romanews-roma-addio-totti-pallotta
Foto Tedeschi

TOTTI FILM DOCUMENTARIO – Ieri al Festival del Cinema di Roma è stato presentato il docufilm “Mi chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli, dove viene raccontato il campione attraverso le piccole cose, quelle più intime, quelle mai viste, quelle più vere. Anche lo storico capitano della Roma doveva essere presente alla prima del film, ma ha annullato la sua presenza in seguito alla perdita di papà Enzo.

Il documentario commuove

Tratto dal libro Un capitano scritto da Totti con Paolo Condò, da domani e per tre giorni sarà al cinema (la prevendita è andata benissimo, quindi non si esclude un prolungamento), poi su Sky dal 16 novembre. Come racconta La Gazzetta dello Sport, tra un Super 8 girato al mare in cui Totti a meno di un anno già insegue un pallone (“Da lì è partito tutto“) e un gol scudetto (“Dentro quel pallone c’era il sogno mio“), tra una festa di 18 anni a cui a sorpresa si presenta Giannini (“L’uomo torta“) e il Mondiale vinto dopo l’infortunio (“Dio ha voluto che andasse tutto così“), qui emerge un Francesco pieno di umanità, profondo, attento al prossimo e con un forte legame con la famiglia. Anche per questo ieri ha rinunciato alle passerelle. Del resto, tutto quello che c’è da dire su di sé, sul destino, sull’amore e sulla passione, lo dice in questi 105 minuti di parole, commosse, ironiche o pungenti, che accompagnano le immagini di una vita. Va detto, qualche lacrima scende. Anche perché il racconto parte dalla fine, dalla notte prima della partita d’addio al calcio, quel 28 maggio 2017 che ancora in tanti maledicono. E una certa malinconia in questo sguardo rivolto al passato c’è.

Print Friendly, PDF & Email