EDITORIALE – Va alla Roma il primo atto degli ottavi di Champions League. Davanti ai 50.000 dell’Olimpico supera il Porto 2-1 e guarda con speranza al match di ritorno. Si gode il suo campioncino che ha deciso di farsi bello anche di notte: Zaniolo ruba la scena ai suoi compagni e firma in solitaria la sua serata magica di Champions. Quanta personalità, quanta classe, quanta fame, che poesia! Ruba la scena ai compagni che pure hanno disputato una gara importante, studiata bene e giocata ancor meglio. Il quinto gol in un mese mezzo, roba da campioni veri!

IL CENTROCAMPO TRICOLORE – I meriti vanno a tutti, un plauso speciale ovviamente per il puntero Nicolò, ma il lavoro sporco lo fa il centrocampo tutto italiano composto dal ritrovato capitan De Rossi, dal prezioso Cristante e da Pellegrini che incide pur quando non gioca la sua migliore partita. La mediana contribuisce al pressing alto e a tenere corta la squadra.

SOLITE AMNESIE – La Roma si fa rovinare la festa da Lopez. Poco dopo il secondo sigillo di Zaniolo, il solito calo di tensione, la consueta amnesia difensiva lascia la porta aperta del discorso qualificazione ai portoghesi in un match di ritorno che si annuncia infuocato.

L’EURO-ROMA CONVINCE SEMPRE Di Francesco la prepara bene, la sua Roma in Champions League in questo anno mezzo sotto la sua gestione ha sbagliato davvero poco. Chi è sceso in campo contro i Dragoni sapeva esattamente cosa fare, dettami tattici, idee e grande voglia. Le scorribande romaniste hanno avuto buon esito soprattutto sulla fascia sinistra dove Kolarov era in serata ispirata. Dzeko si è caricato la squadra sulle spalle e se non ha segnato, ha fatto segnare. Tutto bene, insomma, quel che finisce bene. Il pià grande poeta portoghese scriveva. “Deus quer, o Homem sonha, a obra nasce”: Dio vuole, l’uomo sogna e l’opera nasce. Noi lo vogliamo e iniziamo a sognarlo. L’opera si farà!

Giulia Spiniello

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3 Commenti

  1. Zaniolo deve rappresentare la linea di demarcazione che Pallotta non può superare.
    È l’erede di Totti, secondo me anche più forte, non ci sono plusvalenze o soldi che tengano.
    Come Pallotta ha sempre capito l’importanza di Totti per la Roma e i suoi tifosi, ora deve capire l’importanza di Zaniolo, quindi lo paghi come un calciatore campione quale è, ma Zaniolo deve diventare una bandiera anzi la bandiera Romanista.
    Se vende pure Zaniolo, allora ci deve essere insurrezione, civile ma insurrezione.
    Dovremmo essere noi, con, fischi, lazzi e pernacchioni a decretare la fine del regime Pallotta, se ci dovesse fare un torto simile, ossia quello di capitalizzare un astro nascente come Zaniolo, la luce del calcio italiano.

  2. Ma che vuoi dire sulla vittoria del porto ma chissenefrega e poi ricordati c’è il ritorno da giocare, non è stato fatto nulla.
    Qui la vera vittoria sarebbe se Pallotta ci dicesse Zaniolo non lo vendo, ne per cinquanta, ne per cento, ne per 150 milioni vi dò la mia parola di boy scout.

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