ESCLUSIVA ROMANEWS.EU –  Dal cambio di panchina Garcia-Spalletti al suo futuro, passando per le recenti affermazioni dell’ex compagno di squadra Gervinho.  Sono i temi trattati dal portiere della Roma, Morgan De Sanctis, in una intervista esclusiva a Romanews.eu. Ecco le parole del calciatore giallorosso.

 

Era già stato allenato da Spalletti quando eri all’Udinese, si aspettava di giocare di più con il tecnico toscano?
“No, mi aspettavo di ritrovare un allenatore fantastico, molto preparato, e così è stato. E’ un allenatore che ha avuto subito un impatto positivo con l’ambiente per due motivi fondamentali: il primo è che già conosce pregi e difetti di questo posto visto che ci aveva già lavorato per quattro anni, il secondo è ha lavorato per quattro anni all’estero e io so cosa vuol dire subire un processo di internazionalizzazione che ti rende una persona e un professionista migliore. Il mister ha avuto una grande opportunità a San Pietroburgo: lavorare con giocatori e una società importante, era andato lì per vincere e ha vinto ed è tornato molto più sicuro di se, brillante e completo sotto tutti i punti di vista”.

De Sanctis

Quale aspetto degli allenamenti di Spalletti l’ha colpita di più?
“La sua preparazione è capillare sotto tutti i punti di vista, lo era già 10 anni fa così come lo è adesso, sia nel preparare le partite che nella ricerca continua dell’innovazione sia dal punto di vista offensivo che nell’organizzazione a livello difensivo. Stiamo parlando di uno dei migliori allenatori, ti dà una preparazione tecnico-tattica formidabile e che ha anche la voglia, l’età e l’esperienza giusta per mettere in pratica il suo lavoro e comunicarlo con grande personalità ai giocatori”.

 Che differenze ci sono con i metodi di Garcia?
“Da questo punto di vista spesso sono state fatte considerazioni ingenerose nei confronti di Garcia. Spesso si parlava di allenamenti più leggeri, ma in realtà non era così. La responsabilità dell’esonero di Garcia, del finale della stagione passata e degli ultimi due-tre mesi di risultati poco soddisfacenti, per quello che mi riguarda, ma penso che sia anche un discorso generale, credo sia da ricercare nel contributo che questa rosa di giocatori poteva e doveva dare, ma è stato un contributo ridotto. Eravamo partiti con delle prerogative che avrebbero dovuto portarci a vincere qualcosa, ma non è successo non a causa di allenamenti più leggeri ma perché c’era la necessità di mettere di nuovo i giocatori davanti alle proprie responsabilità senza avere più alibi, alibi che invece noi giocatori eravamo stati un po’ furbetti a prenderci nell’ultima parte della gestione Garcia”.

Ad esempio Gervinho che qualche giorno fa ha rivelato che continuare a giocare per Spalletti per lui sarebbe stato un tradimento nei confronti di Garcia. L’hanno sorpresa le parole dell’ivoriano?
“Il discorso che ha fatto Gervinho è stato coerente con quello che è stato il suo percorso di carriera, quindi non mi sorprende quello che ha detto. Mi hanno sorpreso, anche durante la gestione Garcia, alcune sue mancanze rispetto a ciò che era considerato un discorso comune, di squadra, che comprendeva anche lo stesso Garcia e tutti noi. Quello che lui dice adesso è verissimo, Garcia molto probabilmente gli ha dato quasi tutto ciò che lui ha avuto in ambito sportivo, quindi credo che il suo discorso sia legittimo e intelligente. Fossi in lui mi farei alcune domande riguardo ad alcuni comportamenti che ha avuto anche durante la permanenza di Garcia a Roma e ad alcune circostanze in cui si sarebbe potuto comportare meglio”.

Quindi preferisce Spalletti che tratta tutti i giocatori allo stesso modo come è successo con Totti?
Si, è evidente. L’allenatore deve essere garante di una serie di comportamenti nonostante i giocatori non siano tutti uguali. Alcuni calciatori hanno più talento di altri, ma nei comportamenti e nel contesto di squadra devono comportarsi tutti allo stesso modo. L’allenatore e la società insieme devono essere garanti di questo tipo di linearità”.

de sanctis giulia spiniello

Pallotta ha disegnato per lei un futuro da dirigente. Si vedrebbe nel ruolo di direttore sportivo visto che si sta liberando un posto?
“Io ho dato la disponibilità alla società per continuare a giocare visto che mi sento bene fisicamente e durante questa stagione mi sono allenato bene, dimostrando di essere un secondo affidabile sia con Garcia che con Spalletti. Il mio futuro fuori dal campo non lo immagino ancora, non è di strettissima attualità però ci penso e ci ragiono. In questo momento devo ancora capire se per me potrebbe essere più adatto un futuro da allenatore o da dirigente, ci penserò senza disperdere energie che vorrei continuare a concentrare ancora sull’attività di calciatore”.

Giulia Spiniello  – Emanuele Zotti

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