EDITORIALE – La Roma soffre ma ha ragione di un Bologna di carattere e vivo fino al 90’. La vittoria aiuta i giallorossi a rimanere  in scia Champions e a sperare di agguantare il Milan, distante una sola lunghezza. Dopo un primo tempo decisamente incolore, Di Francesco sceglie il cambio giusto: lancia nella mischia El Shaarawy e la partita cambia.

SAN OLSEN – Eusebio deve però ringraziare San Olsen: senza le sue grandi parate non sarebbe arrivato a giocarsi il secondo tempo con lo zero alla voce gol presi. Il portierone è in serata di grazia e si immola una, due, tre, quattro, cinque volte e più, tanto che abbiamo perso il conto. Peccato non riesca ad evitare il gol del 2-1 e che la Roma non riesca chiudere a rete inviolata per la seconda volta di fila in campionato. Tant’è, quest’anno va così, con i difensori che difendono poco ma segnano tanto. Con Kolarov e Fazio, 7+4, aumenta di 2 la dote di gol dei soldati della retroguardia giallorossa.

ROMA IN SALUTE– Lo dicono i numeri: nelle 5 partite di ritorno la truppa di Di Francesco ha raccolto più del doppio dei punti rispetto alle prime 5 del girone di andata. Nelle ultime 7 giornate di campionato ha totalizzato 17 punti come l’ormai sempre più indiscussa prima della classe Juventus. Con questa gara, inoltre, salgono a 30 i gol infilati all’Olimpico che fanno della Roma la squadra in assoluto più prolifica nelle gare casalinghe in Serie A.

BRAVI AD APPROFITTARNE – Alla fine va detto: la Roma ha saputo portare a dama una delle partite peggiori di questa stagione. La storia giallorossa ci ha insegnato che quando le concorrenti perdono, la squadra non sa approfittarne. La caduta di Atalanta e Lazio poteva rimanere vane, invece Eusebio e i suoi hanno saputo capitalizzare quanto di buono, poco, hanno saputo rappresentare in campo. Se l’avesse vinta la Juventus una gara così, staremo a tessere le lodi di squadra matura che batte le piccole col minimo sforzo. Ecco, quello che ha fatto la Roma.

Giulia Spiniello




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6 Commenti

  1. Lo ripeterò all’infinito… Difra non è in grado… Non ha mai dato identità e gioco a questa squadra e Finché ci sarà lui, il massimo a cui possiamo aspirare sarà quarto posto o Europa League…

    • È vero hai ragione almeno tre punizione dal limite colossali, su cui Lo Bello ha sorvolato.
      Fosse un messaggio che gli stanno mandando, guarda che qui per te è dura, cambia maglia.
      Guarda che certa gente che ha sotto controllo il potere le studia tutte, anche quello che gli hanno fatto le iene stai sicuro che se avesse giocato in maglia nordista, non si sarebbero mai permessi.

  2. Tenendo conto che ieri il Bologna ha picchiato parecchio e i falli (intenzionali) non sono stai “visti” dall’arbitro (che però ha sanzionato un veniale fallo di Cristante), sicuramente le partite di Coppa lasciano il segno e lo vediamo sul rendimento delle squadre che hanno giocato durante la settimana. Segno forse più psicologico che fisico.
    In ogni caso, partita brutta da parte giallorossa, ottima da parte del Bologna che ci ha messo tutto e di più. Però spuntarla (fortuna? caso? bravura del portiere? ma Olsen è un giocatore della Roma, non un piccione che ha intercettato per caso la palla…) in partite come questa è anche questo segno della capacità di soffrire. Se la spunta di un pelo l’Inter o lo fa il Milan o la Juve, tutti a dire “è cinismo”, oppure “sanno soffrire e vincere”. Noi no: siamo peggio di Tafazio! Vero che non piace a nessuno vedere la Roma giocare male e soffrire contro una “minore” (quelle che contro di noi mettono sempre la coratella e contro le suddette mettono spesso il tappeto rosso), ma arrivare a sistemare certi meccanismi e certe situazioni richiede il suo tempo. FORZA MAGGICA!

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