ROMA BOTO DS – Si allunga la lista dei candidati per il ruolo di direttore sportivo della Roma. I giallorossi non hanno ancora scelto un nome, ma di recente avrebbe preso piede l’idea José Boto, attuale Chief Scout dello Shakhtar Donetsk con un passato nel Benfica. Conosciamo meglio il dirigente nel mirino dei Friedkin.

8 anni nel Benfica, poi il capitolo Shakhtar e la collaborazione con Fonseca

Dapprima esperienze come allenatore a Loures, Sacavenense e Alverca, José Boto ha poi militato per ben 8 anni nel Benfica (2010-2018) come chief scout, un mondo “non facile in cui entrare”, come ha dichiarato in un’intervista alla testata portoghese Tribuna Espresso, alla quale ha inoltre rivelato di aver creato lui stesso il dipartimento scouting al suo arrivo in squadra. Tra le file della società lusitana, inoltre, Boto ha lavorato con un attuale volto della Roma, Bryan Cristante (2014-2018 al Benfica), sul quale ha poi speso qualche parola: “Ricordo, ad esempio, Cristante e Jovic, giocatori arrivati qui giovanissimi e subito etichettati flop, perché non hanno iniziato a giocare subito. Poi perdono la fiducia e da lì è molto difficile avere un buon rendimento. Ma non sono stati una delusione”. Bota ha ottenuto i risultati migliori in termini di scouting proprio ai tempi del Benfica, ma nel 2018 ha cambiato la rotta e si è diretto allo Shakhtar Donetsk. Tra i tecnici con cui ha collaborato in Ucraina anche Paulo Fonseca. E sul giallorosso Boto sembra avere le idee chiare: “Per quanto riguarda la sua idea di gioco è, per me, uno dei migliori allenatori portoghesi, forse il migliore. Ha un modo di giocare con cui mi identifico.” Chissà che allora la presenza di Fonseca a Trigoria non sia un incentivo in più per far diventare lo stesso Boto ds della Roma.

Il metodo di lavoro di Boto

Secondo quali criteri opera Boto? E’ lo stesso Chief Scout a spiegarlo: “Ciò che attira di più la mia attenzione in un giocatore è il rapporto che ha con la palla e quindi la comprensione del gioco, se è intelligente, se comprende i movimenti degli avversari, dei colleghi”, e poi sottolinea che le modalità con cui un allenatore osserva sono diverse rispetto al mondo scouting: “Qui devi rompere un po’ il gioco, cercare di portare il giocatore fuori da quello che è il contesto tattico della squadra, cercare di capire quanto vale il giocatore e cosa puoi trasferire alla tua squadra, cosa stai cercando. Quindi non si può guardare tanto ai comportamenti tattici del giocatore, perché spesso è condizionato da ciò che l’allenatore gli chiede. Devi cercare di capire il giocatore, anche se questa non è una cosa lineare, ovviamente. Quando sono bravi non hai bisogno di vedere molto, stessa cosa se non sono bravi. Li guardi e vedi subito”. Inoltre, il modus operandi di Boto è quello che i club ricercano di più dal loro direttore sportivo: comprare a poco e ricavare poi una plusvalenza.

I talenti scoperti: Witsel e Markovic su tutti

Le ‘stelle’ scoperte da Boto risalgono al periodo del Benfica, e i nomi che spiccano sono Witsel e Markovic. Per quanto riguarda il giocatore classe ’89 ora in forza al Borussia Dortmund, il chief scout ha raccontato un aneddoto a Ojogo: “Il Benfica aveva bisogno di un 8 e io ho proposto Axel Witsel. Il presidente (Vieira, ndr) mi ha detto che non voleva sentir parlare di lui, ma io ho insistito e lo ha assunto, dicendo chi avrebbe potuto licenziarmi se Witsel non avesse reso. Allora gli proposi di darmi l’un percento della futura vendita se avessi avuto ragione … il giocatore fu venduto allo Zenit per 40 milioni. Dopodiché, il presidente venne a dirmi che stava scherzando e che non mi avrebbe licenziato”. Boto è stato convinto subito anche da Lazar Markovic: “Sono rimasto deliziato da ciò che ho visto”. Il classe ’94, arrivato dal Partizan per circa 9 mln di euro, è stato poi ceduto al Liverpool per 20 milioni di sterline. A Boto si attribuisce anche il merito di aver suggerito al Benfica Phillippe Coutinho, quando ancora aveva 16 anni, ma il presidente Luís Filipe Vieira non avviò le trattative. Inoltre, il lusitano vanta nel suo curriculum una previsione su Eden Hazard, allora sedicenne, anticipando che sarebbe diventato un top player (la sua valutazione oggi è di circa 60mln). Ma non solo, perchè nel 2018 disse: “Penso che ci siano tre giocatori della formazione del Benfica che hanno tutte le condizioni per essere i migliori giocatori del mondo: Félix, Dantas e Gedson.”. Proprio João Félix è poi approdato all’Atletico Madrid per la cifra record di 126 milioni di euro.

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3 Commenti

  1. Si attribuiscono come meriti anche previsioni azzeccate… Ci manca che ci dicono che una volta ha vinto al lotto azzeccando un terno secco.

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