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ROMA ISTANBUL CONFERENZA FONSECA – Giovedì alle 21:00 la Roma farà il suo esordio nel gruppo J dell’Europa League. I giallorossi affronteranno all’Olimpico l’Istanbul Basaksehir ma prima, alle 13:30 il capitano Alessandro Florenzi risponde alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, insieme al tecnico Fonseca.

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Da Trigoria
Alessandro Tagliaboschi

TRASCRITTA LETTERALMENTE RIASCOLTANDO L’AUDIO DELLA CONFERENZA

Paonessa, Roma Tv : quanto è importante aver iniziato la stagione con tutte queste partite in casa?
“Sicuramente giocare in casa ha un altro sapore, ma noi abbiamo un obiettivo comune che è quello di essere noi stessi in casa e fuori. Giocare il nostro calcio qualsiasi sia l’avversario e lo stadio in cui giochiamo. E’ ovvio che in casa ci sentiamo più a nostro agio, ma è questo l’obiettivo comune di quest’anno”.

Moio, Il Romanista: tu e Pellegrini ora rappresentate l’anima romana della squadra. Sentite la responsabilità?
“Sì sentiamo la responsabilità, penso di parlare per entrambi: abbiamo un grande senso di appartenenza verso questa società e siamo fieri di vestire questa maglia così importante. La responsabilità ci sta e ce la prendiamo a tutti gli effetti e speriamo di fare bene e cercare di far capire anche ai nostri compagni che cos’è Roma e la Roma”.

Pugliese, Gasport: i terzini non spingono entrambi nello stesso momento. Così ti senti più tranquillo?
“Ci saranno partite in cui se il mister lo riterrà opportuno si alzeranno entrambi i terzini, ogni partita viene analizzata nei minimi dettagli. Contro il Sassuolo il mister ha ritenuto opportuno salire solo con Alex, con io che ero più impegnato a restare dietro e dedicato all’impostazione da dietro. E’ quello che avevamo provato e che per larga parte della partita si è visto. Domenica potevamo giocare con qualsiasi sistema di gioco: ho visto una squadra vera, umile, pronta a battagliare per il compagno, pronta ad aiutare il compagno, ma non a parole, con i fatti. Mi viene in mente la corsa che fa Justin e fa fallo su Berardi. Mi vengono in mente molte cose e se abbiamo questo piglio in tutte le partite ci sarà da divertirsi. Non dobbiamo fare un errore: quello che qui a Roma è stato fatto, quello di appagarsi. Il più grande errore che possiamo fare e che io da capitano sento di dover evitare per tutta la squadra. E’ uno dei miei obiettivi che ho nella mia testa. Poi è ovvio giocando bene e con gli accorgimenti che ci dà il mister se viene tutto più facile siamo tutti felici”.

Pinci, Repubblica: come mai secondo lei in questi anni spesso la Roma è mancata dal punto di vista del ‘mutuo soccorso’, come diceva Sabatini? E una squadra che cade nell’appagamento?
“Ci sono passato e l’ho vissuto molte volte. Dipende tutto dalla mentalità: te la può dare i giocatori, l’allenatore, la società stessa. Tante volte siamo mancati sotto questo punto di vista ed anche io con il passare degli anni potevo fare di più perché questo non succedesse. Ma questo è il passato, ora pensiamo al presente e cerchiamo di fare delle cose che secondo me sono giuste, lineari, niente di straordinario: solamente una corsa in più per il compagno. Cose che in queste prima partite ho visto”.

D’Ubaldo, Corsport: quando tornerà Zappacosta ti senti pronto a fare l’esterno d’attacco? Ti piace? Oppure ormai hai preso coscienza che il terzino è il tuo ruolo?
“Attenzione che non si fa male Pau Lopez sennò potrei ricoprire anche quel ruolo. Sono focalizzato sulla Roma, quello che serve per la Roma e servirà darò il 100% e darò il mio contributo per la squadra in quel ruolo: che sia avanti, dietro, destra e sinistra, non fa la differenza”.

Biafora, Il Tempo: volevo capire il punto di vista della squadra sugli infortuni. Vuoi mandare un messaggio a Bouah?
“Non penso che solo la Roma ha avuto infortuni, vero? Ci siamo su questo, siamo tutti allineati. Ci sono tanti fattori, ti dico quello che pensa Alessandro e quello che già sa la società su quello che ha chiesto a me, possono essere le tante partite, lo stress, le sollecitazioni dei campi, come avete visto hanno preso dei provvedimenti hanno speso tanti soldi per fare il campo perché anche la società pensava che il campo potesse influire sugli infortuni che l’anno scorso sono stati evidentemente troppi e quindi da qualche parte si è sbagliato. Cerchiamo di ridurre al minimo questa mora degli infortuni, ma non c’è un solo indizio. Detto questo se non mi facevi la domanda era una cosa che volevo dire alla fine: ho sentito anche Marco Tumminello che stava qui in Primavera, ma ovviamente quella di Devid ce l’ho più a cuore. Fa il mio ruolo e perché ho vissuto tutto questo: io l’ho saputo durante la risonanza. Mi ci sono sentito la sera e i giorni a seguire, deve essere forte: è facile dirlo a parole i primi giorni, ma facile non lo è. Gli ho detto di stare tranquillo di vivere questa cosa come un grande piccolo ostacolo e che alla fine della salita, il panorama sarà ancora più bello. Ce l’ho fatta io con questo fisico, figuriamoci lui. Un grande in bocca al lupo”.

De Angelis, Rete Sport: che cosa può dare di diverso rispetto a Totti e De Rossi?
“Hai detto bene una cosa: prima avevo degli esempi davanti a me, sono stati dei grandissimi esempi. Se dovevo sceglierne due ti dicevo Francesco e Daniele, è la cosa che mi porto dietro di loro: mettere la Rom al primo posto. Voglio darlo in campo il mio esempio, devono vedermi come un esempio prima di tutto di lealtà, umiltà in campo. Ma umiltà non vuol dire: “Bravo, bravo, tutto a posto”. L’ulmiltà giusta per entrare in campo e dire: “Mi ritengo più forte di te, però, se non sono determinato, cattivo, se non corro quanto te sono sicuro che la partita a casa la porti tu e non io”. Quello di non mollare mai, neanche dopo un 4-0 e al 90′ stiamo, speriamo che non succeda, non simmolla finché non fischia l’arbitro perché non c’è cosa più bella che uscire dal campo con la testa alta e essere orgoglioso di quello che hai fatto in campo. Ho perso, vinto o pareggiato ma esco dal campo e dico: “Io ho dato il massimo”. E se hai dato tutto in campo tutti lo percepiscono. Il mister se vede la gente che lotta e suda per 90 minuti può perdere la partita e non la battaglia. Io non voglio vincere la partita, ma la guerra ed è questo che spero di dare ai giovani che verranno ad indossare questa grande maglia”.

Di Carlo, TRS: Petrachi ha detto: “Quando sono arrivato ho trovato disgregazione”. Cosa non ha funzionato tra di voi lo scorso anno? Quanto è cambiata la Roma all’interno quest’anno?
“Si respira un’aria diversa, quello che ha detto Lorenzo è giusto, anche se stiamo lavorando anche per farci levare un pranzo dal mister almeno una volta pranziamo con i famigliari… A parte gli scherzi. Stiamo bene insieme e stiamo creando un gruppo dove tutti sono importanti e danno un contributo per vincere una partita. Non voglio più parlare dello scorso anno ma del presente e quello che possiamo fare questa stagione dove possiamo toglierci soddisfazioni. Ma tutto passa dal lavoro, pensare partita dopo partita senza fare grandi proclami per il futuro”.

FLORENZI A SKY SPORT

“L’Europa League rappresenta una competizione importante, non come la Champions League, ma la onoreremo già da domani. Nella Roma mi convince l’unione di intenti che stiamo mettendo in campo, senza pensare a chi fa gol o assist. Il bene della Roma è al centro di tutto il nostro lavoro. Stiamo cercando di migliorare la fase difensiva, che non vuol dire solo subire meno gol, ma anche fare meglio il pressing che ci chiede il mister. Sappiamo fare una buona fase offensiva, ma senza una buona difesa non serve a nulla. Dobbiamo prendere degli accorgimenti, c’è tanto lavoro da fare in settimana e il mister sta lavorando su questo”.

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9 Commenti

  1. ma appagarsi di cosa? ma non lo devi neanche pensare….ed è umiliante sentirlo dire. Appagato di cosa? di non aver vinto niente in dieci anni e di aver vinto 4-2 contro il sassuolo??? Il problema è questo che uno, ad oggi, possa solamente pensare di sentirsi appagato! Non ho parole….e la juve che ha vinto 7 scudetti di fila che cosa dovrebbe fare. Mentalità ci manca tanto la mentalità vincente.

  2. Appagati de esse pagati milioni pe giocà a pallone.
    E poi se sa la città è bella il pubblico è bellissimo (a parte elcojonde/plusvalenza/PV che è bruttissimo) il cibo meraviglioso.

  3. Appagati del gioco, non dei trofei vinti. Intende che finalmente sembra che stiano giocando bene, che iniziano a capire gli insegnamenti del mister e quindi non devono fare l’errore di pensare di essere dei fenomeni ed appagarsi. Non vedo tutta questa cagnara per delle parole che sono state fraintese o, peggio, si sono volute fraintendere. Condivisibile.

  4. Condivido tutti i commenti che mi hanno anticipato sul concetto dell’appagamento espresso da Florenzi. Purtroppo la mentalità che si vorrebbe cambiare e che sta alla base degli insuccessi di tutti questi anni emerge in queste parole. Come si fa a dire di non doversi sentire appagati dopo una vittoria in tre partite? Come si fa a dire, pur ironicamente, che si sta cercando di convincere l’allenatore a concedere un pranzo con i famigliari quando sappiamo cosa vuol dire in un contesto ambientale come quello di Roma? Vuol dire ristoranti, amici, orari sballati!!! E’ pure poco opportuno se non poco intelligente fare certe dichiarazioni con il ruolo che ricopri. Non ho pregiudizi verso Florenzi come calciatore e come uomo, capisco che cerchi di trasmettere qualcosa di nuovo e diverso. Ma siamo sicuri che abbia la statura per farlo? Non lo voglio bollare ma penso che Pellegrini, tra breve, sappia incarnare altrettanto bene la romanità e rappresentare al meglio, anche con le dichiarazioni più misurate e pertinenti, il ruolo di capitano.

  5. Sono daccordo, il termine “appagato” sulla bocca dei giocatori della Roma non dovrebbe esistere dopo anni di quasi nulla e di figuracce ripetute con impressionante regolarità. Secondo me il solo fatto che gli venga in mente la sola ipotesi di potersi considerare appagato senza mai aver vinto nulla è la dimostrazione della pochezza dello spogliatoio come ambizioni sportive.
    Un suggerimento ai giocatori della Roma, meglio che non pronunciate proprio la parola “appagamento”. Invece cominciate a ripetervi “voglio vincere ad ogni costo” e a sentirvi “affamati”.
    “Appagato” lo puoi dire dopo che ti ritiri dal calcio come considerazione generale oppure se te ne vai in Cina dopo aver vinto scudetti, coppe europee, coppe Italia e supercoppe varie. Quindi alla Roma proprio dovete cancellare la parola in questione.

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