ROMA-SAMP, IL FACCIA A FACCIA – Con il ruolo di Walter Sabatini in bilico, in un organigramma societario in continuo mutamento, tornano alla mente successi e fallimenti dell’attuale direttore sportivo: uomo d’onore, capace di prendersi le proprie responsabilità, spesso affine all’azzardo, arma vincente in alcuni casi, perdente in altri. Con Emerson PalmieriDodò, facendo le dovute premesse in termini di prospettive e minutaggio, il rischio è stato eccessivo. Le loro storie, seppur in ambiti diversi, non hanno trovato la giusta armonia con i colori giallorossi. All’Olimpico, questa domenica, potrebbero intrecciarsi nuovamente sotto lo sguardo attento di Walter, osservatore silente in attesa di capire se abbandonare la nave o meno.

EMERSON, ‘RIMANDATO A SETTEMBRE’ – Il rigore regalato al Porto nell’andata del preliminare di Champions League e il rosso rimediato al ritorno, dopo soli 9′ di gioco, fanno di Palmieri uno dei bersagli principali di questo inizio stagione a tinte amare per la Roma di Spalletti. Il giovane ex Palermo, sbarcato in una big della Serie A a soli 21 anni, trova spazio da subito per via dei tanti infortuni (in primis quello di Mario Rui) ma disattende le aspettative di chi credeva di vedere un talento in questo classe ’94. Inesperienza o incapacità? Su questo l’ultima parola spetta al campo. Contro il San Lorenzo persino l’ex laziale Seck, Primavera giallorosso, ha dimostrato più solidità e qualità in fase di spinta. Che sia già concorrenza spietata?

DODÒ, TORNATO A GENOVA PER STUPIRE – In campo per la prima volta in Serie A grazie a una scelta firmata Zdenek Zeman (28 ottobre 2012, sconfitta in casa contro l’Udinese per 3-2), l’ex Corinthians colleziona presenze con una certa costanza solo sotto l’era Garcia (15 da titolare per il brasiliano nella stagione 13/14). Approdato all’Inter l’anno successivo, in quella che ancor oggi molti ritengono una delle migliori beffe operate da Sabatini sul mercato – prestito biennale per 1,2 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 7,8 milioni -, gioca con continuità, prima di lacerarsi il menisco. Alla Sampdoria, dove è girato in prestito per un anno, recupera e gioca ad alti livelli il suo finale di stagione, valido per la conferma attuale in rosa sotto gli ordini di Giampaolo. Che sia finalmente il suo anno? Sabatini, sigaretta alla bocca, un po’ ci spera ancora.

Riccardo Cotumaccio

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2 Commenti

  1. Ma infatti se si analizzano le differenze tra la Roma e le altre squadre, quella più evidente è proprio Sabatini! Tutti i DS lavorano in funzione della società e dell’allenatore, lui invece è un totale anarchico che in una società “fantasma” come la nostra ha totale campo libero! Con un DS “normale” magari ora avremmo avuto per lo meno una squadra, dei terzini ed una difesa magari scarsa ma sicuramente più collaudata. Il nostro freno è lui, un personaggio che difficilmente può trovar spazio in una società di altissimo livello. Lui funziona nelle squadrette dove è più importante scovare giovani per poi rivenderli.
    E’ un personaggio sbagliato e spero che non facciano la stupidaggine di rinnovargli il contratto

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