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EDITORIALE – Finisce a reti inviolate al Meazza contro l’Inter capolista. Poche emozioni ma tanta intensità nell’anticipo della 14esima giornata di Serie A. La Roma è l’unica squadra a non aver fatto segnare i nerazzurri in questa stagione dopo 19 partite consecutive sempre a segno. Una grande prova della difesa, da Mirante chiamato a giocare solo nel pomeriggio dopo l’inatteso infortunio di Pau Lopez, a Spinazzola subentrato a Santon, andato ko dopo un quarto d’ora. Una Roma coraggiosa, che rimane se stessa anche nel tempio del calcio milanese, con personalità e consapevolezza. Soffre da squadra, e per questo rende orgogliosi i suoi tifosi, vive delle certezze trasmesse dal proprio allenatore.

MIRANTE, A VOLTE RITORNANO – Una Roma che non si è snaturata, nonostante le tante assenze, quella di Dzeko ha pesato più di tutte. Il tecnico portoghese è stato costretto a schierare un attacco light, con Zaniolo falso nove alla Totti e Mkhitaryan-Perotti-Pellegrini nelle vesti di incursori.  Senza il bosniaco si è punto poco dalla parti di Handanovic, ma gli uomini di Fonseca hanno saputo tenere il controllo del match al cospetto della corazzata interista che ha nello scudetto l’obiettivo di stagione. Un Mirante super ha chiuso lo specchio togliendosi anche un sassolino dalla scarpe nei confronti di Conte che, nelle vesti di commissario tecnico azzurro, non lo convocò per gli Europei del 2016.

FONSECA FRENA CONTE – Il tecnico leccese è stato il sogno dell’estate giallorossa, contattato da Francesco Totti, per offrirgli la panchina del club di Pallotta. Le rose non sono fiorite con Antonio Conte. Ad accomadarsi su quella panchina è arrivato, tra le smorfie e i dubbi di molti Paulo Fonseca. L’ignoto contro il super noto ex ct della nazionale italiana. Per il portoghese un pizzico di soddisfazione personale deve averlo suscitato questo pari a porti inviolate in casa dei nerazzurri lanciatissimi a tenersi la testa della classifica.

SA DI VITTORIA – Sarà troppo ottimistico vedere il bicchiere mezzo pieno in questo pareggio esterno, un punticino che ha il sapore della vittoria. Ma non era affatto scontato affrontare l’Inter senza esserne intimoriti. Giocare a San Siro non è facile per nessuno, nemmeno per gli stessi nerazzurri, alcuni anche colpiti dai fischi dei propri tifosi sugli spalti. La Roma ha invece confermato il buon trend che non la vede perdere alla Scala del calcio dal 2015. Next stop il Wolfsberg in Europa Leauge. Sotto a chi tocca!

Giulia Spiniello

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1 commento

  1. Perché mai saprebbe di vittoria questo punto? Certo il basso livello tecnico della squadra non giustifica grandi ambizioni, ma io rimpiango la Roma che una volta creava occasioni per vincere ovunque giocasse…

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