La MOVIOLA a cura di Romanews.eu – Passano appena 45 secondi e Bertolacci ci mette poco per entrare in partita: l’ex giallorosso interviene in maniera piuttosto dura su Cholevas che si era allungato il pallone. Fallo in scivolata che meritava il giallo, ma Banti decide di graziare la foga del rossoblu visto lo zero alla voce minuti di gara trascorsi. All’8il fischietto di Livorno prende da parte Rincon e Nainggolan che bisticciano a palla lontana: bene così, meglio stroncare da subito qualsiasi malumore. Al 15 timide proteste genoane per un contatto tra Astori e Sturaro in area romanista: il centrocampista rossoblu tocca per primo il pallone e viene effettivamente toccato dal difensore che lo atterra. Il contrasto c’è ma non è tale da decretare il penalty. Il primo cartellino giallo è per la Roma, con Astori che tocca furbescamente Iago ma a Banti non sfugge e l’ammonizione ci sta. Sanzione pesante perché l’ex Cagliari era diffidato e salterà quindi la sfida di sabato prossimo contro il Milan. Al 28l’ammonizione arriva anche per l’altro centrale giallorosso, Yanga-Mbiwa, che prova l’anticipo su Matri ma non trova il pallone. Questa volta il cartellino forse è un po’ eccessivo. Al 29possibile svolta del match: azione in ripartenza fantastica iniziata magistralmente da Florenzi e completata da Nainggolan (in posizione regolare) che al momento del tiro viene abbattuto dall’intervento disperato di Perin. Per Banti è calcio di rigore ed espulsione per il portiere rossoblu. Niente da dire sul penalty, quella del rosso all’estremo difensore per chiara occasione da rete rimane una regola probabilmente obsoleta e oscura. Nainggolan avrebbe potuto calciare in porta una volta saltato Perin, ma c’era De Maio che stava recuperando e un altro difensore posizionato sulla linea. In termini pratici insomma il rosso è probabilmente esagerato anche se è una sanzione che si tende sempre a utilizzare, ma rimane comunque una regola sulla quale si discute da tempo in giro per il mondo ma che mai viene chiarita o riadattata. Sta di fatto che Gasperini sacrifica Iago per far entrare Lamanna: Ljajic va dal dischetto e il neoentrato respinge con un ottimo intervento. Rete solo rimandata perché al 40′ Nainggolan si inventa una girata fantastica dal limite dell’area che acquista un effetto particolare rendendosi imparabile per Lamanna. Il Genoa però ha da recriminare su questa azione perché nata da una simulazione di Ljajic al limite dell’area, che ha portato all’assist vincente di Maicon. I rossoblu avevano dunque le loro ragioni nel chiedere il calcio di punizione con relativo giallo per il serbo. La prima frazione di gara si chiude col vantaggio romanista dopo un minuto di recupero. Nel secondo tempo, Gasperini non può riprendere il suo posto in panchina perché viene espulso a causa delle proteste legate proprio al gol e al rosso a Perin. La partita scorre abbastanza liscia, Banti non è chiamato a grandi interventi con qualche offside ben visto invece dai guardalinee. Alla mezz’ora ci prova Pinilla a mettere il tarlo del rigore in Banti, ma senza riuscirci: il contatto con Florenzi, se c’è, è minimo. Protesta il cileno e alla fine viene ammonito per questo motivo ma in un’altra azione qualche minuto più tardi. Banti cerca di gestire la partita e tenerla in pugno e l’ammonizione arriva al 38′ anche per Perotti a causa di un fallo di mano abbastanza netto. Al minuto 46, nel primo dei tre di recupero, cartellino giallo (meritato) estratto anche agli indirizzi di Pjanic per un fallo in scivolata e  in ritardo. In quella che praticamente è l’ultima azione disponibile per il Genoa arriva il gol rossoblu del pareggio, ma secondo l’assistente di Banti Rincon al momento del colpo di testa decisivo era in posizione di fuorigioco. Il replay chiarisce del tutto con il numero 88 genoano che era effettivamente avanti la linea dell’ultimo difensore della Roma. Da notare anche che il corner dal quale è nato il gol annullato non era da assegnare. Match non semplicissimo per Banti, che lo tiene comunque ben in pugno, anche se alcune decisioni risultano controverse. Partendo dall‘espulsione di Perin: su questo tipo di azioni si potrebbe discutere all’infinito, la colpa non è neanche da attribuirsi troppo al fischietto toscano ma forse è proprio dalla classe arbitrale che deve partire questo tipo di rinnovamento. Si tratta sempre dell’interpretazione  del direttore di gara, che se avesse invece estratto il cartellino giallo non avrebbe scatenato comunque alcuna polemica. Il gol giallorosso è viziato poi da una simulazione di Ljajic: se per Banti sul serbo non c’è fallo allora deve sanzionare il tuffo, ma è anche vero che probabilmente il direttore di gara ha giudicato il gesto dell’ex viola come una semplice caduta. Molto bene invece sul gol annullato giustamente negli ultimi secondi al Genoa, comunque originato da un calcio d’angolo che non c’era. Alla luce di tutto ciò, a Banti e ai suoi assistenti va un 5,5 per la buona gestione ma che sia più che altro d‘incoraggiamento per cominciare davvero a cambiare le cose.

Francesco Iucca
TWITTER: @francescoiucca

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