette subito la strada in salita: sostituire Alisson, portiere titolare della nazionale brasiliana e affermatosi come tra i più forti del mondo nel suo ruolo. Il ‘gigante’ svedese dopo qualche certezza iniziale, prende fiducia e sfodera qualche buona prestazione, in alcune occasioni addirittura prodigioso contro Real Madrid e Juventus. Da dicembre in poi, però, il tracollo totale con alcune papere clamorose, come quelle contro Genoa e Frosinone. Ranieri prova a dargli ancora fiducia, ma contro il Napoli sbaglia ancora clamorosamente, spianando la strada alla vittoria partenopea. Chiude la sua avventura a Roma ad aprile, dunque, con il bilancio di 58 gol subiti in 35 partite.

ANTONIO MIRANTE 7. E’ arrivato in punta di piedi, pronto a fare il ‘secondo’ e portare tutta la sua esperienza data da 350 presenze in Serie A. Quando esce di scena Olsen, Mirante si prende la scena a suon di parate, tra il rigore parato a Sanabria ed i miracoli contro la Juventus che permettono alla Roma di coltivare fino alla fine una minima speranza di raggiungere il quarto posto. In campionato i numeri sono da top, tenendo 6 volte la porta inviolata su 11 partite. Qualche giorno fa ha esclamato: “Una piazza come Roma ti fa venire voglia di giocare qualche anno in più”, noi siamo sicuri che la capitale è pronta ad abbracciarlo fin quando vorrà.

RICK KARSDORP 4,5. Doveva essere l’anno della rinascita, è stata probabilmente la stagione delle sentenze negativa: 8 presenze da titolare, 14 totali per 761 minuti in campo. Troppo poco, per l’uomo che doveva risolvere definitivamente i problemi della Roma sulla fascia destra. Invece, quando è sceso in campo è spesso sembrato un corpo avulso alla squadra, confermando, oltre a quelli fisici, problemi tattici e di ambientamento. Disastroso con Spal, Atalanta e nell’ingresso in campo contro il Porto. Rimandato o bocciato definitivamente? Al prossimo allenatore la risposta.

JUAN JESUS 5,5. Si conferma un buon dodicesimo: elemento dal rendimento incerto, con pregi e difetti che dipendono dalla giornata. Ad inizio stagione soffre di più per una forma fisica approssimativa, migliora con il passare del tempo e l’arrivo di Claudio Ranieri. Manca ancora qualcosa, però, per arrivare alla sufficienza.

ALEKSANDAR KOLAROV 6. Un’annata da goleador più che da terzino. Bottino da 9 gol e 2 assist, numeri straordinari per il serbo che, però, troppo spesso ha dimenticato il suo compito primario: difendere. Soffre tantissimo nella prima parte di stagione, complice anche l’assenza di alternative di livello e costretto a fare gli straordinari che l’età (34 anni a novembre) probabilmente non consentono più. Da leader della squadra stona anche qualche polemica di troppo con i tifosi, dalle risposte stizzita a qualche critica legittima fino alla celebre frase: “I tifosi di calcio capiscono poco“. Uscite francamente evitabili.

ALESSANDRO FLORENZI 6. Dopo un’estate caratterizzata dalle polemiche legate al suo rinnovo di contratto, inizia la stagione con tante incertezze. La chiude con 38 presenze, 3 reti e 3 assist. In mezzo c’è il gol alla Juve e il battibecco con Cristiano Ronaldo che gli lo ha fatto risalire di qualche punto nella classifica dei tifosi romanisti che a lui dovranno aggrapparsi l’anno prossimo. La fascia di capitano ereditata da Daniele De Rossi pesa e sarà per lui un nuovo inizio.

IVAN MARCANO 5. Arrivato da leader nel Porto, nella capitale subisce ed accusa la trasformazione a semplice gregario. Solamente 13 presenze per un totale di 1056 minuti, in cui non riesce neanche a confermare la nomina di ‘difensore goleador’, segnando solamente un gol, contro la Virtus Entella in Coppa Italia. Le ultime prestazioni sono leggermente in salita, ma non basta. Inquietante un dato: su 12 volte in campo da titolare, la Roma perde 6 volte e pareggia 1. Amuleto al contrario?

DAVIDE SANTON 5. E’ famoso il detto: “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”. Santon ha iniziato bene la sua avventura nella Roma, ma si è fermato lì. Di lui si ricorda un derby d’andata strepitoso ed un’ottima prestazione contro il CSKA in Champions League. La sua stagione, da 21 presenze e 2 assist, si chiude con due mesi d’anticipo per un infortunio muscolare al bicipite femorale: l’integrità fisica e qualche disattenzione di troppo restano i suoi veri punti deboli.

FEDERICO FAZIO 5. Il ‘Comandante’ quest’anno ha contribuito fortemente ad affondare la nave. Fino all’arrivo di Ranieri, è probabilmente l’elemento maggiormente negativo della rosa: fino a marzo si stimavano addirittura 11 gol subiti per disattenzioni dell’argentino. Il record di reti fatte (5) ed un mese e mezzo a buoni livelli, non possono salvare un’annata assolutamente negativa.

KOSTAS MANOLAS 6,5. Non è stata di certo la sua miglior stagione: qualche errore di troppo, una prestazione penosa contro la Fiorentina in Coppa Italia e più di un segnale di insofferenza per una squadra che proprio non voleva girare. Quando è stato in campo, però, ha sempre rappresentato l’ultimo, e a volte l’unico, baluardo della difesa giallorossa a mollare. Un anno fa terminava la stagione da vero e proprio eroe dopo l’epica rimonta contro il Barcellona, oggi potrebbe salutare la capitale dopo 5 anni da miglior difensore della squadra ma senza trofei. Resterà l’amaro in bocca e la necessità, in caso di partenza, di trovare un difensore (quasi) completo per rimpiazzarlo.

CENTROCAMPO

BRYAN CRISTANTE 6. Il soldato Bryan arriva a Roma da trequartista, ma è costretto ben presto a riadattarsi, ricordando i primi tempi del Milan, da mediano. Il risultato? Tanta fatica ed un rendimento che ha stentato ad essere costante nel corso della stagione. Il bottino finale è di 4 gol e 3 assist, ma la speranza è di poter presto riscoprire il Cristante che aveva fatto impazzire mezza Serie A con la maglia dell’Atalanta: Ranieri lo ha definito uno ‘stantuffo’ – ha giocato 41 partite, sesto giocatore più utilizzato in rosa -, De Rossi lo ha portato ad esempio di professionismo necessario alla Roma. Manca, dunque, la consacrazione definitiva: la stagione 2019/20 lo attende al varco.


LORENZO PELLEGRINI 6. Doveva essere la stagione della consacrazione, ma così non è stato. Archivia 33 presenze in totale, e 4 gol tra cui uno importante nel derby vinto dalla Roma per 3-1 nel girone di andata. A condizionare la sua annata tra luci e ombre anche un infortunio noioso al bicipite femorale. Titolare 21 volte, sostituito 10 sotto, il classe ’96 la prossima alla ripresa del campionato avrà la responsabilità di portare i galloni di vice-capitano.

DANIELE DE ROSSI 7. La sua ultima stagione giallorossa merita un voto alto, ma non per rendere omaggio a una stella in declino. Ma perchè se lo merita. E’ stato uno dei migliore dei centrocampisti in rosa, 23 presenze, 2 gol e un assist, partecipando alla costriuzione di 3 reti. La condizione fisica ha caratterizzato l’intero campionato e anche la decisione della scietà di fare a meno di lui il prossimo anno. Prima una frattura al piede, poi un infortunio al ginocchio, la lesione muscolare al polpaccio e infine il bicipite femorale. Ma quando è stato in campo la sua presenza si è sentita e come. Se i mali fisici passano, le ferite dell’animo turberanno l’estate del centrocampista di Ostia, diventato in pochi giorni da vittima della scelta scellerata della Roma di non rinnovargli il contratto, a protagonista negativo del “romanzo” tratteggiato dall’articolo de La Repubblica.

ANTE CORIC N.G. Due sole presenze per il trequartista croato che non ha trovato spazio nè nella Roma di Eusebio Di Francesco, nè in quella di Claudio Ranieri.

NICOLO’ ZANIOLO 6,5. La sorpresa della stagione, il miglior giovane della Serie A 2018/19, dopo essere arrivato in estate nell’ambito dell’operazione Nainngolan, ha vissuto i suoi primi mesi giallorossi sulla montagne russe. Un crescendo di grandi prestazioni fino al rientro nella normalità di fine campionato. Arrivato in sordina, si è messo in luce con la Nazionale azzurra di Roberto Mancini prima ancora che con la Roma. Nel suo primo anno a grandi livello è stato impiegato ben 36 volte, in cui ha trovato 6 gol e 2 assist. I due allenatori lo hanno usato da traquartista, da centrale di centrocampo e da ala destra.

JAVIER PASTORE 5. Si presenta con un gol e due fantastici tacchi. Finisce polemizzando con Di Francesco che ha ormai lasciato la panchina della Roma. Scende in campo appena 17 volte in cui porta a casa 4 gol e 2 assist, ma la sua stagione è tutta qui. Alle prese con un infortunio al polpaccio che non gli dà tregua, colleziona un’infinità di panchine. Delusione.

STEVEN NZONZI 5,5. Si sa, Roma può essere croce e delizia e ci vuole veramente poco da arrivare con la fama del campione del Mondo, il soprannome ‘El Pulpo’ e tra i complimenti di Monchi ‘tiene mucho futbol’ a finire con il soprannome di Nzombie. Finale di stagione in crescendo che non giustifica l’investimento sul suo cartellino e l’ingaggio: per circa 6 mesi è poco più che uno spettatore in campo, tra un passo estremamente compassato e giocate tassativamente in orizzontale. Il suo futuro nella capitale è tutto da valutare tra la voglia di riscatto e quella di voltare pagina. Chiude l’annata con 39 presenze (3275 minuti), 1 gol e due assist.

ATTACCO

EDIN DZEKO 5,5. E’ stata la stagione del canto del cigno, almeno in giallorosso, visto che il prossimo anno lo vedremo in nerazzurro nella nuova Inter di Antonio Conte. Dopo il peggior avvio in campionato con la maglia della Roma in cui ha realizzato solo 2 gol fino alla 20esima giornata, nel corso della stagione ha trovato solo altre 5 volte la via della rete. Tutt’altro trend in Champions League dove ha messo a segno 5 reti in 6 partite. Chiude dunque con 14 gol e ben 11 assist in 40 presenze.

PATRIK SCHICK 4,5. La delusione più cocente di un’annata tutta da dimenticare. Nella stagione in cui ci sarebbe più bisogno di lui con Dzeko che marca bene ma non benissimo, fallisce il mandato senza se e senza ma. I numeri parlano male di lui: nella prima stagione aveva trovato poco spazio, in questa ha visto il campo 32 volte tra Serie A, Champions e Coppa Italia, ma ha visto la porta solo 5 volte. Se ha partecipato al gioco di più, confezionando 3 assist, i potenziali gol di un attaccante come lui sono mancti come l’aria. Sia Di Francesco che Ranieri ci hanno provato, hanno creduto in lui, ma senza risultati.

CENGIZ UNDER 6. Un gol e una presenza in più del collega di reparto Schick, 6 sigilli in 33 gare, ma ha dovuto vedersela con problemi muscolari che lo hanno visto lontano dai campi da gennaio a marzo. Una stagione sfortunata per il turco che quando ha risposto presente si è rivelato importante sotto porta e anche in fase di rifinitura con ben 8 assist.

JUSTIN KLUIVERT 6. Acerbo ed egoista come solo un under 20 può essere, ma non tutti (vedi Zaniolo), l’olandese figlio d’arte promette ma non mantiene. Quando sembra che possa spiccare il volo, si perde nei suoi giri a vuoto. Eppure trova 8 assist e due gol nella Roma di Di Francesco e poi in quella di Ranieri, in totale sono 35 le gare giocate. Promosso con riserva.

PEROTTI 5,5. La sua tecnica, la sua utilità in fase difesiva e i suoi gol sono mancati sono mancati molto a Di Francesco. L’argentino è riuscito a scendere in campo solo 15 volte in questa stagione, 811 minuti in cui ha inciso comunque con 5 reti e un assist. A condizionarne la forma fisica sono stati nell’ordine un infortunio al bicipite femorale e un problema al polpaccio. Il suo futuro ora potrebbe essere lontano da Roma con un probabile ritorno in patria.

STEPHAN EL SHAARAWY 7. Non fosse stato per lui chissà dove sarebbe in classifica la Roma. E’ stata la sua miglior stagione e le sirene di mercato di questi giorni lo certificano. Trentatre presenze, 11 gol e 7 assist per il capocannoniere giallorosso che è riuscito finalmente a trovare quella continuità di rendimento che nelle stagioni romaniste prima dell’ulrima era stata il suo tallone d’Achille.

EUSEBIO DI FRANCESCO 4,5. La sua avventura si è fermata il 7 marzo dopo l’eliminazione dalla Champions con il Porto. Ma sarebbe stato meglio si fosse interrotta prima, almeno dopo la figuraccia di Firenze dove si sono presi 7 gol da una squadra che poi ha rischiato di retrocedere. Tanti errori, di gestione e di comunicazione.

CLAUDIO RANIERI 6. Il suo essere romanisti fino al midollo è il messaggio e il sentimento che ha lasciato a una piazza delusa, stanca e alla fine spogliata anche del suo ultimo totem, De Rossi. L’obiettivo era uno, un piazzamento in Champions e non lo ha raggiunto. Rimane il rammarico ma anche la stima per un’eleganza e una semplicità che non sempre appartiene al mondo del calcio.

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12 Commenti

  1. Monchi- Pallotta- Baldini: 0(zero) Hanno completamente smantellato una squadra che un anno prima e’ arrivata quasi a giocarsi una finale di champions..complimenti

  2. OLSEN, darei mezzo punto in più sia perché ha parato, sia perché al suo primo anno in serie A si è accollato l’intera stagione con una difesa allo sbando.

    Mezzo punto in più a ZANIOLO perché ha fatto vedere cose oggettivamente incredibili.
    Mezzo punto in più a CRISTANTE che si è accollato quasi l’intera stagione in un ruolo non suo.
    Mezzo punto in più ELSHA perché è sempre stato sul pezzo e ha superato finalmente la doppia cifra.

    La stagione di DZEKO è da 4,5. Lo dicono sia i numeri che l’indisponenza.

    • Olsen per me e da tre in classifica. Stiamo parlando di uno livello di Zotti o Goicoichea. Se EDF aveva il coraggio di buttarla in panchina qualche mese prima saremo in Champions. Stagione disastrosa la sua. Ma la colpa e di chi l’ha portato e chi lo fece giocare.

  3. Voti mezzo punto sopra la media
    De rossi e elsha su tutti
    Zaniolo bene ma ha creato nn pochi problemi nello spogliatoio e spesso egoista
    Florenzi sopravvalutato assolutamente nn è da fascia basti pensare al tiri e molla sul contratto…….e comunque giocatore men che sufficiente
    Nzonzi shick olsen nn ho parole
    La Roma ripartirà dall’anno zero spero si faccia una buona pulizia e si programmi per bene nel medio periodo……per il resto nn capisco i tifosi che hanno contestato dzeko sebbene una testa di ca**o (vedi discorso zaniolo) ma giocatore simbolo e soprattutto accogliere florenzi erede di Totti e ddr……uno che x mesi fa le bizze per avere un aumento (ed è stato una merda come giocatore quest’anno) nn merita il rispetto di nessuno
    La Roma va rifondata……

  4. Condivido il giudizio della Redazione .. forse un po’ risicato il voto a Kolarov .. avete ragione a dire che spesso si e’ dimenticato di difendere ma comunque 9 gol , per un terzino, sono tanta roba .. e questo significa che tutto sommato le partite le vediamo con gli stessi occhi .. a stato d’ animo voi come state durante il match ? io e mio figlio in grave sofferenza e in trance e con la paura che capiti qualcosa di storto .. tipo .. papera di Olsen, distrazione di Fazio, rigore causato da Jesus, qualche palo o traversa nostro .. e capita sempre ..

  5. Il voto a “barbetta”?? è il più «azzeccato».È da tanti anni infatti che con lui in campo la squadra gioca in dieci, cartellini rossi compresi, questi sì un vero primato. E visto i vantaggi(?) di stà romanità…

  6. Francamente non vedo come Fazio (5) possa essere messo sullo stesso piano degli inesistenti e inadeguati Marcano, Santon, Juan Jesus (4). Cristante, e Pelllegrini (5) male, enorme delusione, centrocampo prevedibile e senza alcuna personalità, inventiva, estro. Al limite Nzonzi leggermente meglio (5+). El Shaarawy al massimo 6, totalmente discontinuo nella partita e nella stagione. Pastore 3, Perotti 4, Dzeko un disastro, zero per impegno 4 per risultati, Schick 4, Kluivert e Under 4,5 massimo, Florenzi 4, stagione pietosa dopo il contratto. Di Francesco 3 gioco inesistente, squadra noiosissima, gol presi a palate partite mal preparate con la ciliegina del 7-0 (roba da licenziamento in tronco e denuncia per danni). Pallotta 4, acquisti (non vendite) tutti sbagliati (ma NO a nuovi presidenti peggiori), radio romane 0 (zero), ça va sans dire.

  7. Con l’eccezione di Kolarov e di Zaniolo (che però è arrivato qui per caso) tutti gli uomini acquistati da Monchi si sono rivelati non all’altezza, a cominciare da Schick, Pastore e Nzonzi. Un fallimento colossale, se paragonato ai tanti talenti portati dal bistrattato Walter Sabatini. Il quale avrà anche commesso errori marchiani (Iturbe, Destro, Dodo su tutti) ma ha avuto il merito indiscusso di lavorare giorno e notte e per portare a prezzi ribassati giocatori che poi si sono rivelati decisivi o sono stati rivenduti a prezzi molto superiori (per es. Marquinhos o Alisson). Ora vedremo cosa saprà fare Petrachi (se arriverà). Se qualche matto offrisse almeno 20 milioni per Under e/o Kluivert sarebbe da spedirli subito, impacchettati e infiocchettati.
    Per quanto riguarda Di Francesco, a me quest’anno non è piaciuto, ma gli hanno acquistato sistematicamente giocatori dalle caratteristiche opposte a quelle che chiedeva lui……

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