DI CHIRICO ROMA ROMANEWS – Alessio Di Chirico può dire, dopo tanta fatica, di avercela fatta. E’ uno dei fighter di punta delle nostre MMA, combatte nei pesi medi Ufc da più di tre anni ed è riuscito a conquistare anche gli Usa, dove si sono innamorati di lui quando dopo una vittoria prese a fare l’imitazione di Peter Griffin che parla italiano. Oltre alle arti marziali, però, ha un’altra grande passione: quella per la sua squadra del cuore, la Roma. Oggi si è raccontato a 360°, in diretta sul canale Instagram romanewseu, in una lunga chiacchierata sul suo sport e il tifo per i giallorossi.

Come stai? Come hai passato queste strane giornate? Anche dal punto di vista di un’atleta…
“Le arti marziali danno sempre la possibilità di allenarsi con niente: fare corpo libero, allenare la flessibilità, la forza con gli attrezzi ecc… Ci si può allenare anche da soli, è il bello delle arti marziali. Ci sono atleti, come Tony Ferguson che combatterà stasera, che sposa molto la filosofia di essere competente facendo allenamenti molto coordinativi. Riesco a sopravvivere, ad allenarmi e fare tutto”.

E’ cambiato qualcosa con la Fase 2? Puoi allenarti con un partner?
“Bisogna aspettare. E’ proibito dal punto di vista legislativo, vediamo. Sto facendo i test seriologici, entro il 18 dovrei allenarmi a contatto pieno per iniziare a preparare gli incontri di agosto”.

Ti ha cambiato questa emergenza a livello emotivo?
“Io non sono quello che punta sull’allenamento per avere un rafforzamento psicologico. Per me è solo un modo per arrivare alla performance. Sono consapevole dell’emergenza sanitaria ed economica italiana e mi faccio da parte, sapendo che in qualche modo riusciremo a preparare questo incontro. L’Italia viene prima di tutto”.

Ad agosto tornerai a combattere. L’Ufc vuole spostare tutti i combattimenti su un’isola privata e la Serie A pensa di svolgere le partite al centro-sud. E’ una cosa simile…
“Non sapevo della Serie A. Sarebbe interessante. Sì dovrei fare un incontro su un’isola e tutti gli incontri saranno spostati là. Così l’Ufc e Dana White ci ha garantito che tutti i contratti in essere verranno rispettati. Quindi il mio combattimento con Perez è rimasto invariato”.

Come nasce il tuo amore per la Roma? Chi sono i tuoi idoli?
“Gli idoli sono Totti e De Rossi. Si viene battezzati della Roma, l’altra neanche la nomino che porta sfiga… Il mio soprannome deriva dal fatto che un laziale nello spogliatoio mi prendeva in giro per il tifo e mi chiamava ‘Manzotin, come il macellaio di ‘Febbre da Cavallo’. Da professionista per un po’ mi sono allontanato dal tifo, negli sport minori un po’ di invidia cresce verso i calciatori per i loro privilegi e benefici. Ma poi crescendo ti rendi conto che in Italia il calcio è così radicato che è difficile raggiungere certi livelli in altre discipline. Ma è bastato andare una volta allo stadio per innamorarmi di nuovo. Vai allo stadio, vedi una vittoria come quella con il Barcellona ti rendi conto che la passione per il calcio è qualcosa di radicato nell’animo umano. Non c’è nulla da fare”.

Hai detto che vedresti De Rossi come un fighter di MMA. Perché?
“De Rossi per me è una persona speciale. E’ impressionante l’umiltà che ha, la capacità di fare spogliatoio e il carisma che ha. Mi dispiace che sia stato capitano solo per un anno. Io come allenatore lo vedrei benissimo. Per un fighter il cuore e il carisma sono l’elemento principale. Il fighter è uno che non si arrende, che ci prova e combatte fino alla fine. E’ mio suocero che manda avanti l’attività con diabete e malattie. Il fighter non si arrende mai. Daniele per me è questo e parlando con lui l’ho capito. La stima per lui è senza fine”.

Prima parlavi dei privilegi del calcio. A che punto sono le MMA in Italia adesso e quali sono le differenze più nette con uno sport popolare come il calcio?
“La MMA non è considerato sport professionistico dal Coni. Per me il vero modo di salvare lo sport è abolire il Coni e far sì che il Ministero dello Sport diventi con portafoglio. Ma questo è un altro discorso. La vita di un professionista MMA non è facile, ma la cosa bella è che i lottatori ‘viziati’ non vanno fino in fondo, perché è uno sport che non ammette superstar. Io devo tutto me stesso a questo sport, darò tutto me stesso per farlo anche se con la crisi dovrò continuare a fare un doppio lavoro. Continuerò a fare questo sport finché il mio corpo me lo permetterà”.

La Ufc ha organizzato tanti eventi anche in Europa, anche in posti in cui non era mai stato prima. I fan della MMA si chiedono quando ci sarà in Italia…
“E’ una bella domanda. Prima dell’acquisizione della WMG, la Ufc aveva un progetto molto più globale di diffusione del brand. Ora da ciò che sta cercando di capire, gli interessi sono più proiettati verso il mercato americano e diventare il terzo sport del paese. Credo sia questo il primo step della compagnia, mentre altre come Bellator mantengono questo progetto globale di evoluzione del brand. E’ questo il motivo per cui Bellator fa eventi in Italia, mentre l’Ufc no. Questa è una mia opinione”.

La mia impressione è che, però, è uno sport che negli ultimi anni ha acquisito maggiore consapevolezza in Italia…
“Sì, è cresciuto molto: McGregor ha fatto da trampolino di lancio di questo sport. Nell’evoluzione di questo sport in Italia servirebbe un’attività federale che regoli gli allenamenti in palestra: ci si rischia di fare male se non si è seguiti da persone professioniste. Io suggerisco: se uno vuole iniziare deve andare da persone professioniste e qualificate, perché il professionista è il primo che sa di non doversi fare male, ci sono dei metodi che permettono di non farti male dal punto di vista della salute”.

In questi ultimi anni chi segue il calcio ha imparato a convivere con il Var che in alcuni momenti della partita ti porta una tensione in cui pensi che ciò che hai fatto può essere vanificato: ciò che hai ottenuto non è nelle tue mani. Mi ricorda dei momenti in cui il giudizio finale nella MMA passa ai giudici. Come si vive quel momento di attesa?
“Dopo tutte le botte che prendi sei un po’ sulla luna (sorride, ndr). Se i giudici avessero davvero il Var per rivedere delle cose sarebbe bello. E’ un momento che sembra non finire mai e che a volte ha esiti brutti e che non ti aspetti”.

Oggi c’è un evento di Ufc. L’assenza totale di sport può aiutare ad arrivare a più gente?
“Sicuramente per i fighter è un’occasione per continuare a lavorare in un momento difficile. Per l’Ufc è un momento per provare a superare l’NBA e il Baseball. E’ una grande occasione per tutti, avere uno share importante e di avere un grande pubblico: faranno ascolti assurdi. Sarà una gara stupenda con il ritorno di Dominic Cruz. Settimana prossima combatterà Marvin, è un altro italiano: speriamo vinca, lo sport unisce quando si portano risultati”.

Un pronostico Tony Ferguson vs Gaethje? Secondo te alla fine si farà l’incontro tra Tony Ferguson e Khabib?
“Ti rispondo prima all’ultima. Questo match non s’ha da fare probabilmente, visto che l’ultima volta è scoppiata la pandemia (ride, ndr). Sulla prima credo che Gaethje abbia un po’ sottovalutato Tony Ferguson, ma sarà uno dei match più belli della serata. Spero vinca Tony Ferguson perché sono un suo tifoso”.

Daniele Furii

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