FIORENTINA-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Gennaio, aria di calciomercato, quello di riparazione, delle sorprese in extremis e dell’eventuale – nonché sperato – sprint finale per le proprie ambizioni. È il caso della Roma, forse stanca, di certo non al top della condizione, reduce da vittorie risicate, primi tempi non giocati, pareggi stretti e prestazioni ambigue. È il caso della Fiorentina, sempre sull’orlo dell’exploit ma mai esplosa, complice la strage di infortuni che ha ormai caratterizzato la rosa dell’aeroplanino Montella. Et voilà, il gioco è fatto: Mario Gomez e Mattia Destro, capri espiatori o vittime sacrificali del grande tavolo delle trattative, in gioco come fossero dadi utili a decretare il grande colpo.

L’EROE DI MONACO, OGGI IN CERCA DI RISCATTO A FIRENZE – 75 gol in 115 presenze con il Bayern Monaco. Così Mario, dopo aver vinto la Champions League 2012/13 (anche se non da protagonista assoluto) si presenta alla corte dei Della Valle. Il curriculum – di tutto rispetto – non viene da subito confermato: due gravi infortuni ne condizionano il rendimento stagionale (15 presenze, 4 reti), spingendolo a dover puntare tutto sulla sua seconda vita in viola. L’inizio non è dei migliori: come l’anno precedente è costretto a fermarsi già da settembre, tornando in campo però giù due mesi dopo, trovando anche una doppietta contro l’Atalanta in Coppa Italia. Se alcune voci lo vorrebbero lontano dai progetti di Montella, l’ambiente tende a smentire. Di certo, contro la Roma dovrà far sentire tutto il suo peso. Da trascinatore internazionale qual è, o qual è stato.

L’AMARO DESTINO DI MATTIA, TRA GOL E POLEMICHE – Con il gol al Palermo (quello del definitivo 1-1), il destino di Mattia e del gol si sono ritrovati, ancora una volta, nel segno della Roma e delle polemiche. Perché all’ex attaccante del Siena, da tre anni ormai, non basta segnare per convincere. Tra i peggiori in campo contro l’Empoli figura lui, forse demotivato, sicuramente superficiale in un paio di occasioni. Roma non lo ama, Garcia gli preferisce Totti nei big match e lui – sbruffando di tanto in tanto – se chiamato in causa risponde segnando. Se questo è il compito di un bomber, al numero 22 non si può rinfacciare davvero nulla. Eppure per lui, Firenze è l’ennesimo stadio di un esame senza fine. Da vincere per mille motivi.

Riccardo Cotumaccio
Twitter: _Cotu

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