Francesco Totti a parte, saranno loro due ad illuminare la scena dell’Olimpico nell’anticipo delle 18 di sabato prossimo: Mirko Vucinic e Javier Pastore, due tra i giocatori più talentuosi del panorama calcistico italiano ed europeo, molto ambiti da grandi club ed entrambi incerti sul loro futuro. Un futuro che potrebbe però anche vederli tutti e due al fianco di Totti in un tridente che non sarebbe esagerato definire ‘stellare’.

PRIMI CALCI – Mirko Vucinic nasce a Niksic (in Ex Jugoslavia, prima della creazione di Serbia e Montenegro e della successiva indipendenza del Montenegro nel 2006) il 1’Ottobre del 1983. Sei anni dopo viene al mondo Javier Matias Pastore, il 20 giugno del 1989, a La Para, nella provincia di Cordoba in Argentina (ma la sua famiglia è originaria di Volvera, centro vicino Torino). Entrambi iniziano la loro carriera calcistica nei rispettivi paesi di origine: Vucinic debutta nel Sutjeska, dove a 16 anni e un giorno diventa il più giovane giocatore a segnare un gol nel campionato serbo-montenegrino. Talento molto precoce è anche Javier Pastore, che, dopo aver giocato nelle giovanili del Talleres de Cordoba, nel 2007 esordisce nella seconda divisione argentina. In quell’anno Vucinic è già una realtà affermata del calcio europeo. Ma andiamo per ordine.

LA SVOLTA – Entrambi vengono strappati molto giovani alle loro radici. Più “traumatico” il cambiamento di Mirko Vucinic, che viene adocchiato nel 2000 da Pantaleo Corvino, noto talent scout del Lecce, e portato in Salento. Arrivato in terra pugliese neanche diciassettenne, il montenegrino esordisce in Serie A nel 2001 proprio contro la Roma di Fabio Capello, che di lì a qualche mese avrebbe conquistato il terzo tricolore della sua storia. All’Olimpico termina 1-0 per i capitolini, grazie ad un gol in incornata di Walter Samuel. La vera esplosione del ‘Genio di Niksic’ arriva nella stagione 2004-2005, quando con Zdenek Zeman in panchina si esprime a livelli realizzativi mai più raggiunti: 28 partite e 19 gol in campionato. Una media spaventosa, che lo innalza ad astro nascente del calcio italiano e gli vale il passaggio (in prestito con diritto di riscatto) alla Roma di Luciano Spalletti. La svolta nella carriera di Javier Pastore arriva invece nel 2008, quando viene prelevato dall’Huracan, squadra di Premiera Divisione argentina, tra le cui file ‘El Flaco’ (il ‘magro’ in lingua italiana) inizia a mettere in mostra tutto il suo potenziale, siglando 8 reti in 31 partite e fornendo svariati assist ai compagni. A quel punto l’allora ds del Palermo Walter Sabatini (prossimo componente dello staff gialloross) si accorge di questa giovane gioiello del calcio sudamericano e lo suggerisce al presidente Zamparini, il quale spende 6 milioni di euro per portarlo in maglia rosanero nell’estate del 2009.

LA CONSACRAZIONE – Per entrambi l’inizio delle avventure con le loro attuali squadre è piuttosto al di sotto delle aspettative. La prima stagione romana di Mirko Vucinic (2006-2007) viene condizionata da diversi problemi fisici che ne condizionano il rendimento, scatenando subito le prime critiche della piazza capitolina. Il primo gol del montenegrino con la maglia giallorossa risale ad un Roma-Siena 1-0 del 28 gennaio 2007; ma la rete più importante, capace di far dimenticare un inizio balbettante, è quella contro il Manchester United all’Olimpico. Il ‘Maradona dei Balcani’ realizza il 2-1 con cui la Roma sconfigge i Red Devils nei quarti di finale d’andata di Champions League, prima di naufragare insieme al resto della truppa giallorossa nel terribile 7-1 dell’Old Trafford. Dopo un primo anno di assestamento nella Capitale, Mirko Vucinic viene riscattato per 7,5 milioni di euro e negli anni dimostra che si è trattato di soldi ben spesi, arrivando a realizzare in queste quattro stagioni romaniste ben 63 gol in 193 presenze. Memorabili sono le magie del montenegrino al Bernabeu contro il Real Madrid negli Ottavi di finale di Champions League 2007-2008, oppure contro il Chelsea all’Olimpico pochi mesi più tardi o anche con l’Inter nel settembre del 2010 sotto gli occhi di un estasiato Thomas DiBenedetto. Un capitolo a parte meritano i derby con la Lazio, in cui Mirko Vucinic ha recitato di recente la parte del protagonista siglando 3 reti nelle 5 stracittadine consecutive vinte dai giallorossi. Con la maglia della Roma nessun gol è però arrivato contro il Palermo. Javier Pastore esordisce invece con i rosanero nel Terzo Turno della Coppa Italia 2009-2010, nella gara vinta dai siciliani contro la Spal per 4-2 il 15 agosto 2009. Anche nel caso del ‘Flaco’, le prima stagione con la nuova maglia è caratterizzata da alti e bassi (alla fine saranno 34 le presenze e soltanto 3 le reti in Serie A). Nulla a che vedere con il campionato 2010-2011, in cui Pastore incanta le platee di tutta Italia e tocca quota 10 gol nelle prime 31 apparzioni in questo torneo. Il 14 novembre, nel derby contro il Catania, l’argentino mette a segno addirittura la sua prima tripletta in carriera, mentre Mirko Vucinic può vantarne addirittura due: una durante un Lecce-Lazio 5-3 del 1 maggio 2005, l’altra il 20 marzo 2010 contro l’Udinese (4-2 per la Roma il risultato finale).

NAZIONALE – Pastore esordisce con l’ Argentina nel 2009, chiamato da Diego Armando Maradona per l’amichevole contro la Catalogna, in cui sigla subito un gran gol di destro al volo. Nel 2010 ‘El Flaco’ partecipa anche al Mondiale sudafricano. Dalle sue parti Mirko Vucinic è invece già considerato eroe nazionale: inizialmente nella lista dei convocati della Serbia e Montenegro per i Mondiali di Germania 2006 (cui deve rinunciare per via di un infortunio), con l’indipendenza del Montenegro Vucinic sceglie di farne parte e ne diventa capitano, ma anche punta di diamante: sono 11 le reti realizzate in 23 presenze con la maglia della sua rappresentativa.

Federico Antonio Petitto

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