Pubblicato il 30 Aprile

FACCIA A FACCIA  – David Marcelo Pizarro Cortés e Sergio Bernardo Almiron rappresentano due pedine fondamentali per il centrocampo delle rispettive squadre. Il primo, detto Peq (da pequeño ossia il “piccolino” per la sua statura) è più tecnico e difensivo, recupera tanti palloni ed è uno dei migliori nel suo ruolo in quanto a precisione del lancio e difesa della palla; il secondo, invece, con un passato diviso tra tante maglie, può quasi considerarsi un attaccante aggiunto per la qualità e la potenza del suo tiro da fuori, per i suoi colpi di testa e per la sua indole offensiva.

ESORDI –  David Marcelo Pizarro nasce a Valparaiso (Cile) l’11 settembre 1979, mentre Sergio Bernardo Almiron viene alla luce a Rosario (Argentina) il 7 Novembre dell’anno successivo. Sia Pizarro che Almiron crescono calcisticamente in patria. Il Peq inizia nei Santiago Wonderers dove milita dal 1997 al 1999 mettendo a segno 3 reti in 40 presenze. Almiron, invece, debutta sui campi da gioco nella squadra locale dei Newell’s Old Boys, portando con sé una grande responsabilità: quella del figlio d’arte. Il padre Sergio Omar Almiron, infatti, anch’egli cresciuto nelle giovanili dei Newell’s Old Boys, è stato un attaccante molto amato in patria specialmente dai tifosi dell’Estudiantes, oltre ad aver fatto parte della  nazionale argentina Campione del Mondo 1986 (seppur con nessuna presenze).

UDINESE – E’ proprio il club bianconero che regala l’esordio in Serie A ad entrambi i giocatori. Il Peq arriva in Italia nella stagione 1999-2000 ed è inizialmente allenato da Guidolin. Ma sarà Roy Hodgson, durante la sua breve permanenza del 2001, che ne valorizzerà le qualità di regista. Esordisce in Serie A il 29 agosto 1999 in Venezia – Udinese 1 a 1. In seguito, sempre nella squadra di Udine, troverà Spalletti con il quale farà il salto di qualità e importante anche nell’avventura a Roma. L’esordio di Almiron è targato proprio Roy Hodgson ed avviene il 23 settembre 2001 in Perugia – Udinese 1 a 2.

DIVERSI DESTINI – Dopo sei stagioni ottime all’Udinese, Pizarro viene ingaggiato dall’Inter nel luglio 2005 e gioca subito la Supercoppa Italiana. Per lui è il vero esordio in una grande. La sua permanenza nella sponda nerazzurra di Milano è destinata però a durare ben poco: dopo 24 presenze in Serie A e 3 gol, il 16 Agosto 2006 passa  in comproprietà alla Roma per 6.5 milioni di Euro, e alla fine della stagione la squadra giallorossa lo riscatta con altri 5.75 milioni.
Sono invece 3 gli anni di Almiron nelle fila dell’Udinese, infatti, dopo due buone stagioni in Serie A, nella stagione 2003/2004 il centrocampista argentino scende il Serie B, prima all’Hellas Verona e poi, in comproprietà, all’Empoli, squadra con la quale riconquista la massima serie nella stagione 2004/2005 e dove rimane fino all’anno del suo ingaggio alla Juventus, nel giugno 2007. A Torino, permanenza breve: fine della stagione al Monaco e un anno alla Fiorentina, prima di Bari.

GLI INCOMPRESI – Pizarro e Almiron dividono un passato un po’ deludente in due grandi club di Serie A: il Peq nella stagione 2005/2006, l’unica che passa all’Inter, vive un rapporto negativo con Roberto Mancini che lo impiega pochissimo e che gli preferisce altri grandi campioni, come Veron, ad esempio. Almiron, invece, ha un presentimento già il giorno del suo passaggio ufficiale alla Juve, il 21 giugno 2007, quando rivela “Forse non sono ancora pienamente maturo per una squadra come la Juve, ma spero che i campioni mi possano aiutare e insegnare tutto ciò che dovrò imparare nei prossimi mesi”. E infatti non riuscirà mai ad affermarsi in quel di Torino collezionando appena 11 presenze e 1 solo gol in Coppa Italia, su punizione. Nella sessione invernale del mercato, a gennaio 2008, viene dato in prestito in Francia, al Monaco. Ritornerà in estate alla Juve, ma, rendendosi conto che per lui non c’è spazio, verrà ceduto in prestito con diritto di riscatto alla Fiorentina, dove militerà per tutta la stagione 2008/2009 con 11 presenze e 0 gol. Alla fine della stagione la Fiorentina, però, non lo riscatta e la Juventus lo gira in prestito al neopromosso Bari.

PRESENTE E FUTURO – Il presente del Peq è chiaramente giallorosso. Fin dal suo trasferimento nell’estate 2006, il Peq vince e convince con 195 presenze totali (incluse le coppe) e 16 gol. Nella Roma è esploso, si è affermato a livello internazionale,  ha accompagnato la squadra giallorossa nella grande avventura fino ai quarti di finale di Champions contro il Manchester United. Ma non solo, ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana entrambe contro l’Inter e ha messo un importante sigillo all’Olimpico, in Champions, in uno storico 2 a 1 tra Roma e Real Madrid con conseguente eliminazione degli spagnoli. Per Spalletti è un punto fermo, con Ranieri qualche sospetto scontro a livello personale, arrivato, però, solo dopo una stagione 2009/2010 fantastica per lui e per la Roma. Con l’attuale mister Montella un finale di stagione ai suoi livelli, da regista puro. Il futuro pare non riservi sorprese, con un contratto in scadenza a giugno 2013, anche se qualche voce circola su un presunto interesse dell’Olympiacos e di altri club internazionali. Per quanto riguarda Almiron, i numeri della sua prima stagione al Bari, 2009/2010 sono ottimi con 27 presenze e 5 gol, tra cui uno alla sua ex-Juve; è la stagione attuale che resta un punto interrogativo per il centrocampista argentino: il Bari è matematicamente retrocesso in B ma ha riscattato l’intero cartellino del giocatore a inizio stagione e non solo, la tifoseria biancorossa lo considera il perno del centrocampo anche grazie alla stagione passata, forse una delle migliori in assoluto nella sua carriera, tuttavia, la retrocessione significa spesso che i migliori giocatori vengono messi all’asta e il Napoli sembra molto interessato alla questione.

M. P.

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here