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EDITORIALE – La Roma si distrae per dieci minuti e perde la partita. La sfortuna non si distrae e si abbatte su Nicolò Zaniolo. Rottura del crociato, stagione finita e campionato Europeo a forte rischio. Inizia nel peggiore dei modi il 2020 del talento giallorosso che si ferma sul più bello di Roma-Juventus, alla fine di una fuga solitaria carica di personalità e qualità. Il grave infortunio di Zaniolo va a unirsi alla folta schiera di ko che hanno interessato la Roma negli ultimi anni. C’è chi già addita il terreno dell’olimpico quale colpevole dell’incidente, visto che si è giocato a sole 24 ore di distanza da Lazio-Napoli. C’è chi è sempre colpa di Pallotta.

NICOLO’ COME FRANCESCO – Intanto Nicolò che domani finirà sotto le sapienti mani del professor Mariani a Villa Stuart proverà a bruciare le tappe e tornare “più forte di prima”, come lui stesso ha scritto su Instagram allegando al suo post una foto in cui lo si vede lasciare in barella il campo dell’Olimpico, con le mani tra i capelli e vicino a lui Cristiano Ronaldo che lo incoraggia con una carezza. La carezza del campione a un possibile futuro campione che ora ha l’occasione per replicare quanto fece Francesco Totti nel 2006 dopo l’infortunio del 19 febbraio a pochi mesi dal Mondiale in Germania.

FONSECA E L’ALTA TENSIONE – Un 2020 che la classifica immobile della Roma non è neppure cominciato. Due sconfitte in casa propria con le due squadre di Torino. I fasti di Firenze sembrano così lontanissimi nel tempo. La sosta ha deconcentrato e demotivato il gruppo, l’allenatore non è stato in grado di tenere alta la tensione. Paulo Fonseca ha anche sopravvalutato la Juventus del nuovo decennio: la squadra di Sarri non è più la corazzata imbattibile delle passate stagioni. Quella Juve non si sarebbe mai accomodata in poltrona dopo il tremendo uno-due. Nel pre-partita il direttore sportivo Gianluca Petrachi della Roma ha fatto sapere al mondo che l’obiettivo del mercato di gennaio è un giovane di belle speranze. Se fossimo in Fonseca, in queste ore, ci affretteremmo a chiedere al nostro ds un giocatore di belle esperienze, già pronto a gestire le pause, e interpretare la tenuta degli avversari in campo.

Giulia Spiniello

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