SASSUOLO ROMA, FACCIA A FACCIA – La Roma è così: pareggia con chi sta lottando per la salvezza, come è successo contro il Genoa, e vince contro i campioni d’Italia. È vero che la Juventus non aveva più nulla da chiedere a questo campionato, ma è anche vero che i bianconeri hanno sfiorato il gol più volte, negato o da un super Mirante, o da un palo, o da un fuorigioco, come nel gol annullato di Cristiano Ronaldo. La Roma invece, dopo il passo falso al Ferraris, ha capito che non solo la Champions era a rischio, ma anche l’Europa League e, dopo la vittoria della Coppa Italia da parte della Lazio, lo è ancora di più. Sì, perché se i giallorossi dovessero classificarsi sesti, considerato l’accesso diretto dei biancocelesti alla competizione, la squadra di Ranieri si ritroverebbe a giocare i preliminari. Dalla corsa alla Champions a quella all’Europa League, la stagione della Roma è una delle più fallimentari e rimanere fuori dalle coppe internazionali sarebbe un colpo basso. Colpo basso come quello che è arrivato in questa settimana con il saluto a tutto il popolo giallorosso di Daniele De Rossi che, per scelta della società, leverà dopo 18 anni la maglia della Roma di dosso. Contro il Sassuolo ci vorrà una squadra più che mai unita, nel nome dei tifosi che in questa stagione hanno già sofferto abbastanza.

NZONZI – Quello tra Nzonzi e la Roma non è stato amore a prima vista: si è fatto desiderare per tanto tempo, e una volta arrivato non ha dato i risultati sperati. Monchi ha portato il francese nella Capitale per la ‘modica’ cifra di 26 milioni esclusi bonus, con un contratto da 3 milioni a stagione per 3 anni. Quel che ha fatto discutere è stata però l’età del calciatore: il centrocampista ha 32 anni, forse è stato speso un po’ troppo, nonostante quest’estate si sia laureato campione del mondo. Reduce dall’impegno con la Nazionale, ha saltato l’intera preparazione atletica con i giallorossi e per le prime partite di campionato è rimasto in panchina o ha giocato solo uno dei due tempi. Dalla sesta partita, ossia contro il Frosinone, ha trovato la titolarità in squadra, giocando consecutivamente 13 partite, di cui 12 per tutti i 90’ e una di 80’, complici anche gli infortuni di De Rossi. Dopo questa striscia di presenze è quasi sempre partito dal primo minuto, eccetto in qualche occasione che è rimasto in panchina o addirittura in tribuna per squalifica per diffida. Le sue prestazioni però sono state a dir poco negative, con l’ex Siviglia che non ha mai convinto il popolo giallorosso. Doveva essere il successore di De Rossi ma delle doti tecniche del numero 16 giallorosso nemmeno l’ombra. In questo campionato conta quindi 29 presenze con 2 assist e un gol. Un cambio di rotta, però, c’è stato quando Claudio Ranieri ha preso il timone della squadra; partendo dalla partita con la Juventus, la più recente, Nzonzi ha fatto dei passi avanti da gigante. Se prima non provava nemmeno ad allungare la gamba per vincere quantomeno un contrasto, contro i bianconeri è stato una pedina fondamentale in tal senso. Che possa essere la vera rinascita del Pulpo (Soprannome affidato da Jorge Sampaoli, che dopo un’eccellente prestazione contro il Real Madrid non ha saputo resistere dall’elogiare il francese affermando “Nzonzi oggi è stato un Polpo, è stato incredibile”)?

SENSI – La terza stagione in Serie A di Stefano Sensi con la maglia del Sassuolo è sicuramente quella della consacrazione. Il centrocampista di De Zerbi ha rubato l’occhio anche agli addetti ai lavori ma soprattutto al ct della Nazionale italiana Roberto Mancini. Il 20 novembre del 2018, Sensi fa il suo esordio con la maglia azzurra, mentre il 26 marzo si toglie la soddisfazione anche del primo centro nella sfida vinta per 6-0 contro il Liechtenstein. Nel centrocampo neroverde ha occupato dapprima il ruolo di mediano alternandosi con Magnanelli, mentre in un secondo momento ha trovato spazio anche come mezzala. Nel nuovo ruolo disegnato per lui da De Zerbi il classe ’95 ha trovato i suoi benefici ed infatti i 2 gol e i 5 assist messi a referto ne sono la prova. Ovviamente le sue prestazioni sono finite sotto la lente dei top club. Uno di questi è il Milan che a gennaio sembrava aver avanzato un’offerta, ma la questione è stata rimandata alla finestra di calciomercato estiva. Sensi dopo tre stagioni in serie A, fatte di 61 presenze e 4187 minuti giocati, è pronto al grande salto. Chissà se la Roma ha mai pensato seriamente al folletto di Urbino.





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