ESCLUSIVA ROMANEWS MARELLI INTERVISTA – L’emergenza Coronavirus ha stravolto la quotidianità di tutta la popolazione mondiale, privandola anche delle passioni più semplici, tra cui il calcio. Gli stadi sono chiusi da diverse settimane, i palloni non vengono calciati da molto tempo e i giocatori, in linea con le direttive del governo, restano a casa in attesa di tornare a calcare il rettangolo verde. Distanti dal terreno da gioco, però, non ci sono solo gli atleti, ma anche una serie di uomini appartenenti a un’altra categoria fondamentale per far sì che il calcio competitivo possa esistere: gli arbitri. La redazione di Romanews.eu ha contattato Luca Marelli, fischietto di Serie A dal 2005 al 2008, per capire come la categoria arbitrale italiana sta vivendo queste difficili settimane, cosa porteranno le nuove norme dell’IFAB e come cambierà il loro lavoro al VAR con le misure di sicurezza che limitano il contagio del COVID-19.

Come sta vivendo queste strane giornate? Il calcio le manca?

“Il calcio mi manca, è inutile negarlo. Manca tantissimo, però oramai ci stiamo anche facendo l’abitudine al fatto che dovremo farne a meno per un po’. Io posso dire che casa mia splende, potrei mangiare in qualunque locale, questo perché non so più cosa fare in casa (ride ndr). Diciamo che ci stiamo abituando, è una questione che riguarda la nostra salute, ne prendiamo atto, cerchiamo di essere pazienti e sappiamo che prima o poi proveremo a tornare a vivere normalmente. Per qualche tempo avremo delle restrizioni, però non possiamo fare altro. Si rispetta ciò che ci viene richiesto cercando di uscirne tutti insieme”.

Cosa pensa delle nuove norme dell’IFAB? Porteranno maggiore chiarezza sui falli di mano? È un tema di cui si è parlato molto durante la stagione…

“Si è parlato molto di questo tema perché si è fatta molta confusione. In realtà le norme non sono così poco chiare. Per gli addetti ai lavori non sono nemmeno così complesse. Certo, ci sono episodi al limite di cui si può discutere, ovvio. Però a livello teorico non è così complicato distinguere i casi punibili dai non punibili. Per quanto riguarda le novità dell’IFAB, posso dire che non è cambiato praticamente nulla nei macro-problemi: le norme sono sostanzialmente identiche. C’è stato però un aggiustamento importante per quanto riguarda i tocchi di mano in attacco. La regola utilizzata fino a ieri diceva che tutti i tocchi di mano che portano alla segnatura di una rete o a un’opportunità da rete, anche se involontari, devono essere puniti. Con queste nuove norme, invece, la regola è stata leggermente modificata. Adesso il tocco di mano, anche involontario, dovrà essere punito solo nel caso in cui porti nell’immediato alla realizzazione di una rete, oppure alla creazione di un’opportunità da rete. Questo significa che la rete di Ibrahimovic a Firenze, con la nuova versione del regolamento, andava convalidata, perché non c’è stata la segnatura nell’immediatezza. Ibrahimovic ha controllato il pallone, ha saltato un paio di avversari, ha percorso circa 15 metri e poi ha tirato in porta. Questa è la differenza più importante, perché questa norma attualmente in vigore è contro lo spirito del gioco: quel tocco di Ibrahimovic non può essere mai considerato come volontario o come qualcosa che ha portato un beneficio. Tra l’altro è stato generato da un contatto di un difensore avversario, quindi è completamente fuori dalla filosofia del gioco annullare quella rete. Questa modifica non eliminerà sicuramente le polemiche, ma porterà correttezza in più sulle interpretazioni di questi episodi”. 

Queste norme, se la stagione dovesse ripartire, verrebbero subito utilizzate?

“Credo che tutte le federazioni opteranno per l’introduzione a partire dalla prossima stagione. Perché si creerebbe un problema non da poco, cioè quello di giocare un campionato con due regolamenti differenti. Se dovesse capitare un episodio identico a quello di Fiorentina-Milan, la rete sarebbe convalidata ma nello stesso campionato resterebbe un episodio che ha portato via due punti al Milan per una regola differente. Sarebbe paradossale. Secondo me qui è stato commesso un errore, avrebbero dovuto dire che, a causa dell’emergenza Coronavirus, il regolamento nuovo entrerà in vigore con l’inizio della nuova stagione”.

Quindi, per lo stesso motivo, non si può ricominciare a giocare senza il VAR…

“No, io infatti credo che il presidente Nicchi sia andato un po’ lungo e abbia detto cose che neanche pensa. Sicuramente ci saranno difficoltà per il VAR, perché si opera in spazi chiusi ed effettivamente si dovranno organizzare. Però non stiamo parlando di scantinati, ci sono dei luoghi piccoli ma sufficienti. Per esempio, lo spazio utilizzato a San Siro, che ho visto con i miei occhi quando sono andato a visitarlo, è un container lungo 10 metri, largo 3 e dentro ci devono stare VAR, AVAR e il tecnico addetto alle immagini. Si possono distanziare 3 metri l’uno dall’altro, ci sono tutte le distanze di sicurezza. Chiaramente verranno utilizzate le mascherine, ci saranno tutti i dispositivi di cui tutti non potremo fare a meno nei prossimi mesi. Però non si può pensare che gli arbitri possano rischiare la vita perché devono stare a contatto, perché tutti noi quando ricominceremo a lavorare saremo a contatto con le persone, a meno che non si abbia la fortuna di lavorare in smart working da casa”.

I calciatori, se la stagione dovesse ripartire, farebbero una nuova preparazione atletica. Vale lo stesso anche per gli arbitri?

“Sì, anche loro hanno avuto lo stesso problema. Non si stanno allenando all’esterno perché non possono: loro fanno rispettare le regole in campo e devono essere i primi a rispettarle. In questo momento stanno facendo sport da fermi, tanto movimento del corpo, cyclette per chi ce l’ha, tapis roulant per chi può e qualcuno si arrangia nel giardino di casa o sul balcone. Di certo non ci sono arbitri in giro per allenarsi. Il periodo che è stato ipotizzato tra la ripresa degli allenamenti e la ripresa del campionato dovrà essere sfruttato anche dagli arbitri per tornare in una condizione quanto meno accettabile”.

Daniele Furii

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