SANTONI INTERVISTA AJAX ROMA – La Roma si avvicina a grandi passi alla trasferta di Amsterdam. Giovedì alla Johan Cruijff Arena i giallorossi si giocano una grossa fetta di passaggio del turno alle semifinali di Europa League, torneo che è diventato assolutamente fondamentale per concludere bene la stagione e magari assicurarsi la qualificazione in Champions e, soprattutto, un prestigiosissimo trofeo europeo. La strada però è ancora lunga e c’è subito un colosso del calcio europeo di fronte alla Roma. Per conoscere meglio l’Ajax, la redazione di Romanews.eu ha contattato Michele Santoni, allenatore italiano che attualmente ricopre il ruolo di tecnico nelle giovanili dell’ADO Den Haag. Per lui un passato quinquennale proprio all’Ajax (tra il 2009 e il 2014) come video-analyst. Poi il ritorno in Italia come vice allenatore di Cesena e Livorno, l’incarico di assistente tecnico al Cagliari e, prima ancora, quello di allenatore delle giovanili alla Lazio. Poi il ritorno in Olanda per la prima esperienza da allenatore di una prima squadra all’Almere City, e l’attuale incarico all’ADO Den Haag. Ecco l’intervista all’unico allenatore italiano nei Paesi Bassi, che ci ha svelato punti di forza e punti deboli dell’Ajax e con cui abbiamo fatto un focus sul calcio olandese e sui prospetti migliori. Uno su tutti Koopmeiners dell’AZ Alkmaar, accostato negli ultimi giorni alla Roma.

Focus sull’Ajax di Ten Hag

Mister, ci racconta l’Ajax di Ten Hag, prima in Eredivisie e imbattuta da 24 partite?
“Forse questo è l’Ajax migliore dal punto di vista di squadra nell’era Ten Hag. Tutti ricordano l’Ajax di De Ligt, De Jong e Van de Beek, quello che aveva eliminato Real Madrid e Juventus. In quel periodo avevano giocatori più talentuosi, ora magari hanno meno talento ma sono migliorati a livello tattico, ora sono più squadra. Se la Roma riesce a metterli in difficoltà dal punto di vista tattico può batterli , visto che la qualità dei giallorossi è alla pari e forse anche superiore ai lancieri. Il problema è che sembra ci sia più casino a Roma che ad Amsterdam”.

Dove può far male la Roma? Quali sono i punti deboli dell’Ajax?
“Il modo di giocare di Ten Hag è molto incentrato sulla verticalità e sull’utilizzo di pressione costante. Quindi se si riesce a uscire dalla pressione e a portare fuori uno dei centrali di difesa, si può far male all’Ajax, soprattutto attaccando alle spalle dei terzini. Se analizziamo le partite in cui l’Ajax ha sofferto ci accorgiamo che è sempre quello il problema: se la loro prima pressione in transizione non avviene bene, o se l’avversario è preparato e riesce a superarla, lì fanno fatica”.

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Tra presente e futuro della Roma

Cosa manca alla Roma per fare il salto di qualità? Può arrivare in fondo in Europa League?
“Per valori la Roma può vincere l’Europa League senza dubbio. Il problema è che manca tranquillità nell’ambiente. Se ci fosse un po’ di verità in quello che esce in questi giorni, la vedo difficile perché l’unità di intenti tra giocatori e allenatore è alla base del calcio. Ora quell’unione e quella serenità sembra che manchi ma io ho visto partite in cui sono rimasto molto stupito in modo positivo dai concetti di gioco. Ma è mancata continuità di rendimento, anche a causa di qualche infortunio di troppo. Poi per qualche motivo che non conosco, Fonseca a Roma non piace…”

E a lei piace Fonseca?
“I suoi concetti di gioco sono ottimi. La colpa del calo di rendimento non è da scaricare solo su di lui ma anche ai calciatori stessi. Lui è un ottimo allenatore, lo ha dimostrato con lo Shakhtar e, a sprazzi, anche con la Roma. La storia però insegna che a Roma è necessario saper gestire la piazza”.

Quindi meglio un allenatore esperto? Si fanno i nomi di Sarri e Allegri…
“Sarri è un tecnico esperto ed italiano. E’ sopravvissuto a Napoli quindi presumo che possa far bene anche in una piazza come Roma. Essendo italiano è più adatto a gestire tutte quelle pressioni esterne che non hanno nulla a che vedere con il campo. Non dimentichiamoci che da Roma è passato anche Luis Enrique, a cui abbiamo fatto fare una pessima figura salvo poi vincere la Champions con il Barcellona qualche anno dopo. Roma è uno di quei contesti culturali che devi vivere e conoscere per poter fare bene, e probabilmente un allenatore italiano è quello che serve”.

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L’Ajax ‘Regina dei settori giovanili’

Da anni l’Ajax è l’esempio perfetto di settore giovanile di successo. Perché in Italia non c’è questa cultura di puntare tutto sul proprio vivaio?
“In realtà qualcosa in Italia sta cambiando. Non è più come dieci anni fa, anche le società si sono accorte che a lungo andare rende molto investire sul settore giovanile. Il grande fattore è sempre uno: il tempo. Spesso in Italia non viene concesso, qualsiasi filosofia è sempre incentrata sul breve termine. L’Atalanta ha ragionato su un progetto pluriennale e i risultati sono visibili a tutti. Ci sono esempi buoni comunque, penso a Sassuolo e Parma che hanno migliorato molto il vivaio. Ovvio che il fattore economico incide molto. Qua in Olanda puntare sul settore giovanile è l’unico modo per guadagnare soldi. I diritti tv non aiutano, idem gli sponsor. Poi c’è anche un motivo regolamentare. In Olanda hanno avuto la lungimiranza di mettere il tetto salariale per gli extracomunitari. Possono guadagnare minimo 500mila euro e così facendo a permetterseli sono solo Ajax e PSV Eindhoven, che prediligono il proprio vivaio e se devono investire su extracomunitari lo fanno comunque su profili giovani, di cui sono sicuri al 100% del rendimento”.

Anche altre squadre in Eredivisie imitano i lancieri…
“Si c’è l’esempio dell’Heracles, squadra ormai consolidata da anni nella parte sinistra della classifica. Loro hanno un metodo di lavoro preciso. Vanno a prendere giocatori dalle serie minori facendo scouting mirato. Dall’Heracles ad esempio sono passati Gosens e Czyborra che ormai si sono affermati in Serie A. C’è anche un italiano, Quagliata, un ragazzo del 2000 che giocava in Serie C italiana. Un terzino che nei primi sei mesi non ha mai visto il campo. Ma non perché non ci puntassero, anzi. E’ un discorso figlio di quello che facevo prima sul concetto di tempo. Scelgono di dare tutto il tempo a disposizione per ambientarsi per poi inserire i nuovi calciatori in pianta stabile”.

Blind e Stekelenburg out con la Roma

Tornando all’Ajax: si è infortunato Stekelenburg e Onana è squalificato per doping. In porta ci sarà Scherpen, giovane terzo portiere. Lei lo conosce?
“Conosco bene Scherpen. L’Ajax lo acquistò due anni fa e ha già fatto un anno intero in Eredivisie con l’Emmen, una squadra che lottava per non retrocedere quindi era sempre molto sollecitato. Ha giocato titolare nell’ultima contro l’Heerenveen. E’ un portiere ottimo a cui ovviamente manca il ritmo partita, bravo nell’uno contro uno tra i pali vista la stazza (204 cm). Un difetto è quello della qualità dell’impostazione, spesso sbaglia la costruzione dal basso. Però è un buon portiere e l’Ajax l’ha preso con l’idea di affidargli la maglia da titolare in futuro”.

In attacco invece non ci sarà Haller, arrivato a gennaio ma non registrato per errore in Europa. Ten Hag può dare spazio al 2002 Brobbey anche se già ceduto al Lipsia?
“Conoscendo Ten Haag su Brobbey non pesa il fatto che è già stato ceduto. Se ne avrà bisogno per il suo scehma tattico lo farà giocare senza problemi. Non credo comunque che giochi perché qui in Olanda dicono che la fortuna dell’Ajax in Europa League è che Haller non giochi. Questo perché le cose migliori, nonostante i tanti gol segnati da Haller da quando è arrivato a gennaio, si sono viste con l’attacco leggero, formato da Neres e Antony sulle fasce con Tadic centravanti. In Olanda, dove giocano quasi tutta la metà campo nell’attacco avversario, un centravanti può servire. Ma in Europa è diverso”.

Out anche Blind…
“Penso che il suo infortunio sia il problema più grande per Ten Hag. E’ il leader della squadra e dal punto di vista tecnico e tattico è fondamentale per l’Ajax. Strano che sia dovuto tornare in Olanda per dimostrare il suo valore”.

Nella storica cavalcata Champions di tre stagioni fa l’Ajax fu aiutata dall’Eredivisie, che posticipò le sue partite. Alla Roma non vengono concessi neanche i posticipi serali. Una questione di cultura differente o c’è altro?
“In Olanda ci tenevano molto perché non avevano i punteggi UEFA necessari per far qualificare la prima direttamente ai gironi Champions. In Italia ce ne sono già quattro, non so se questo influisca. Ovvio che è un peccato visto che giocando tra l’altro di giovedì la soluzione poteva essere trovata”.

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Koopmeiners obiettivo per il centrocampo della Roma

Negli ultimi giorni alla Roma viene accostato Koopmeiners, centrocampista e capitano dell’AZ. Per lei è ha i requisiti adatti al calcio italiano e ai giallorossi?
“E’ un giocatore che merita di fare un passo in avanti che può essere perfetto per la Serie A. Un mancino puro, costruito benissimo perché viene dall’AZ, una squadra che gioca un calcio fantastico. Ha la mentalità giusta, un leader. Dalle interviste si capisce subito, è un lavoratore nato, un perfezionista. Se c’è uno che merita di andare all’estero, a parte i soliti di Ajax e Psv, è lui. Se sarà adatto al contesto Roma dipenderà da tanti fattori. Ad esempio per come gioca la Roma di Fonseca è perfetto, un centrale puro molto bravo in fase difensiva”.

E’ stato paragonato a Strootman…
“Ha qualità diverse da Strootman. E’ più intenditore e può fare anche il difensore centrale. Già questo lo rende più completo. Strootman magari aveva fatto più gavetta prima di arrivare in Italia, lui è da due anni leader all’AZ . C’è sempre il dubbio se un calciatore che non passa dalle top 2 (Ajax e Psv) possa già essere pronto per il salto. Si ritorna al fattore tempo: se c’è volontà di aspettarlo, dargli il tempo di inserirsi e magari concedergli qualche errore allora sì, può essere un valore aggiunto. Se invece ci si aspetta subito che faccia la differenza si corre il rischio di bruciarlo”.

Mister, in chiusura: ci consiglia qualche sorpresa dall’Eredivisie?
“Uno su tutti è Joey Veerman dell’Heerenveen. Un centrocampista offensivo che può fare anche il mediano, lo prenderei ad occhi chiusi perché ha doti tecniche superiori. Poi c’è Midstjo dell’AZ, interditore di centrocampo con grandi tempi di inserimento e intensità. Con lui anche Wijndal, terzino sinistro del ’99 già nel giro della nazionale olandese”.

Pietro Mecozzi

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