DI FRANCESCO CON LE FORBICI – “Non chiamatemi zemaniano, io sono Difranceschiano”, oppure “Non dobbiamo concentrarci sulla difesa come reparto, ma come un blocco squadra. Questo è il pregio delle grandi squadre”. Parole, frasi o meglio linee guida di un progetto tecnico, quello di Eusebio Di Francesco, troppe volte descritto e dipinto come un’ode al calcio offensivo, senza troppa  voglia di curarsi a ciò che si concede in fase difensiva. Nulla di più sbagliato e lo si poteva intuire già da quando l’attuale tecnico giallorosso, incantava l’Italia con una squadra provinciale che di lì a poco sarebbe arrivata in Europa League: il Sassuolo. Nell’anno in cui i neroverdi si classificarono come sesti infatti, l’allenatore abruzzese costruì le sue fortune proprio sul pacchetto difensivo, risultando la quarta miglior difesa in campionato. All’ottava giornata disputata in questa Serie A invece, la Roma può vantare il miglior reparto difensivo insieme a Napoli ed Inter, con soli cinque gol subiti ed il terzo migliore dei 4 maggiori campionati europei (insieme alle due italiane e l’Atletico Madrid), nonostante un sistema di gioco ancora da oliare ed i continui infortuni che non consentono l’individuazione di un pacchetto arretrato ‘titolare’.

QUI NON SI PASSA – I giallorossi quest’anno, stanno dimostrando una solidità difensiva con pochi precedenti. Sicuramente il ruolino di marcia dell’annata in corso, è migliore di quello della Roma targata Luciano Spalletti. A questo punto del campionato infatti, la squadra del tecnico toscano aveva incassato già ben 10 gol, tenendo la porta inviolata solamente due volte, contro i cinque subiti quest’anno e gli altrettanti ‘clean sheet’ che Alisson e compagni hanno collezionato fin qui. Non è solo questione di reti concesse agli avversari, la rosa capitolina guidata da Di Francesco, rende più difficile agli avversari la strada per arrivare a concludere verso la porta: nelle prime 8 giornate dello scorso anno infatti, la Roma aveva subito 116 tiri totali di cui 39 nello specchio. Tutta un’altra musica in questa stagione, con numeri più bassi per entrambe le voci citate: 106 conclusioni in tutto e 33 verso la porta. Più difficile poi entrare nel cuore dell’area giallorossa: 49 le conclusioni subite da meno dei 16 metri, contro le 60 della squadra allenata dal tecnico toscano. In Europa, la tendenza non cambia: nelle prime tre partite di Champions League disputate quest’anno dalla Roma, sono stati subiti 4 gol, mantenendo la porta di Alisson inviolata contro l’Atletico Madrid; nella passata stagione invece, nelle prime tre uscite europee, rispettivamente due nei preliminari di Champions ed una in Europa League, i giallorossi erano stati trafitti per ben cinque volte da avversari come il Porto ed il Viktoria Plzen. Funziona molto bene anche la trappola del fuorigioco, marchio di fabbrica dell’allenatore abruzzese: i giallorossi, infatti, su 8 partite, hanno messo in fuorigioco i giocatori avversari 33 volte, al contrario delle sole 17 della passata annata. Segno distintivo di un sistema, che come chiede il mister, non difende solamente con i quattro giocatori di difesa, ma come un blocco unico che si muove con precisione e sintonia. Altra statistica importante: i giallorossi, sono l’unica squadra in Europa a non aver subito gol in nessuna delle quattro trasferte disputate finora. E’ vero, con i record non si ottengono trofei, ma sono senza dubbio punti di partenza importante per continuare ad affrontare la stagione.

GRINTA ED AGGRESSIVITA’ – La Roma di quest’anno è una squadra che si sacrifica, lotta e suda su ogni pallone. Sono infatti 16,3 i tackles vinti a partita dei ragazzi di Di Francesco, contro la media di 13,1 della scorsa stagione. In proiezione, mantenendo questa media per tutto il campionato, sarebbero più di 600 i contrasti a favore dei giallorossi, molti di più dei 498 dell’annata 2016/2017. Aggressivi, decisi, ma la maggior parte delle volte con interventi puliti senza commettere fallo: infatti, in queste prime otto di Serie A, ha finora commesso 88 falli, una media di 10,8 a partita, con solo 8 ammonizioni ricevute. Diverso l’andamento nel recente passato, con una media di 12,65 a partita e ben 12 ammonizioni nelle prime uscite stagionali. E’ solo l’inizio ed esaltarsi troppo non fa mai bene, ma Di Francesco ha iniziato a costruire un castello difficile da attaccare e colpire, svezzando e blindando il reparto difensivo, cercando di ottenere e rendere proprio quel ‘pregio di una squadra che vuole vincere’. Parola di Eusebio.

Alessandro Tagliaboschi

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità